RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Il diritto negato

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera, condividendo il principio che nessuno può ledere i “diritti” degli altri, piccoli o grandi che siano, importanti o meno importanti che siano rispetto ad altri.

di Marco Di Marco

In uno dei giorni più tristi per il Calcio Catania e per tutti i tifosi catanesi a causa della sentenza di retrocessione il Lega Pro e accessoria penalizzazione di 12 punti, lo Stadio Angelo Massimino di Catania ospitava il Terzo Turno eliminatorio della Coppa Italia (Tim Cup).

Alle 20:30 del 20 Agosto 2015 il calcio d’inizio fra Catania e Cesena.

Una partita che racchiudeva significati intrinsechi molto importanti poichè la si poteva inquadrare come la partita della rinascita “pulita” della nuova gestione calcistica catanese.

Per i tifosi un motivo concreto di  rilanciare l’aspetto meramente sportivo del gioco del calcio con la speranza di non rivivere più il “dramma sportivo” tristemente e velocemente consumato nelle retrocessioni dalla Serie A alla Lega Pro nel breve volgere di due stagioni calcistiche.

Per qualsiasi tifoso un dramma sportivo quasi insopportabile.

Dunque, più dell’aspetto meramente tecnico, per il tifoso catanese questa partita rivestiva aspetti e rilevanza non quantificabili.

In questa serata si rimescolavano turbolenti pensieri.

Rabbia? Forse… (tanta…)

Delusione? Forse… (tanta…)

Speranza? Forse… (tanta… di rivedere un calcio pulito…)

In questo contesto di emozioni (sportive) un tifoso catanese acquista il biglietto per assistere all’importante evento.

Un altro tifoso catanese acquista il biglietto per se e per il figlio di 8 anni, segno inequivocabile che, tutto sommato, il Calcio a Catania deve pur sempre essere considerato uno sport per tutti.

Entrambi acquistano il biglietto di Curva Sud per sentirsi più vicini agli altri tifosi che, come loro, forse, volevano vedere un po’ di calcio pulito.

Entrambi si danno appuntamento alle 20:00 all’ingresso della Curva Sud, mezzora prima del calcio d’inizio previsto alle 20:30 per avere l’opportunità di trascorrere nel miglior modo possibile l’evento calcistico serale.

Il tifoso avrebbe speso bene il suo prezioso tempo in compagnia del suo “fratello tifoso” e del “nipotino” di 8 anni figura scevra di macchia alcuna e immagine di purezza non solo sportiva.

Anche il “nipotino” aspettava felice con in mano la sua bandiera rossoazzurra il piacevole incontro.

Ma che succede?

Uno dei due tifosi, impegnato in un importante riunione, non può rispettare l’orario concordato e si presenta allo stadio quando il secondo tempo era già iniziato da quasi mezzora.

Pochi scampoli di partita rimanevano ma, per il tifoso catanese, sufficienti per soddisfare, almeno in parte, i suoi desiderata sportivi ed emotivi.

Ma, come un fulmine a ciel sereno, succede quello che non ti aspetti!!!

Al tifoso viene NEGATO L’ACCESSO  all’impianto sportivo perchè i tornelli d’ingresso della Curva Sud non erano più operativi già a partire dalle 21:45, cioè dopo 15 minuti dall’inizio del secondo tempo…

L’imponente schieramento di Stewart posti all’ingresso del pre-filtraggio capitanati e diretti dal loro responsabile, irremovibili, non sentivano ragioni e logiche motivazioni.

Il tifoso, munito regolamente di biglietto, tessera del tifoso e documento d’identità richiesti per l’accesso allo stadio veniva invitato a non insistere in virtù di una disposizione ricevuta poco prima dalle forze dell’ordine o dalla società che aveva imposto l’inibizione a chiunque di accedere allo stadio già a partire dalle 21:45.

Misura che prevedeva la disattivazione dei tornelli d’ingrersso.

Le motivazioni sconosciute.

Il tifoso stentava a crederci e chiedeva ulteriori spiegazioni!!!

Il responsabile del settore sottolineava che non poteva consentire un accesso non tracciabile dalla verifica effettuata entrando dai tornelli e dalle telecamere di controllo poste in ogni angolo dell’impianto e della zona antistante allo stesso.

Il tifoso stentava a crederci e sosteneva il suo legittimo disappunto.

Ovviamente il tifoso, per supportare la veridicità di quanto detto, presume che le telecamere di controllo forniranno valido aiuto poichè avranno ripreso e registrato l’accaduto e serviranno per chiarire anche il minimo dettaglio della incresciosa vicenda.

Alla registrazione delle telecamere risulterà evidente anche la richiesta di chiarimenti invocata dal tifoso ai Carabinieri in servizio d’ordine che stavano percorrendo la via con vari automezzi incolonnati al seguito del Maresciallo responsabile.

Sarà evidente anche l’inutile l’esibizione del titolo d’accesso nominativo regolarmente acquistato esibendo la tessera del tifoso che, secondo l’informativa visionabile sul sito della Prefettura di Catania http://www.prefettura.it/catania/contenuti/9094.htm  permette ai possessori importanti vantaggi:

“Consente di avere percorsi preferenziali all’interno degli stadi, di avere accessi con controlli limitati”

…fra le altre agevolazioni:

“La tessera serve anche per assistere alle gare casalinghe?

La tessera deve essere vissuta come un’opportunità. Dal primo gennaio 2010 sarà obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta, ma se si vuole comunque decidere di far parte di un «club» di privilegiati, la tessera sarà utile anche per acquistare senza dover fare le file ai botteghini i biglietti per qualsiasi stadio d’Italia, godere di agevolazioni in tutta Italia, avere varchi preferenziali attraverso i quali si entrerà allo stadio solo inserendo la tessera, sconti in tutti gli esercizi convenzionati, la possibilità di acquistare più biglietti anche se la vendita è limitata a un solo tagliando a spettatore.”

Ma, a questo punto, considerando che la partita essendo ad “eliminazione diretta”, prevedeva anche i tempi supplementari ed i rigori in caso di parità, il tifoso non avrebbe subito un ulteriore sopruso?

Nella realtà, al tifoso è stato limitato il diritto di assistere all’evento regolarmente acquisito con l’acquisto del Titolo d’ingresso o Biglietto.

Il tifoso essendo in possesso di tutti i requisiti validi e richiesti per l’accesso alle gare sportive non costituiva soggetto indesiderato o pericoloso.

Non è prevista una limitazione di orario di accesso all’impianto a partita iniziata in nessun punto del regolamento della società Calcio Catania.

http://www.calciocatania.it/page.php?page=ordinepubblico&l=

Un dato, però, è certo, il “nipotino” ha atteso invano l’arrivo dello “zio” sventolando con tristezza malcelata la sua amata bandiera rossoazzurra…

Il tifoso si chiede:

di chi è la responsabilità del diritto negato?

Catania-partita

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