Libia/bugie: contro l’Isis ci sono tutti. Anche noi…

di Salvo Barbagallo

 

Non vanno giù le ipocrite “bugie” di comodo di chi ci governa, sarebbe più corretto parlare chiaro e spiegare come stanno veramente le cose. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha “spiegato” che le basi italiane (dicasi Sigonella) saranno date alle forze aeree statunitensi per compiere raid contro l’Isis, solo se gli USA ne chiederanno l’uso. “Bugia” da Pinocchio in prima fila perché Sigonella è “in uso” agli USA da tempo immemorabile. Renzi non ammette che militari italiani stanno già in territorio libico, e questa “bugia” viene smascherata dall’inviato del quotidiano La Repubblica, Vincenzo Nigro in un suo reportage pubblicato ieri (10 agosto). Perché prendere per i fondelli gli Italiani quando sarebbe più semplice e, soprattutto, più “trasparente” far conoscere le decisioni del Governo per quel che sono e non creare cortine di nebbia su argomenti che riguardano tutti? Forse è il gioco di non fare sapere agli altri quello che gli altri già sanno?

libScrive Vincenzo Nigro: (…) secondo i racconti dei comandanti libici, alle forze speciali italiane è stato dato ordine di sostenere sul campo i libici nello sminamento. I racconti sembrano convincenti: i soldati italiani hanno portato a Misurata e Sirte gli equipaggiamenti per sminare, e stanno lavorando sul terreno con i libici (…) Sappiamo che sono arrivati i vostri soldati che ci addestrano a rimuovere le mine, con gli equipaggiamenti e le protezioni per gli uomini”. Un comandante conferma la notizia, ma aggiunge: “Le forze speciali non vogliono vedere i giornalisti. Ci siete voi insieme a inglesi e americani, preferiscono lavorare in silenzio”.

Vincenzo Nigro sottolinea: Che forze speciali italiane fossero presenti in Libia era una notizia mai confermata dal governo, ma vera. Gli uomini dell’Esercito sono stati schierati prima a Tripoli per creare un nucleo di sicurezza per gli agenti dell’Aise, i servizi segreti, durante le missioni più delicate. Poi le forze speciali sarebbero passate da Benina, la base aerea del generale Haftar nell’Est del paese. E infine sono arrivati a Misurata (…).

Ecco, vorremmo comprendere la ragione che spinge il nostro Governo a tacere sulla partecipazione di militari italiani alla lotta contro il Califfato nero jihadista: c’è, forse, da vergognarsene? Non crediamo che possa essere questa la motivazione di fondo: sarebbe assurdo se lo fosse. Dunque? Non sappiamo rispondere. E lo stesso discorso vale per Sigonella e quant’altro non viene ammesso dal Governo, anche se è sotto gli occhi di tanti.

Probabilmente si tratta di una “linea politica” indicata dagli USA poiché, come si è potuto leggere ieri (10 agosto) sul quotidiano La Stampa, anche le forze speciali Usa stanno fornendo aiuto diretto, sul terreno, alle forze che combattono l’Isis in Libia, nel tentativo di riconquistare la città di Sirte. È la prima volta che ciò accade, come sottolinea il Washington Post che cita fonti americane e libiche. A essere coinvolto per ora sarebbe un piccolo numero di militari americani che si sarebbe unito alle forze speciali britanniche già schierate sul campo. La notizia dell’operazione, mai resa pubblica dall’amministrazione Obama, arriva nel momento in cui molte sono le voci che sottolineano l’insufficienza dei raid aerei per vincere la resistenza dei militanti dell’Isis nella roccaforte di Sirte (…).

Probabilmente la verità risiede nell’interpretazione delle parole del premier libico Fayez Serraj che, intervistato da Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera a Tripoli, ha dichiarato: Non servono truppe straniere sul suolo della Libia. Vediamo con grande favore la vostra scelta di concedere Sigonella (…).

Ecco, il nodo della questione forse è questo: non bisogna affermare o confermare che ci siano militari non libici sul territorio libico. Di fatto, però, in Libia ci stanno militari di varia nazionalità: americani, britannici, francesi e…anche italiani. E Fayez Serraj sicuramente non gradisce che questa circostanza sia resa di pubblico dominio, dimenticando che sono principalmente i Paesi che stanno lottando contro l’Isis a sostenere il suo governo.

Un Governo che attualmente non è in grado di fronteggiare l’emergenza dei fuggitivi che cadono preda delle organizzazioni criminali jihadiste, e lo ammette lo stesso Fayez Serraj parlando con Cremonesi: L’Isis è un’organizzazione pericolosissima. Utilizzerà qualsiasi mezzo per inviare i suoi militanti in Italia e in Europa. Non sarei affatto sorpreso di scoprire che i suoi uomini si nascondono sui barconi diretti verso le vostre coste. Dobbiamo affrontare insieme questo problema. L’Isis ci minaccia tutti allo stesso modo (…).

Isis, problema comune. Basti non parlare dei militari “ stranieri” impegnati in territorio libico.

lib3Ma…

All’ultima ora si apprende da Huffington Post che

Il governo italiano ammette per la prima volta ufficialmente che commando delle forze speciali siano stati dislocati nei teatri di guerra in Iraq, ma soprattutto in Libia. La notizia è contenuta in un documento appena trasmesso al Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir), e classificato “segreto”. Nel documento, redatto dal Cofs (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), si specifica che si tratta di operazioni effettuate in applicazione della normativa approvata lo scorso novembre dal Parlamento, che consente al Presidente del Consiglio di autorizzare missioni all’estero di militari dei nostri corpi d’elite ponendoli sotto la catena di comando dei servizi segreti con tutte le garanzie connesse. Immunità compresa. Cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo in queste ore è scritto nero su bianco nell’informativa inviata al Copasir, su cui il Governo sarebbe pronto ad alzare il livello di segretezza fino ad apporre il sigillo del Segreto di Stato (…). La nuova informazione si commenta da sé.

 

 

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