"Nave madre" individuata dal Frontex, sequestrata. 15 persone fermate

guardia-costiera-elicottero2La Guardia di Finanza, su provvedimento emesso d’urgenza della Procura Distrettuale guidata da Giovanni Salvi, ha sequestrato un’imbarcazione di 30 metri utilizzata come “nave madre” impiegata nel traffico di clandestini.

A Catania intanto sono ancora in corso le fasi di identificazione dei 15 componenti dell’equipaggio.

Il provvedimento si inserisce nelle attività di indagine relative al tragico sbarco del decorso 10 agosto, che portò alla morte di sei migranti. Le complesse attività investigative, coordinate dalla Procura, sono state effettuate dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, oltre che dalla Guardia di Finanza. La Guardia Costiera di Catania ha fornito anch’essa un rilevante contributo.

Si tratta del primo sequestro effettuato in acque internazionali anche in applicazione delle Convenzioni internazionali in materia di diritto di Alto Mare e sul crimine transnazionale, riguardanti anche la potestà di fermare ed ispezionare una nave priva di nazionalità – o assimilata – sospettata di essere coinvolta nel traffico di migranti.

Sono stati utilizzati elementi di prova relativi all’impiego della nave quale mezzo per il trasferimento dei migranti clandestini, nel contesto di un’associazione operante in Italia e in Egitto.

L’operazione è iniziata nel pomeriggio di ieri a 107 miglia sud di Capo Passero, quando il pattugliatore rumeno impiegato nel dispositivo internazionale coordinato dall’Agenzia Europea “Frontex” ha avvistato l’imbarcazione “madre” carica di persone e con al traino un’unità “figlia” più piccola.

Sono immediatamente usciti i mezzi aeronavali di Frontex che, dopo aver assistito a distanza al trasbordo dei clandestini sull’imbarcazione a rimorchio, sono intervenuti per soccorrere i 199 migranti e catturare la nave madre che, nel frattempo, aveva invertito la rotta per darsi alla fuga.

Le unità Rumene e della Guardia di Finanza, coordinati dal Frontex, avvalendosi di unità di supporto aeree, hanno proceduto all’abbordaggio in acque internazionali della nave priva di bandiera, eseguendo il decreto di sequestro preventivo emesso dall’autorità giudiziaria e della Guardia di Finanza, con a rimorchio sottoposta a sequestro, che si sta dirigendo verso il porto di Catania, con arrivo previsto in mattinata.

I migranti, 199 persone, di cui 85 uomini, 50 donne e 64 minori di dichiarata nazionalità siriana, sono stati trasbordati su un altro guardacoste della Guardia di Finanza e su un’unità della Capitaneria di Porto, nel frattempo attivata per concorrere ai soccorsi. Le unità navali si sono dirette verso il Porto di Siracusa dove sono giunte alle 22,30 di ieri sera.

Le indagini proseguono in collaborazione con la Procura della Repubblica di Siracusa.

Il “modus operandi” adottato per eludere i controlli ed impedire azioni di contrasto, nelle ultime settimane aveva consentito alle organizzazioni transnazionali operanti sia in Egitto che in Italia di porre in essere più condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La D.D.A. ha dato applicazione alle predette Convenzioni internazionali considerando che il reato, alla luce delle risultanze investigative, è commesso anche nel territorio dello Stato poiché in esso era programmato l’ingresso e la facilitazione della condotta incriminata e perché all’interno del nostro territorio opera l’organizzazione transnazionale.

Si tratta di un’operazione di contrasto all’immigrazione clandestina – condotta da unità interforze e quindi con il determinante apporto delle indagini della Polizia di Stato – efficacemente portata a termine dalla Guardia di Finanza grazie al suo comparto aeronavale, che permette di coniugare attività di presidio del mare con quelle di polizia giudiziaria e di soccorso.

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