Giancarlo Cancelleri si prepara a governare la Sicilia

di Luigi Asero

 

Ce la farà il Movimento 5 Stelle a conquistare la Sicilia alle prossime regionali? La domanda è d’obbligo, seppur la risposta appare abbastanza scontata (ma la partita è ancora tutta da giocare).

Giancarlo Cancelleri, candidato governatore appare soddisfatto di questa fase iniziale e ricorda che mentre gli altri partiti ancora discutono e il presidente uscente Crocetta tappezza la regione di falsità loro, i pentastellati, hanno già la lista di tutti 62 candidati e avrebbero già pianificato la campagna elettorale.

Sulla vicenda delle firme false, oggettivamente ingrandita a dismisura afferma sicuro Cancelleri: “Archiviata. Ingigantita. Isolata. Un innocuo scivolone trattato come lo scandalo Watergate. Tra l’altro i colleghi coinvolti, per non nuocere anche solo esteticamente al movimento, hanno fatto un passo indietro non ricandidandosi. E, nel caso di Giorgio (Ciaccio ndr), dimettendosi da parlamentare”.

Preoccupante, seppur coerente con lo spirito del Movimento, la parte in cui gli viene chiesto di eventuali alleanze. Cancelleri infatti afferma “Alleanze? Con nessuno. Porteremo in aula temi e proposte di buon senso. Non siamo disposti a fare compromessi. Se non passano, si va a casa. Non voglio fare il politico di mestiere”.

Quest’ultima parte è certamente la migliore, ma anche la peggiore, di tutta la doverosa premessa, perché a meno che non si verifichi un vero e proprio plebiscito capace di consegnare ai pentastellati la maggioranza assoluta al Consiglio regionale siciliano (ed è oggettivamente difficile) si profila una legislatura di battaglie anche sulle inezie.

Un consiglio a Cancelleri e alla sua squadra: parlare a tutti, spiegare bene il programma, dare informazioni approfondite. Solo così potrà evitare i futuri “malintesi”.

Infatti se l’attuale legislatura ci lascia una marea di problemi (e ci chiediamo ancora come faccia a far scrivere sui suoi manifesti “la Sicilia ai Siciliani”) la successiva appare ancor più difficile. Perché è evidente, gli altri partiti cercheranno di scaricare proprio su lui e la sua maggioranza le incapacità di decenni di mala gestione siciliana (un po’ come a Roma insomma). Ma la Sicilia non è Roma e nessuna ascolterà il grido di dolore di questa terra che rischia seriamente dopo i disastri Lombardo-Crocetta.

Ma sì, in fondo ci siamo già abituati. Passerà anche questa. Passeranno i Crocetta e gli esperimenti. Un giorno resterà solo questa terra. E risorgerà. Senza i siciliani forse…

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