In risposta all’articolo su “Caltatristezza”

Una lettrice ci scrive in merito al nostro editoriale dal titolo: Da Caltanissetta a Caltatristezza: il boom di suicidi che non preoccupa nessuno

Grazie Luigi Asero per questa scossa che dai alle nostre coscienze. L’accettazione passiva di quest’impoverimento culturale, umano, economico è INACCETTABILE. Vogliamo dirlo a grande voce? Non si può educare e manipolare le menti, soprattutto dei più giovani, alla rassegnazione del “in Sicilia funziona così!”. Quanto veleno viene somministrato nella testa dei ragazzi con questo continuo indottrinamento all’accontentarsi della mediocrità. È nostra responsabilità infondere speranza verso il futuro e voglia di vivere alla nostra risorsa più importante: i giovani. Mi rivolgo ai genitori, insegnanti, non siate complici della disperazione. Non dite ai vostri ragazzi: “in Sicilia funziona così” perché è spezzare le ali senza che abbiano tentato di volare. Bisogna dire la verità, SEMPRE. Non dobbiamo annientare però i loro sogni e prospettive future, al contrario, dobbiamo prodigarci ad aiutarli a canalizzare il loro impegno verso ciò che desiderano.
Questi gesti disperati sono le urla di disagio represse, di un tunnel buio da cui non si vedono vie d’ uscita. E ne siamo tutti responsabili.
Quando ad un giovane diciamo che “in Sicilia funziona così: puoi avere la laurea ma, se vuoi lavorare devi accontentarti di farlo senza un minimo di contratto, 12 ore al giorno per € 1,50 l’ora. Se non accetti(e questo è lo schifoso plagio psicologico) evidentemente non hai voglia di lavorare” che riflessioni gli scateniamo? E ci sorprende se aumenta l’ abbandono scolastico?!?
È vero che la disoccupazione qui è spaventosa (non abbiamo quasi più produzione industriale, i centri commerciali chiudono, agricoltura, turismo tutto arenato), tuttavia, la vita è un dono che non può venir meno perché la propria terra natia non offre occupazione. Non si può e non si devono mollare gli studi per sfiducia nel futuro perché sono proprio loro il nostro passaporto per la realizzazione di noi stessi.
TUTTI possiamo fare qualcosa.
TUTTI possiamo portare luce.
TUTTI dobbiamo mobilitarci per chiedere INSIEME a GRAN VOCE a chi di dovere soluzioni tramutate in fatti!
Questo stato di stallo, di assopimento in cui alberga la nostra regione HA STUFATO!
Ragazzi, il futuro vi appartiene non mollate! Non cedete! Non datela vinta a tutti quei bastardi che vi diranno che non ce la farete!

Agata Gold

Potrebbero interessarti

One Thought to “In risposta all’articolo su “Caltatristezza””

  1. Redazione

    Grazie per queste ulteriori riflessioni gentilissima Agata. Questa lettera ci spinge a pensare che sia la via giusta iniziare a pressare sull’opinione pubblica affinché la situazione di assoluto stallo creatasi possa trovar sbocco e finalmente Luce. (Luigi Asero).

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.