Spese fuori controllo all’Ars. Catania rischia di rimanere senza sindaco

A fare le veci dell’attuale sindaco di Catania, Salvo Pogliese, dovrebbe essere l’attuale vicesindaco, Roberto Bonaccorsi per 18 mesi. La sentenza emessa a Palermo che condanna Salvo Pogliese a 4 anni e 3 mesi farebbe scattare l’applicazione della Legge “Severino”.

Il procedimento è quello sulle “spese pazze all’Ars” e ha visto una sola assoluzione, quella di Giambattista Bufardeci (ex capogruppo di Grande Sud, difeso dagli avvocati Roberto Mangano e Paolo Ezechia Reale). Per il resto la Corte, presieduta dal Giudice Fabrizio La Cascia ha emesso dure condanne per l’accusa di peculato continuato:

Cataldo Fiorenza Gruppo Misto (3 anni e 8 mesi),

Giulia Adamo Pdl, gruppo Misto e Udc (3 anni e 6 mesi),

Rudi Maira Udc e Pid (4 anni e 6 mesi),

Livio Marrocco (Pdl e Futuro e libertà (3 anni),

Salvo Pogliese Pdl (4 anni e 3 mesi)

L’inchiesta, travagliata, in un primo momento nel 2014 aveva viste coinvolte circa 80 persone. La maggior parte delle persone coinvolte sono state condannate già dalla Corte dei Conti a pagare il danno erariale. Diverse ipotesi di reato furono “smontate” non ammettendo alcuni elementi probanti secondo i Pm, il tribunale infatti sentenziò che mancavano le prove dell’avvenuto peculato e che l’onere della prova spettava alla Procura e non alle persone indagate perché prima non c’era obbligo di rendicontazione.

Ai cinque esponenti politici coinvolti, fra le spese non certo “istituzionali”, sono state contestate spese quali leasing per auto personale (Maira), vini pregiati (Adamo), serrature di casa (Pogliese), borse a accessori d’abbigliamento firmati (Adamo), pranzi pasquali (Marrocco), gioielli e spesa alimentare (Fiorenza) e altri acquisti non attinenti l’attività all’Ars.
Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese ha spiegato di avere anticipato soldi per pagare contributi previdenziali e stipendi ai dipendenti del gruppo e le spese contestate costituivano invece solo un parziale recupero dell’onerosa anticipazione effettuata.

Prima della Camera di Consiglio l’avvocato Enrico Sanseverino ha chiesto un minuto di raccoglimento in memoria del pubblico ministero Laura Siani, tragicamente scomparsa lo scorso 1 giugno (sembra suicida), che aveva rappresentato l’accusa assieme al procuratore aggiunto Sergio Demontis.

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