Vittoria di Renzi e Napolitano, sconfitta la democrazia

di Luigi Asero

Il quorum necessario, ancora una volta, non è stato superato. Il referendum abrogativo di ieri non ha raggiunto il numero di elettori necessari al superamento del quorum e questo dato, l’astensionismo di massa, non può che essere analizzato sotto una serie di variabili.

L’affluenza totale è stata del 32 % e il referendum quindi non ha validità alcuna. Un dato è certo: circa 300 milioni di euro sono andati in fumo e si poteva risparmiare una parte importante di questo budget accorpando il voto referendario alle prossime amministrative. Così non è stato e la coalizione di quanti hanno sperato nell’astensione ha vinto.

Analizzare in questi termini la questione è però riduttivo. La questione è infatti ben altra. Qui non vogliamo discutere del perché si doveva votare per il Sì o piuttosto per il No. Di questo si è discusso nei giorni scorsi, si è detto di tutto e di più. Spesso confondendo l’elettore, da entrambe le parti.

Però una cosa è certa: l’invito all’astensionismo da parte del premier Matteo Renzi e del presidente emerito Giorgio Napolitano sono stati premiati dalla totale indifferenza del popolo italiano.

Indifferenza che premia però proprio l’operato (buono o cattivo che sia) del Governo Renzi che incassa una “vittoria” importante proprio a due giorni dalla discussione in Aula sulla mozione di sfiducia promossa da parte delle opposizioni a proposito del “caso Tempa Rossa”. E non è un caso che l’unica regione dove il quorum sarebbe stato raggiunto, seppur di misura, è proprio la Basilicata dove la procura di Potenza sta lavorando alacremente. Renzi ha davanti ora la strada nuovamente spianata perché, sebbene l’astensionismo non sia stato direttamente un premio al suo operato, così verrà presentato. E le altre “forze” non avranno argomenti inerenti un presunto consenso attorno al loro agire. La realtà purtroppo racconta un’Italia diversa. Non “disillusa”, perché sociologicamente si tenderà a perdonare quanti non hanno (ancora una volta) esercitato il proprio diritto-Dovere di voto. No, non si tratta di un elettorato disilluso, bensì di un elettorato menefreghista, cui non importa nulla della gestione della cosa pubblica. Non ci interessa qui che dovesse prevalere il si o il no, ma che ci si recasse alle urne.

Il popolo italiano tende invece, e ieri lo ha nuovamente dimostrato, a delegare le proprie scelte ad altri, riservandosi il diritto di critica per qualsiasi decisione poi si assuma in sua vece. È il popolo della delega, della lamentela, dei furbetti.

I delegati Renzi e Napolitano hanno vinto, la Democrazia ha perso un’altra battaglia. E forse non ha più speranza di affermarsi. Perché il referendum non era solo petrolio si o no, ma Nuovo Ordine Mondiale si o no. Il popolo della delega, ancora una volta, non ha capito un accidente.

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