Replay? Ora l’armata navale russa preoccupa USA e alleati

I mass media sono ricchi di particolari su quanto sta avvenendo in Siria e in Iraq nella “battaglia” non stop che si svolge contro il Califfato nero jihadista, mentre la popolazione cerca di sfuggire ai massacri che l’Isis compie. Una guerra che appare lontana, seppur raccontata con raccapriccianti dettagli. Negli Italiani c’è probabilmente la convinzione che queste guerre che si combattono non tanto distanti dal nostro territorio, non coinvolgono e non coinvolgeranno il nostro Paese più di una “partecipazione simbolica” in termine di contributo “armato” all’Alleanza. Riteniamo che “già” l’Italia è nel macabro gioco delle conflittualità vicine, a prescindere dalla comune lotta contro il terrorismo jihadista. Si è perduta la memoria, si sono dimenticate le “origini” di questo marasma del quale (nel migliore dei casi) si vedono solo le drammatiche conclusioni quotidiane in termini di vittime innocenti.

Incrociatore russo nel Mediterraneo
Incrociatore russo nel Mediterraneo

All’opinione comune sfuggono anche le “movimentazioni” in termini di forze armate messe in campo – direttamente o “indirettamente” – dalle due grandi Potenze (USA e Russia) che hanno in mano, in questo preciso momento storico, le immediate e future prospettive di una Pace che (dalle analisi) sembra che nessuno voglia ricercare veramente. Così sembrano sfuggire le ragioni “reali” che spingono le indicate “super” Potenze a immettere nel Mediterraneo le loro Flotte potentemente attrezzate a portare distruzione dove riterranno necessario. I mass media raramente approfondiscono questi aspetti, lo fanno quando i “risvolti” diventano “fatti”.

È per questo motivo che noi seguiamo quanto riportano i giornali specializzati: cerchiamo di comprendere lo svolgersi degli avvenimenti affidandoci a chi è esperto nella materia. Ecco perché oggi proponiamo ai nostri lettori un articolo a firma di Salvo Consoli pubblicato su Difesa Online sabato scorso (22 ottobre). Un articolo che dovrebbe far riflettere e, soprattutto, far capire cosa si sta preparando nelle acque del Mediterraneo.

Sa. Ba.


Grafico da Difesa Online
Grafico da Difesa Online

Venti di guerra nel Mediterraneo? Le Marine della NATO in allarme si muovono

di Salvo Consoli

 

Nonostante le crescenti turbolenze in Medio Oriente, la Russia è pronta a dimostrare di essere in grado di sostenere adeguatamente una guerra di spedizione in Siria. Dopo quattro anni di guerra, il governo siriano resiste nonostante l’enorme scia di morti (siamo vicini alla soglia di 300.000) e distruzioni. Il 21 ottobre le autorità siriane hanno aperto un nuovo corridoio per i ribelli e civili che vogliono lasciare i quartieri orientali assediati di Aleppo, l’ONU però ha confermato che le evacuazioni mediche programmate non sono iniziate come previsto a causa della mancanza di garanzie di sicurezza dalle parti in guerra.

Le navi della NATO composte dalle marina di Gran Bretagna, Norvegia, Paesi Bassi stanno navigando in acque internazionali, per sorvegliare la flotta russa con l’ordine di evitare ogni tipo di ingaggio. La fregata HMS Richmond sta seguendo la portaerei russa Admiral Kuznetsov con il suo gruppo navale, l’incrociatore nucleare Pietro il Grande, due cacciatorpediniere anti sommergibile Severomorsk e Kulakov e da quattro navi di supporto e scorta oltre a un sommergibile, nella zona di mare norvegese a nord della Gran Bretagna tra l’Islanda e la Norvegia, mentre il cacciatorpediniere Type 45 HMS Duncan ha lasciato  Portsmouth  con rotta sud  verso il Mare del Nord.

La Pietro il Grande della Flotta Russa
La Pietro il Grande della Flotta Russa

Ricordiamo che la portaerei Kuznetsov è equipaggiata con 15 aerei da guerra Su-33 e MIG-29K e di circa 12 Ka-52K, Ka-27 e di altrettanti elicotteri. La task force è  la più grande forza navale dalla fine della Guerra fredda.

La Royal Navy ha schierato navi ombra per sorvegliare i movimenti della flotta russa con l’appoggio della RAF. La novità è che la Russia anche sul mare ha assunto un ruolo internazionale con uno schieramento navale di grandi dimensioni che rispecchia la potenziamento della Marina, tornata con massiccia presenza per armamento e tonnellaggio anche nel Mediterraneo.

Questo segnale è supportato anche dalle dichiarazione di conferma fatte dal prestigioso istituto di studi marittimi, il Royal United Services Institute di Londra che vede nelle manovre russe un serio pericolo .

La portaerei USA Dwight D. Eisenhower nel Mediterraneo
La portaerei USA Dwight D. Eisenhower nel Mediterraneo

Di fatto la Marina russa si sta organizzando per aumentare il volume di fuoco in Siria a supporto dell’imponente operazione aerea che ha affiancato l’esercito siriano per oltre un anno, mentre le truppe di Assad stringono per l’offensiva finale su Aleppo.

Il primo ministro britannico Theresa May spinge a livello politico per coinvolgere altri Paesi europei in una posizione ferma contro la Russia e il suo ruolo crescente in Medio Oriente. Nel frattempo tra Dardanelli e il Mar di Marmara, aumentano le unità della VIa Flotta americana, che vigila sull’intero bacino del Mediterraneo e i Paesi che vi si affacciano. Nel Mediterraneo, oltre allo Standing Nato Maritime Group e alla VIa Flotta, ci sono anche unità navali francesi che incrociano non lontano da unità da guerra della Marina Cinese e della 24a flotta iraniana, entrata nello scacchiere da poco.

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