Quegli strani silenzi sul delitto di Angelo Onorato

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di Luigi Asero

Appare sin dai primi istanti “strano” il delitto di Angelo Onorato, marito dell’eurodeputata Francesca Donato.

Ricordiamo che il delitto è stato scoperto in via Ugo La Malfa proprio dalla moglie della vittima intorno alle 14:30 del 25 Maggio 2024. Poco dopo si sono diffuse le prime notizie e si è parlato di uomo trovato morto all’interno della sua auto, una Range Rover. Poi i primi giornali on-line hanno iniziato a parlare di assassinio e si è iniziato a leggere parole come ucciso o assassinato all’interno dei titoli sul web. Poche ore dopo questi titoli sono apparsi modificati e ritornava l’espressione “trovato morto” facendo intendere che potrebbe essersi trattato di un suicidio (ipotesi che a 24 ore dalla scoperta del cadavere ancora è tenuta in piedi dalle autorità inquirenti). Si dirà che si tratta di un’inezia perché magari questo è dovuto alla necessaria prudenza anche perché non c’è -appunto- una conferma ufficiale da parte degli inquirenti. Così però non è, anche perché purtroppo Palermo non è una città disabituata a gravi fatti di cronaca e gli stessi inquirenti hanno una certa capacità di comprendere rapidamente quanto accade per le sue vie.

Eppure sembra che attorno al delitto di uno stimato professionista (architetto e imprenditore) sul quale peraltro non sembra aleggino dubbi subito dopo i primi titoli inizia ad aleggiare uno “strano silenzio”, uno di quei silenzi che ci porta con la mente ad anni passati, quando si cercava di far dimenticare presto certi fatti di cronaca, semplicemente seppellendoli fra le sabbie mobili della sovra-informazione, di quel cumulo insomma di informazioni che hanno il preciso scopo di far dimenticare un fatto parlando d’altro. Tecnica peraltro abbastanza in uso per qualsiasi cosa risulti “fastidiosa” a determinati “poteri”.

Sebbene per esempio la stessa Donato abbia lasciato il gruppo della Lega con la quale era stato eletta da indipendente all’europarlamento e anche vero che -nell’ambito di un fatto così tragico- ci si aspettasse a stretto giro un messaggio dal leader Matteo Salvini che dispensa messaggi tutti i giorni e su qualsiasi cosa, eppure questa volta sembra che né lui né i vertici della Lega né tantomeno i vertici di palazzo Chigi (che appena pochi giorni fa hanno ritenuto opportuno andare ad accogliere in aeroporto, con ogni onore, una persona indiziata e condannata per omicidio volontario seppur sussistano forti dubbi sui fatti giudicati in USA ma questi sono i fatti). Bene anche dai vertici di palazzo Chigi, cioè dalla premier Giorgia Meloni, nessuno commento.

Sulle prime pagine in edicola oggi pochi quotidiani hanno parlato della notizia, eppure la notizia c’è, eccome se c’è.

Altrettanto dicasi per i vertici politici siciliani eppure si può -forse- parlare di un “delitto eccellente” avvenuto a Palermo, eppure al di là di un accorato messaggio da parte del leader della Democrazia Cristiana Totò Cuffaro -e ricordiamo che sia la Donato sia la vittima di questo delitto Angelo Onorato militano proprio nella Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro- per il resto sembra essere calato il silenzio eppure da parecchio tempo non si parlava di delitti eccellenti a Palermo. Allora sabato 25 maggio, a Palermo, cosa è successo veramente? 

L’ipotesi del suicidio appare altamente improbabile, infatti l’uso di una fascetta  da elettricista, necessita non soltanto molta forza ma non potendo cingere tutto il collo necessita, perché si giunga al decesso, di una forza continuata che va oltre la fase in cui il corpo sviene per la carenza di ossigeno. Come avrebbe fatto il povero Onorato a continuare a tirare la fascetta una volta svenuto? E perché compiere un’operazione così difficile e dolorosa mantenendo la cintura di sicurezza? A cosa gli sarebbe servita? E poi… perché lo sportello posteriore è rimasto socchiuso? Che motivo avrebbe avuto di aprirlo e lasciarlo aperto se fosse stato da solo con l’intenzione di farla finita?

Nella stessa giornata di ieri è spuntata una lettera che lo stesso Onorato avrebbe affidato a un legale da usare nel caso gli fosse accaduto qualcosa. Perché temeva che potesse accadergli qualcosa?

È troppo presto per fare ipotesi ed è troppo complicato per una persona che non si occupa di cronaca, come il sottoscritto, poter farle. Questo è un compito che spetta agli inquirenti, però le modalità di esecuzione del delitto appaiono comunque anomale per pensare che sia un delitto di “cosa nostra”, potremmo sbagliarci ma “cosa nostra” non avrebbe agito utilizzando fascette da elettricista per soffocare la vittima o almeno se avesse voluto farlo presumibilmente lo avrebbe fatto affinché nessuno si accorgesse del delitto e se questa era l’intenzione, allora è strano decidere di farlo in una via centralissima e molto trafficata come via Ugo La Malfa.

Non spetta a noi la ricostruzione del delitto però è possibile intanto che Angelo Onorato conoscesse il suo assassino. Sembra che  attendesse qualcuno infatti, uscendo da casa, aveva detto di dover recarsi a un appuntamento di affari con una persona proveniente da Capaci. Una domanda sorge spontanea: questa persona ignota proveniva da Capaci o piuttosto dall’aeroporto vicino, forse anche questo rimarrà un mistero.

In ultimo, probabilmente si tratta di qualcosa che non ha attinenza diretta però ci limitiamo a registrarla: da ieri gli account social di Francesca Donato sono bombardati di messaggi a commento dei suoi ultimi post. Naturalmente la maggior parte sono commenti di condoglianze e solidarietà ma fra questi appaiono moltissimi messaggi di haters carichi di odio. Si dirà che questo è un fenomeno ormai tipico legato alla degenerazione delle nostre vite ma qualcuno risalta. Perché nel perfetto stile di qualche decennio fa pare mirare alla delegittimazione della figura della vittima, insomma il “fango” affinché la vittima sia “meno vittima” e più qualcuno del quale è bene dimenticare presto. È un’antica tecnica anche questa, prima parole all’interno di barberie e parruccherie oggi parole sui social. Perché uno o più hater (spesso persone pagate sul dark web per portare avanti precisi compiti) deve  far ciò? Odio spontaneo o -come ipotizziamo- a pagamento? Un nuovo dubbio rimane.

Certamente rimarrà un mistero il silenzio della politica e di certa stampa che è subito piovuto su questa tragica vicenda.


Nota dell’Autore: sin dai primi giorni del tragico fatto gli inquirenti hanno seguito la pista del suicidio. Oggi, vedi link, pare che anche la famiglia accetti questa versione pur chiedendo chi avrebbe istigato il tragico gesto.  Dallo stesso  articolo del Giornale di Sicilia, si evince come poche ore prima Onorato avesse inviato un messaggio vocale da cui non traspariva alcuna ansia o preoccupazione. Si precisa inoltre che lo stesso legale della famiglia smentisce tale versione precisando che questa sia “suggerita” dalla consulente di parte, Nuccia Albano e non accettata totalmente dalla famiglia stessa (vedi link)

Ritengo pertanto che nulla vada cambiato alla versione data nell’articolo di opinione, come sempre sostenendo che “troppi sepolti nei cimiteri non lo sono per ciò che è stato dichiarato“.   18/06/2024 L.A.

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