Welcome in Sicily Park!

Di Mario Di Mauro

24 dicembre 2022, vigilia di Natale, vado a “Fontanarossa” ad accogliere mia moglie che rientra da Torino, dove è stata “deportata” per insegnare in una bella scuola (chè in Sicilia non c’è il “tempo-pieno” e poi, qui…a cosa servono le scuole, no?). Il biglietto del volo è costato quanto un Milano-New York ecc. Lo sappiamo da una vita: in America, negli anni Novanta, ci andavo da Monaco con Lufthansa, pagavo meno della metà incluso il transfer da Catania: altro che “novità”!. Uscendo dal Terminal curiosiamo all’Info Point turistico della regionicchia siciliana… non c’è nessuno, ma in compenso propongono un quintale di pieghevoli informativi, tutti uguali. Ne prendiamo uno: è un invito a far la spesa al Sicily Outlet Village – the best luxury brands!.

Benvenuti in Sicily Park: un secolare (e suicida) bankomat coloniale.

“La natura ha fatto della Sicilia un Paradiso terrestre; ragione sufficiente perché la società umana, divisa in classi opposte, ne facesse un Inferno” – Friedrich Engels – da: Lettera ai Lavoratori Siciliani (1895)

L’Isola del Tesoro è “la regione più povera d’Europa”, una “riserva indiana”, una colonia compassionevole dell’INPS… E’ “Sicily Park”: ma non è colpa del destino cinico e baro!. (…)

Quanto al “caro-voli” è determinato (da 50 anni) dal carattere neocoloniale della realtà siciliana: siamo stati il bankomat di Alitalia, ma non abbiamo imparato niente?.

L’Antitrust (come è suo dovere) apre una indagine sul “caro voli” in Sicilia. Conosciamo l’Antitrust: se ci va bene verranno “irrorate” piccole sanzioni, mediatizzate con titoloni, che verranno “scaricate” nei Bilanci… Sicily Park è un mercato coloniale, un bankomat di Avvoltoi global e Sciacalli local… E i monopoli e i “cartelli” se ne faranno quello che vorranno, fin quando i Siciliani Nuovi non faranno “saltare” questo bankomat!. Il “cartello” è determinato dalla struttura coloniale del mercato, e le 4 società “complici” –peraltro “incentivate” con soldi pubblici “siciliani”!- si difenderanno bene, vedrete.

Ne riparliamo. Ma intanto qualcuno ci spieghi il nesso tra “caro voli” e la follia liberista –fuori tempo!- che si sta vendendo all’asta global gli Aeroporti siciliani, il nostro vero “ponte per il Mondo”!. Dove sta il “nesso” se non del tutto al contrario!?.

Atterriamo. In Sicily Park non c’è e non ci sarà un solo kilometro di ferrovia TAV per almeno 30 anni!. Dicono solo minkiate!.

I nuovi trenini (pagati due volte?) sono poco più che vettori vecchi di 50 anni: “riconfezionati”. Smentitemi!.

La Regione siciliana ci mette anche –“di suo”- centinaia di milioni: ma perché non creare una Compagnia Ferroviaria Siciliana?. Chi lo impedisce?. E perché non creare una normale Compagnia aerea siciliana?. Chi lo impedisce?. E le navi, no?. Qui si vendono gli Aeroporti all’asta global… e spacciano pillole scadute agli “indiani delle riserve” sospinti a danzare intorno al totem del “ponte dei miracoli”: un’opera ottocentesca che –nel Mondo del Secolo XXI- ci “strozzerebbe” definitivamente: vedrete.

In Sicily Park non c’è e non ci sarà un solo kilometro di ferrovia TAV per almeno 30 anni!. Dicono solo minkiate!.

Altro che “caro voli”: il “caro voli” c’è da 50 anni, e Alitalia, che ha sabotato la nostra industria turistica –senza il bankomat dei Siciliani emigrati sarebbe fallita 20 anni fa!.

Al di là di crisi pandemiche e collisioni militari, “il Mercato mondiale, nell’Epoca del volo aereo a costo d’autobus, è e sarà determinato da strategie politiche sofisticate sulle quali interi Stati investono con lungimiranza: gli Emiratini del Golfo, con un aeroporto e una compagnia aerea, in appena trent’anni, vi hanno costruito una Nazione!”. (L’Isola senza Cielo –ed. TerraeLiberAzione).

