Varese, indagato per avere organizzato manifestazione anti-Dpcm

Ha organizzato la manifestazione anti-Dpcm a Varese lo scorso 7 novembre e ora è indagato in stato di libertà ai sensi dell’art. 18 del Tulps per non aver dato il preavviso di tre giorni alla questura. “Pur permanendo la liceità di manifestare il proprio pensiero, così come sancito dall’articolo 21 della Carta Costituzionale, qualsiasi attività deve essere svolta nel rispetto delle norme vigenti, in particolar modo in questo difficile momento storico, anche al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti i cittadini”, spiega una nota della questura. (AdnKronos)

E’ stato indagato per violazione dell’articolo 18 del Tulps – Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza – l’organizzatore della manifestazione di protesta che si è svolta lo scorso 7 novembre nel centro di Varese.

La manifestazione, che ha radunato un centinaio di persone che protestavano contro le misure del Governo per contrastare l’emergenza sanitaria in atto, non era stata annunciata all’autorità di pubblica sicurezzacome prevede l’articolo 18 del Tulps che stabilisce“i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico, devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore. È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata“.

Fermo restando ciò che sancisce l’articolo 18 del Tulps, una domanda – se è “permesso” farla – viene spontanea: il Signore (del quale non si fa il nome) viene indagato perché ha messo a rischio “la salute e la sicurezza di tutti i cittadini”, o per “non avere dato il preavviso di tre giorni alla questura” della manifestazione? (s.b.)

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