Quale futuro per l’U.E.?

guerra-mondialedi Guido Di Stefano

    Non vediamo un grande futuro per l’UE; anzi temiamo proprio che non ci sarà futuro alcuno per l’UE in genere e per gli Europei continentali in particolare.

    Sono i fatti a trasmettere l’inquietante messaggio, che discende da tre terribili interrogativi: dov’è finito il nostro vero passato? chi  gestisce il nostro presente? senza passato e senza presente cosa ci è riservato?

    Nell’eterna lotta tra il bene e il male l’Europa soccomberà perché si sarà arresa e svenduta!

    Da circa 70 anni si è imposta la globalizzazione della (dis)informazione. L’Europa, prostrata,  incominciò a subire il peso della rivisitazione storica di parte.

    I maggiori colpevoli di due guerre mondiali  divennero le vittime e gli alleati continentali divennero subito i nemici dell’oggi (che fu ieri), del domani (che è l’oggi) e del futuro  (che non ci appartiene).

   Cercando una certa unità prima e diventando poi  UE l’Europa ha impresso una decisa accelerazione alla riscrittura di una storia, “orfana” di troppi documenti iper-secretati o andati “casualmente” distrutti.

    Sono senz’altro da condannare le follie del nazi-fascismo e tutte le vittime di quel nero periodo; sono da condannare le dittature, le crudeltà, le morti, le guerre di ogni periodo e colore; sono da esaltare e diffondere i grandi valori e cioè  pace, libertà, democrazia, giustizia, fratellanza, comprensione.

     Ma la storia  imposta alle nuove generazioni e ai posteri  sembra proprio un trattato improntato al più spietato manicheismo.  I buoni sono collocati (e negli aggiornamenti sono sempre) da una stessa parte (oltre le acque diciamo) e i cattivi dall’altra. I buoni sono diventati sempre più buoni e con la facoltà di cooptare (pro tempore e se “ubbidienti”) altri buoni mentre i cattivi sono diventati sempre più cattivi e nemici mortali variabili nel numero (mai dire no ai più buoni).

    Ora addirittura il generale (sarebbe più esatto dire generico e massificato) manicheismo presenta i vecchi (e nuovi buoni) come entità taumaturgiche. Chissà perché, però, negli ultimi decenni si sono esibiti in miracoli  dolorosi e tetri e non gaudiosi e luminosi: hanno moltiplicato le occasioni di scontri, uccisioni, guerre, massacri, utilizzo e consumo  di armi, ingiustizia, negazione di dignità e diritti umani, immorali arricchimenti, iniqui impoverimenti; hanno incentivato la “pace eterna”, la “libertà di migrare”, la democratica eguaglianza  e fratellanza nella morte, la giustizia e la comprensione alle spalle degli altri (gli aspiranti buoni).

     E i nostri “buoni” governanti sono sempre più attenti a eseguire fedelmente gli ordini che vengono (più o meno velatamente) da organismi elitari ma “onnicomprensivi” (esclusi i “popoli”) quali (si dice) Bildeberg, Aspen, Trilaterale e grossi gruppi finanziari e bancari; a volte può capitare che componenti delle “elite” vengano elevati al rango di governanti, assicurando una più rapida e accurata esecuzione degli ordini.

     Ultimamente l’imperatore degli USA (personalmente o tramite i suoi delegati) ha fatto risuonare i suoi imperativi e ha chiamato la NATO e l’UE alle crociate verso il  medio oriente, verso  l’Africa e verso la Russia trovando ampi e favorevoli riscontri nel vecchio continente. Tanto lui e i suoi sono molto lontani dalle zone di guerra e se dovesse “scattare il grilletto”  sarebbe  la NATO (sacrificabile)  e/o l’UE (per lui inesistente come entità sovrana)  a smorzare la violenza dell’impatto.

    Intanto ordina:  fedeli sudditi europei armiamoci e partite per la prima fila: insieme (forse) sanzioni a Russia, Iran, Siria, ecc.; insieme (nel rispetto dei ruoli e delle proporzioni) armi contro Russia, Iran, Siria, ecc.; guerrieri, nelle stesse direzioni, chi più vuole più ne metta; per gli effetti collaterali  quali sono i “migranti” sono solo affari vostri. I più forti applausi forse si sono sempre levati dai reparti italiani.

    Noi dissentiamo su tutto lo “armiamoci e partite”; in particolare poi riteniamo equo che i migranti o fuggitivi dovrebbero essere forse totalmente accompagnati e affidati a chi ha creato (a nostro avviso) i presupposti del loro esilio forzato: i buonissimi USA, la cattolicissima Francia e chissà il tradizionalmente democratico (la Magna Charta Libertatum vanta otto secoli) Regno Unito.

    Ma l’imperatore non ha tenuto conto degli effetti di logoramento e dalla precarietà insita nella presenza di tanti “storici” galletti nello stesso pollaio e nel diverso grado di “spiumatura” delle galline (non tutte grasse).

    Sicchè ordina, schiavizza, impoverisci, comprimi  un giorno dopo l’altro ed ecco il debole castello incomincia a sgretolarsi: si dice che Regno Unito, Irlanda, Austria  preparano le valigie; la Grecia ondeggia verso l’uscita; l’Ungheria viene offesa e umiliata da un parlamento che ha delegato troppi poteri alla Commissione (non vi ricorda niente il termine?); diversi altri stati (da occidente a oriente) manifestano tendenze euro-scettiche.

   Con dette “esternazioni” chi resterebbe nell’UE insieme ai due galletti storicamenti nemici? Quanti sarebbero disposti a cedere definitivamente dignità e sovranità per pagare i conti ai più grossi? E chi dovrebbe pagare per il tornaconto e gli errori geo-politici dei buoni extra-continentali?

    In chiusura ci ha assaliti un dubbio e ve lo esponiamo.

    Qualche governante europeo a qualsiasi livello e rango (soprattutto gli esecutori delle direttive “yes”) ha notato  che negli ultimi tremila anni (escludendo la conquista romana e quella sassone in Inghilterra e con le dovute riserve per le isole mediterranee) le guerre terrestri “europee” hanno devastato solo il continente?

    Temiamo proprio di no; ma siamo altrettanto sicuri che gli “yes” lo sanno; e non condivideranno con noi ogni eventuale triste (e tristo) destino che ci saremo accollati per insipienza o peggio.

    Magari succederà qualche miracolo!

    Vedrete che il rimorso di coscienza e la somma bontà (autoproclamata) spingerà gli ”yes e oui” a recuperare con le loro flotte, per ospitarle in “casa propria”, tutte le migranti vittime delle loro infelici scelte.

     A meno che gli italici governanti li precedano e attirino i fuggitivi  in Italia offrendo sorrisi, coni e le case degli stessi Italiani (che nel frattempo saranno sfrattati e mandati in mezzo alla strada e non sotto i ponti perché possono crollare).

    Purtroppo abbiamo (o hanno) reso tanto evanescente (o meglio  cancellato)  il passato da rendere inconsistente lo stesso  presente (che già ci sfugge)  e un lontano miraggio la sola idea del futuro. E’ doloroso ammetterlo: i regimi del ventesimo e ventunesimo secolo  hanno massacrato la storia per toglierci identità, dignità, vita.

   Recuperiamo le nostre radici, umili o gloriose che siano, con tutti i pregi (da esaltare e replicare) e difetti (da condannare ed evitare) di chi ci ha preceduto: altrimenti non siamo mai stati, non siamo, non saremo.

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