Intervista a Youma Diakite

di Giuseppe Stefano Proiti

Youma Diakite è una modella e attrice maliana, l’abbiamo intervistata per voi.

Cosa rappresenta per te la moda e quanto è importante al giorno d’oggi?

La moda rappresenta tantissime cose per me. Al giorno d’oggi è diventata una cosa importantissima per la vita della gente. Con questa ognuno di noi riesce a esprimere il proprio stile di vita e la propria personalità. Ho cominciato da giovanissima sfilando per grandissimi nomi e col tempo mi sono sempre più appassionata ad essa. Così direbbe Lavinia Biancalani: “in un modo o nell’altro siamo tutti un po’ affascinati dalla moda in generale. E’ un fenomeno sociale, la moda rappresenta la nostra storia, quindi ci siamo tutti dentro, anche l’anticonformista più anticonformista degli anticonformisti“.

Nel 2013 sei stata nel parterre di ospiti di THE LOOK OF THE YEAR e in quell’occasione hai premiato la stilista Marella Ferrera. Da ultimo (nel 2015) ne hai presentato la finale in Sicilia all’hotel Sheraton (Aci Castello-Ct). Come giudichi quest’esperienza e questa manifestazione internazionale legata al mondo del modeling?

Essere stata presente prima come premiante e poi come conduttrice di questo rilevantissimo evento di moda nel mondo è per me motivo di grande soddisfazione; sicuramente aggiunge un importante tassello alla mia carriera. THE LOOK OF THE YEAR rappresenta oggi la più riconosciuta competizione internazionale che decreta di anno in anno gli standard di stile, bellezza e personalità delle future top model mondiali. E’ una realtà in continuo rinnovamento: ampliando il format da Beauty Contest in Fashion Award, l’obiettivo di THE LOOK OF THE YEAR è di stabilire un filo diretto tra chi crea la moda, chi la promuove e chi la indossa per mestiere, creando a tal uopo Master d’Indirizzo e di Formazione Professionale.

La somiglianza con Naomi Campbell è un elemento che ha determinato o ha aggiunto qualcosa al tuo successo? Ci sono degli aspetti di lei (anche non fisici) in cui ti riconosci?

Non mi riconosco assolutamente in nulla oltre al fatto di essere una donna di colore come lei. Il paragone mi allieta dal momento che è bellissima, ma ritengo che questo elemento non abbia influito sul mio successo, perché prima di venire in Italia ho girato tutto il mondo facendo carriera come modella. Una volta arrivata qui ero già conosciuta e non mi è servito nient’altro se non la mia competenza e determinazione. Semmai, di questa diversità tra me e la Campbell potrei raccoglierne il valore unificante per dire che la moda è quella cosa che riesce a unirci anche se siamo tutti diversi, con la speranza di venire giudicati bene e di fare una buona impressione.

Non mancano esperienze televisive di successo come “Buona Domenica”di Maurizio Costanzo. Ma se ti dico “Ballando con le Stelle” tu a chi e a cosa pensi?

In tutte le trasmissioni che ho fatto in Italia mi sono divertita tantissimo. In “Ballando con le Stelle” penso al faticoso ma esilarante momento in cui ho dovuto imparare balli da sala come il Valzer viennese con il maestro Giuseppe Albanese. Ho scoperto un mondo dove c’è tanta serietà, rigidità, però tutto a favore di momenti umani indimenticabili.

Il primo personaggio interpretato da Diakite al cinema è quello di Brigitte (la Venere nera) in“E adesso sesso” di Carlo Vanzina (2001). La comicità a volte serve per far passare dei messaggi seri come il fatto che l’amore di una donna, l’avere una vita felice, spesso non sono dei valori acquistabili col denaro. Sei d’accordo?

Il sesso nell’episodio di quel film è una cosa molto seria e apre alla riflessione su tanti problemi che affliggono la società moderna. Affrontarli in chiave comica permette di sdrammatizzare!

Ti piace la Sicilia? Come reputi i siciliani?

La Sicilia è una Terra che io adoro, sono venuta tante volte a lavorare qua e ogni volta ho trovato delle persone stupende e accoglienti, nonostante le tante difficoltà. E’ una Terra che ha mantenuto intatta la sua cultura e il suo sole, quindi da africana mi ritrovo totalmente in questo immenso calore.

 

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