Militi ignoti di guerre povere

militi-ignoti-cimiteroDi Guido Di Stefano

 

   Ci ripetono sempre che l’unione rende più forti, perché le grande aggregazioni comportano enormi benefici a fronte di modesti doveri supplementari. Senza dubbio sarà vero in altri contesti del mondo, dove magari vige pure il detto “Meglio una pace silente ed ingloriosamente vitale piuttosto che una guerra fragorosa ed eroicamente mortale”. Non è mai illustrato abbastanza che in guerra a lasciarci la pelle sono poi gli umili di sempre e a trarne vantaggi sono  i potenti di turno.

   Certo l’ideale sarebbe che  onori ed oneri di tutte le alleanze fossero veramente ed equamente ripartiti; ma è così?

   No, non per la Sicilia: ex-nazione a Statuto speciale, annessa all’Italia e conseguentemente annessa alla NATO, annessa all’UE, insomma annessa dappertutto anche ad insaputa del  popolo siciliano. Abbiamo tutti gli oneri che discendono dagli ordini impartiti da Palermo, da Roma, da Bruxelles, da diverse altre capitali della UE, da Washington; in parecchi casi dovremmo puntualizzare che gli ordini non ci vengono direttamente “da questo o quello” ma tramite questo o quello. Siamo una piccola regione europea: eppure siamo vincolati da tali e tante servitù militari “comunitarie” da potere tenere testa a qualsiasi blasonatissima nazione europea. Non ne siamo certi ma tra fatti noti ed indizi temiamo di non potere escludere nessuna lettera dell’alfabeto dal novero delle moderne servitù militari palesi ed occulte che ospitiamo gratuitamente e per apicali acquiescenti volontà. A noi tutti gli oneri; gli onori altrove.

   Poveri noi Siciliani! Dove sta la tutela del Diritto Internazionale, che è anche nostro? Dove stanno i nostri Diritti Costituzionali? Non saranno stati oggetto di “baratto” le acque dell’EAS, il Banco di Sicilia, le ricerche di idrocarburi terrestri (ricordate le vicende dell’EUREKA?) e quelle marittime, i termovalorizzatori, il MUOS, il mega-impianto fotovoltaico integrato?

   E le sante guerre moralizzatrici?

   Correva l’anno di grazia 2012 quando il popolo siciliano decise di svoltare ed affidare le sue sorti al grande moralizzatore. Tra le altre cose sarebbe stato premiato il merito e sarebbe iniziata la rinascita, nella massima trasparenza. Abbiamo riscoperto il merito “politico”, la rinascita delle “consorterie”, la trasparenza nei piani bassi del potere. E le guerre tra poveri: dal 2012 siamo diventati (stando alle dotte altrui dichiarazioni) cinque milioni di esseri dediti alla corruzione ed al malaffare; si salvano poche persone abilissime nei salvataggi: si può affermare “ loro sono quelli che sono, chiunque sia l’onnipotente di turno” e potrebbero, con perfetta cognizione di cause ed effetti, rispondere alle superiori domande, perché loro c’erano, ci sono e ci saranno a comandare su questa martoriata terra. Forse lo vuole Palermo, forse Roma, forse Bruxelles, forse Washington o chissà chi!

   Coraggio! Noi, umili cittadini, affrontiamo con dignità le tragedie del Mediterraneo scatenate dalla miopia neo-colonialista: più dignitosi saremo noi e più spettacolari saranno le dichiarazioni e le passerelle dei vertici Italo-europei. E poi affrontiamo con orgoglio la guerra (delle sanzioni?) contro la Russia, che vede tra i più convinti sostenitori sorridenti fiorentini!

   Un dubbio però ci assale:  tutti gli stati membri pagano lo stesso prezzo  con l’applicazione delle sanzioni? Tutte le regioni europee ne ricevono lo stesso danno? Non sarà che, proporzionalmente, il “Pantalone” del momento è il popolo siciliano?

   Non ci dilunghiamo.

Siamo tutti in attesa del nuovo Presidente: gli auguriamo buon lavoro. Avrà il suo bel da fare per  rinvigorire i sacri diritti e doveri costituzionali, che sono l’essenza dello Stato di diritto, lo Stato dei cittadini e non quello dispotico  dei nominati e degli eventuali eterni cerchi magici.

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