Le vittime del disastro aereo in Etiopia

Come anticipato sono otto le vittime italiane del disastro aereo in Etiopia quando il volo ET302 è precipitato alle 8.44 (ora locale) di questa mattina.

La prima vittima di cui si sono avute le generalità è Sebastiano Tusa, archeologo, assessore regionale ai Beni Culturali. Con lui anche una coppia aretina e un bergamasco, tutti volontari della Africa Tremila Onlus di Bergamo. Sarebbero il presidente Carlo Spini, la moglie Gabriella Viciani e il tesoriere Matteo Ravasio. I coniugi Spini vivevano ad Arezzo ed erano cittadini di San Sepolcro. Ravasio, commercialista era bergamasco. Il sindaco di San Sepolcro, Mauro Cornioli, parla all’Adnkronos dei coniugi Spini e afferma: “Carlo Spini era una persona bellissima che ha lavorato anni nel nostro ospedale. In pensione aveva intensificato il suo amore per l’Africa e con la moglie Gabriella aveva trasmesso alla comunità la sua passione”. Da oltre 10 anni la coppia “collaborava con la onlus bergamasca in cui sono coinvolti tanti medici ed infermieri della nostra zona: si tratta di un mondo che avevano stimolato e coinvolto loro. Erano trascinatori, grandi trascinatori“.

C’è poi Paolo Dieci, presidente del Cisp, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli. Due funzionarie italiane ONU: Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti. Nell’elenco anche Rosemary Mumbi.

Oltre alle otto vittime italiane a bordo del volo erano presenti persone appartenenti alle seguenti nazionalità: 32 Kenya, 18 Canada, 9 Etiopia, 8 Cina, 8 Usa, 7 Francia, 7 Gran Bretagna, 6 Egitto, 5 Germania, 4 India, 4 Slovacchia, 3 Austria, 3 Russia, 3 Svezia, 2 Spagna, 2 Israele, 2 Marocco, 2 Polonia, 1 Belgio, 1 Gibuti, 1 Indonesia, 1 Irlanda, 1 Mozambico, 1 Norvegia, 1 Ruanda, 1 Arabia Saudita, 1 Sudan, 1 Somalia, 1 Serbia, 1 Togo, 1 Uganda, 1 Yemen, 1 Nepal, 1 Nigeria, 1 passaporto Onu.

 

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