Lentini in Arte e il dipingere informale di Angela Maria Viscuso

di Giuseppe Stefano Proiti

L’arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico”. Metafora ideale- quella di Oscar Wilde -per descrivere la serata che ha mostrato il volto di una Lentini raffinata e moderna, di una città che ha rivolto lo sguardo all’arte informale: un linguaggio che esprime la tribolazione dell’anima nel comprendere il mondo e la difficoltà dell’uomo nel far confluire i molteplici linguaggi, in un vocabolario unico di traduzione, per dialogare col reale e con sé stesso.
“Lentini è una città che deve tornare a vivere attraverso l’arte e le tante emozioni che sa suscitare come ha fatto durante in passato”, ha affermato il sindaco Alfio Mangiameli.
L’evento – curato dal critico d’arte Orazio Signorello – si è svolto l’11 luglio 2015 al Centro culturale “Cubo d’arte” di Lentini, ed è stato organizzato dall’Accademia Federiciana per il 5° Festival siciliano della Cultura, con il patrocinio del Comune di Lentini, dal “Centro Angeli Onlus”, e dalla casa editrice Kritios Edizioni.
A dare il benvenuto alla serata (con i ringraziamenti di tutte le autorità presenti), la dott.ssa Melinda Miceli (scrittrice, giornalista, e critico d’arte), e un ricco intrattenimento musicale con il maestro Erika Ragazzi (violinista) e il maestro di chitarra classica Mario Scirè.
La rassegna d’arte visiva, dal titolo “Stili contemporanei” – che sarà possibile visitare fino al 17 luglio dalle ore 9.00 alle 20.30 – comprende opere di 26 artisti contemporanei dell’ultimo decennio e la mostra personale “Racconti cromatici” dell’artista lentinese Angela Maria Viscuso.
Tutti artisti collocabili validamente nel panorama internazionale, che da indagatori introspettivi di correnti e stili sempre nuovi dell’arte contemporanea, si fanno interpreti estremamente proficui di linguaggi espressivi originali, e delineano una molteplicità di tecniche legate alla loro ricerca artistica.
La mostra propone, una panoramica delle più varie tendenze: opere figurative, astratte, informali, e concettuali. Per valorizzare al meglio correnti ed espressioni stilistiche relative all’arte contemporanea, le opere esposte mettono in evidenza gli approcci multidisciplinari che gli espositori hanno utilizzato per esprimere e indagare la contaminazione dei linguaggi in una società sempre più globalizzata.
La mostra dell’artista Viscuso, propone opere astratte contraddistinte da uno stile sperimentale e innovativo che evidenziano, oltre a una maggiore sintassi espressiva, una indovinata contaminazione fra astrattismo e informale. Reduce dalla partecipazione al “Premio Grosseto vision Art” e alla rassegna d’arte visiva “Esiti trasversali” (al museo “Emilio Greco” di Catania), in ogni sua opera si distingue una calligrafia tonale tendente a rendere musicale il contesto scenico e a donare armonia composita alla fruizione.
C’è da chiedersi quanto influisca l’animo mediterraneo nell’interpretazione pittorica dell’artista e quanto la solarità, emanata dalle sue tinte, derivi da una visione positiva del mondo. Dai suoi dipinti si avverte un travagliato percorso espressivo e nella sua gestualità una sicurezza scaturita da anni di sperimentazioni stilistiche. Con un ritmo modellato sul registro di una pittura astratta di grande impatto, la forza icastica dei suoi colori traccia i confini di questa ricerca sperimentale. Il fascino del lavoro della Viscuso sta in quella che il critico d’arte Fortunato Orazio Signorelli chiama “imprinting esecutivo”. Di lei colpiscono, infatti, due aspetti, sopra gli altri: da una lato la caparbia attenzione allo sviluppo compositivo, e dall’altro la libertà gestuale. Due caratteristiche che, oltre a rivelarci un linguaggio che racchiude e custodisce contenuti intimi, rendono la sua pittura, “dove il gesto e l’elemento cromatico libero si rivelano con energia”, vivamente accattivante.
“Si tratta di una pittura dell’anima” – aggiunge il critico d’arte Melinda Miceli – sempre in bilico tra finito e infinito, alla ricerca della propria verità interiore. Sulla scia di quanto ebbe a dire Rossana Berti: “l’arte è un ponte che va dallo spirito alla materia”, così il suo spirito insorto si rinnova, e ogni volta plasma la materia con occhi vergini, in una sorta d’illuminazione primordiale. Un’ibrida mescolanza di nuovo ed antico, di futuro e di passato, pervade la sua arte, come se le sue opere esaurissero l’intero ciclo della vita umana in una suggestione inesauribile. Il bambino, che l’artista ha sempre cercato, diviene saggio, il nuovo che lo anima diviene subito memoria e coscienza, così come l’infinita energia ed effetti coloristici della texture Viscuso che le sottende, si addensano in materia lieve, vaga, preziosa, marcatamente formativa. E ancora: il disordine diviene ordine. Un percorso che lascia cogliere la straordinaria capacità di rinnovarsi, di dinamicizzare il suo approccio alla ricerca sulla materia. E’ questo repertorio che lascia entrare lo spettatore nell’intimo dell’opera, scoprendone modalità di analisi e approccio estetico dallo stile informale che la contraddistingue nel panorama siciliano e nazionale. Nelle sue opere è notevole l’uso armonioso del colore, che si abbina e si riflette flessuoso nell’impianto creativo del soggetto pittorico.
Angela Maria Viscuso ha chiuso la serata con l’invito a seguire l’arte, anche quella riservata a pochi eletti, segno importante di civiltà in quanto indice di un sentire affinato dall’estetica donando, all’animo, un’impronta di nobiltà.

Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.” (Gustave Flaubert)

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