Catania, l’Islam e Diego Fusaro

di Luigi Asero

 

Catania, l’Islam e Diego Fusaro. Invitato da due centri culturali (l’Istituto Internazionale di Cultura e L’Istituto per la Cultura Siciliana) il docente e noto politologo Diego Fusaro giunge a Catania per parlare su un tema delicato quanto inquietante: “Islam, coscienza senza coesione”. [segue dopo la video intervista]

Ma in merito a questo “incontro” (che si è tenuto a Palazzo dei Chierici, di fronte al Palazzo di Città, dove risiede il sindaco di Catania Enzo Bianco) la stampa locale non fornisce alcuna notizia, né prima, né dopo.

Si direbbe un flop organizzativo? No, si apprende infatti che gli inviti sono stati diramati, gli organi di stampa locali (e non) sono stati messi al corrente, le competenti Autorità informate, chiesto pure un servizio d’ordine. L’iniziativa, in pratica, e almeno in apparenza, viene ignorata. E pur tuttavia la bella sala di Palazzo dei Chierici si affolla: oltre trecento persone presenti (venerdì scorso, 20 maggio), di certo non a venuti a conoscenza del convegno attraverso quelli che vengono considerati i mass media primari locali, ma probabilmente grazie ai canali di internet che con l’informazione “ufficiale” hanno poco a che vedere. A fare “flop”, dunque, la stampa locale, che ha perduto una doppia occasione: la prima, quella che riguarda il rispetto del dovere d’informare, la seconda quella di avere la possibilità di un serio approfondimento sull’argomento “Islam”.

Tema complicato e difficile, quello dell’Islam, soprattutto se inserito nell’attuale fase storica che l’Occidente sta attraversando e, quindi, l’Italia e l’Europa. È questa la prima osservazione di Fusaro nell’introdurre il suo “colloquio” con il pubblico presente.

Chiaro nelle sue intenzioni il politologo: “Il convegno punta a una interrogazione filosofica, e quindi non puramente giornalistica stile chiacchiera televisiva, su che cosa sia l’Islam e su come viene recepito oggi. Interrogazione centrata sul presente, quindi proveremo a interrogare il presente alla luce delle tensioni che lo attraversano e alla luce del rapporto tra la vita dell’Occidente quale storicamente si è data e come si è riconfigurata oggi. L’Islam è una grande civiltà storica, è una grande religione: le critiche che si fanno all’Islam non sono critiche fondate. Dal mio punto di vista l’Islam è una grande religione, l’unica che forse possa stare al livello del Cristianesimo, una religione universalistica…”.

Sintetizzare due ore d’intervento di Diego Fusaro sul tema “Islam” vorrebbe significare fargli torto e magari travisare concetti e spunti ricchi di annotazione e riferimenti espressi: La Voce dell’Isola si ripromette insieme all’Istituto per la Cultura Siciliana (a breve) di proporre l’intera registrazione audiovisiva dell’incontro in modo tale che i nostri lettori (e quanti non erano presenti all’Incontro) possano trarre una loro precisa opinione, senza che il pensiero del politologo possa essere travisato. Un’opportunità che il nostro giornale offre anche a coloro che hanno inteso (con malizia secondo lo scrivente) ignorare quello che per Catania poteva considerarsi un vero evento, come, purtroppo, se ne registrano pochi. Forse in questo modo chi accomuna il termine “Islam” a quello del “terrorismo” avrà più elementi in mano per trarre le sue conclusioni ed equilibrare le sue considerazioni. E ciò, fra l’altro, da quanto è stato detto dai presidenti dei due Istituti di cultura, Salvatore Assennato e Mirco Arcangeli, era l’intenzione degli organizzatori dell’Incontro, moderato dal professore Riccardo Sangiorgio e con la partecipazione del direttore del nostro giornale, Salvo Barbagallo.

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