La Sicilia non è per niente “isolata”. La Sicilia è nel Mondo: piattaforma geostrategica sul corridoio meridiano che scorre dall’Occidente atlantico ai Mari dell’Asia. La nostra insularità sta all’isolamento, come i polmoni stanno alla polmonite.

Da un decennio combattiamo civilmente la “scellerata” ipotesi di privatizzare l’Aeroporto di Catania-Fontanarossa (&Comiso): un “sistema aeroportuale” che funzionerebbe “anche da solo”, il Mondo ci cerca!.

Quanto a SAC: non è questione di nomi, né di “nomine”. Voliamo alto, questa “Sicilia” deve decollare, malgrado tutto.

Quanto al caos delle CamCom, che “controllano” gli Aeroporti, è solo un riflesso di un “Sistema-Sicilia” autolesionista: senza testa e senza ali. E non vediamo per quale ragione le CamCom dovrebbero avere un ruolo nella gestione dei nostri Aeroporti. Né vediamo per quale ragione la mala gestio “pubblica” debba condurre alla vendita all’asta global: un sacrificio suicida sull’altare del Dio Mercato.

La privatizzazione degli Aeroporti siciliani –per fallimento strategico e culturale della Regione siciliana e di certe “bande” Cam Com- è un crimine contro il Popolo Siciliano ed anticamera di altri saccheggi colonialisti: nelle nebbie del green washing, ci rubano anche il Vento e il Sole!.

L’Isola del Tesoro è “la regione più povera d’Europa”, una “riserva indiana”, una colonia compassionevole dell’INPS… E’ “Sicily Park”: ma non è colpa del destino cinico e baro!.

La miseria politica e culturale dei nostrani “privatizzatori”, peraltro in ritardo storico sul “ciclo liberista” in esaurimento, con la loro nebbiosa retorica sull’insularità periferica e handicappata, sta determinando un punto di non ritorno nello sprofondamento del Sistema Sicilia in un Abisso di demenza coloniale e suicida.

Si “mangeranno” il loro Miliardo “privatizzato”, e poi… a pagare il più amaro conto secolare, come sempre, sarà il Proletariato Esterno dei Siciliani, i deportati della C.E.M. –Coercive Engineered Migration. Milioni di Emigrati: scappati da questa riserva indiana!. Una vera Secessione che svuota l’Isola e ne devasta il metabolismo demografico e sociale: “cu nesci arrinesci!” ce lo insegnano da bambini: questa Sicilia è una Colonia (auto)fottuta!.

Serve una società unica di gestione degli aeroporti siciliani, deve essere a controllo strategico pubblico, può tranquillamente accogliere anche soci privati imprenditori, che possano investire anche in una Compagnia aerea siciliana: noi non siamo la Lombardia, né la Toscana, e mancu la Baviera. Al centro del Mediterraneo solo una “banda di scecchi” può pensare di alienare anche il nostro Cielo!. Come in Terra così in Cielo!.

In questa mistica blasfema del “mercatismo efficientista”, se c’è un “ni-Ente pubblico” fallimentare, che andrebbe venduto: è questa “Regione Siciliana”!. (Ma cu sa pigghjia?).

L’Isola del Tesoro-ridotta a Isola dei Poveri-è un secolare bankomat per profitti coloniali: miliardari e garantiti oggi da incentivi e “oneri di sistema” che paghiamo “in bolletta”. “Rinnovabili”: sia i profitti che le bollette, nelle nebbie green dell’Imbroglio ecologico 4.0. – SICILY PARK è da un ventennio destinato ad essere “la batteria elettrica d’Italia” (come è stato ed è il “rifornimento di benzina” d’Italia da mezzo secolo).

Ci mancavano solo le gite a Cannes, il marketing milionario di Sicily Park e il buon Schifani che pare “Alice nel paese delle meraviglie”!.

E sia chiaro: “nessuna opera spettacolare potrà farci dimenticare il razzismo legalizzato, l’analfabetismo, il servilismo inculcato e alimentato nel più profondo della coscienza del nostro popolo” – (Fanon, “Il colonialismo non si giustifica”).

Mario Di Mauro –Fondatore della Comunità TerraeLiberAzione.

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