“Leonardo in noir”: la giornata dedicata a Sciascia anima di giallo la Settimana delle Culture palermitana

Umberto Cantone legge Leonardo Sciascia

L’evento curato da Umberto Cantone all’Archivio Storico Comunale che ha offerto al pubblico la lettura di “Una storia semplice”,

il romanzo breve che uscì lo stesso giorno della morte dello scrittore di Racalmuto, il 20 novembre 1989

di Anna Studiale

 

Si è svolta ieri, all’interno dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, la giornata interamente dedicata a Leonardo Sciascia dal titolo “LEONARDO IN NOIR. Sciascia e il genere poliziesco tra letture e visioni”; si è trattato, più nello specifico, di un evento inquadrato all’interno del ricco cartellone della Settimana delle Culture promossa dall’Amministrazione e fortemente voluto e curato da Umberto Cantone, attore e regista teatrale di grande prestigio. Una giornata che ha avuto come suo cuore il valore della letteratura ed anche del cinema, giusto la stretta interconnessione che dai tempi remoti il genere giallo e poliziesco hanno avuto con la settima arte al punto di fondersi quasi in un unicum senza barriere e confini.

A dar testimonianza di ciò la proiezione mattutina del film, “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi oltre che dall’esposizione di alcuni libri, ossia le prime edizioni delle opere di Sciascia ma anche altri romanzi gialli che lo scrittore amava particolarmente quali Simenon, Conan Doyle, Dürrenmatt, Christie, Gadda, Spillane, G. Holyday Hall, per citare solo alcuni nomi, che lo stesso Cantone ha messo a disposizione e che, sicuramente, hanno fortemente influito sulla formazione letteraria di Sciascia e la sua esplorazione nonché sperimentazione del genere giallo.

Per il momento clou della giornata si è atteso il pomeriggio quando lo stesso Umberto Cantone ha prestato la sua voce e interpretazione per la lettura di “Una storia semplice”, il romanzo breve che uscì nelle librerie lo stesso giorno della morte dello scrittore di Racalmuto, il 20 novembre del 1989. Si tratta di un’opera che nella sua estrema sinteticità esprime non solo la maturità letteraria di Sciascia ma anche il suo accentuato pessimismo rispetto alla legge ed a quell’ideale di giustizia che molto hanno animato tante delle sue opere al punto di diventare elementi cardini ed anche di denuncia dei mali della società italiana e siciliana, tra lotta alla mafia ed al crimine organizzato e l’estirpazione del terrorismo che tanto male fece a tutto il Paese.

Molto incisiva e appassionata la lettura che Cantone ha fatto dell’opera, riuscendo con grande abilità e bravura a scandire i tempi incisivi del racconto, intervallando con dovuta maestria le parole scandite a tratti come i tocchi delle lancette di un orologio con le pause che, messe nei punti giusti, hanno permesso ai presenti di viaggiare tra parole ed immagini visualizzate tutte nella mente quasi come si trattasse di un film. Un regalo, pertanto, speciale che Umberto Cantone è riuscito a donare al pubblico presente che ha potuto godere, con vive parole, quella che è stata la grandezza di uno scrittore senza tempo come Leonardo Sciascia.

«Si tratta di un’angolazione che abbiamo scelto per celebrare il trentesimo anniversario della scomparsa di Sciascia e attraverso un genere che fu lo stesso scrittore a valutare o rivalutare. Oggi è normale inserire un romanzo giallo tra i libri di letteratura ma, all’epoca in cui egli scriveva, non era consueto. Sciascia utilizzò il genere giallo per gran parte dei suoi romanzi facendo uso della struttura propria del giallo per parlare dei misteri della società italiana e del potere, cosa che a lui premeva molto. L’evoluzione che si può leggere attraverso questo evento è un progressivo passaggio dal suo essere ottimista fino al suo pessimismo di “Una storia semplice” con la sua amara conclusione riguardo al destino dell’interpretazione delle legge in un Paese manzoniano come l’Italia», ha affermato Cantone pochi minuti prima della sua lettura e a tal proposito ha aggiunto, «con Sciascia bisogna utilizzare una certa intelligenza interpretativa restituendo con il giusto distacco quella che è l’architettura finissima che è  la sua scrittura con quell’effetto di giusta distanza che egli mette nella trama attraverso l’uso della parola della quale è un artigiano e con la quale riesce ad ottenere una scioltezza assoluta. “Una storia semplice” è un’opera alla quale ha lavorato molto riuscendo a trarne una trama di una essenzialità impressionante».

Distacco ed anche ironia, due elementi che sono presenti nelle opere di Leonardo Sciascia, sue chiavi di volta, forse, per una lettura distaccata della società con quel velo costante di mistero che oggi più che mai intriga noi lettori del terzo millennio.

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