La voce del padrone

His_Master's_Voicedi Guido Di Stefano

   La voce del padrone (His master’s voice) è il famoso dipinto con cui Francis Barraud  immortalò Nipper (un Jack Russell Terrier) che, curioso e speranzoso,osserva la “bocca” di un grammofono e ascolta la voce che ne esce: la voce del suo padrone (defunto) si dice.

   Correva il ventesimo secolo, travagliatissimo nella sua prima metà da ogni sorta di guerra quando i grammofoni (i primi giradischi “mobili”) diffusero le musiche e le voci registrate (o meglio incise) sugli “estesi” e fragili 78 giri, molti dei quali “ingentiliti” con il marchio del cagnolino in devoto ascolto.

   Già, a quei tempi “La voce del padrone” veicolava poesia, musica, bellezza, nostalgia, sogni, speranza con semplicità e schiettezza. Certamente curava principalmente gli aspetti commerciali e aziendali ma trasmetteva sentimenti, con l’ausilio di apparecchi dotati di semplici “tromboni” metallici (poi diventati altoparlanti): e ovviamente nessun  trombone veniva confuso con il padrone  (o non poteva atteggiarsi a padrone).

    Oggi ventunesimo secolo all’innocente voce del padrone musicale del grammofono (per inciso nome derivato dalla società “Gramophone”) si è sostituita la voce (pluricorale) del “padrone” incarnato (o rappresentato) dai poteri (forti) politici, militari, economici, finanziari che aspirano al controllo globale dell’umanità (si pensa).

   Per la complessità geopolitica universale e per la presenza di forti “attori” locali il mondo non vive ancora la iattura di un’unica espressione di pensiero e di  intenti.

   Fino a quando? Fino a quando ci sarò almeno una persona convinta della superiorità di tutti i frutti che nascono dal confronto, dal dialogo, dalla comprensione, dall’accettazione dell’onestà di intenti degli “altri”.

Fino a quando ci sarà qualcuno che ricercherà la verità (quella di tutti e non di parte) e la divulgherà incurante di minacce e possibili rappresaglie.

   L’occidente è avviato su una buia strada: troppi assecondano i potenti di turno in danno dei popoli; ma esistono ancora uomini coraggiosi che indagano, comunicano e chiudono “all’angolo” intoccabili potenti. Non possono seguire tutte le vicende umane purtroppo e tanti misfatti (già commessi o “in itinere”) sfuggono a controlli, verifiche e castighi.

   Più tragica in assoluto è la situazione per noi Italiani e Siciliani. Le voci più “stentoree”  (ad avviso nostro e di altri) ripetono con passione le parole del “padrone”, senza neanche porsi l’interrogativo di chi sia veramente il padrone e del cui prodest; e per colmare le “lacune” ci fanno precipitare (ove necessario, è nostra impressione) in  un abisso di chiacchiere, utili per lo più a smuovere l’aria.

   Portiamo alcuni esempi.

   I nostri decantano come indiscutibili e irrinunciabili l’Euro, BCE, l’UE e la sua austerity, il FMI, la NATO, il MUOS, la saggezza USA e di altri poggiata su una presunta superpotenza militare, la supertecnologia occidentale in ogni campo, la lotta contro l’imperialismo russo, la volontà di cancella re il terrorismo ISIS, la democrazia e la pace universale …

   Intanto le voci estere e le voci nostrane più flebili raccontano altro: la fuga dell’Islanda, le rivolte popolari  in Irlanda, a  Francoforte, in  Belgio,  la silente rivolta politica dell’Ungheria e quella fragorosa in Grecia, per iniziare. Poi continuiamo come segue.

   Il grande sociologo francese Alain Touraine dichiara che la sinistra agonizzante in Francia e Italia fa pagare la crisi ai ceti popolari con la disoccupazione. E il settimanale tedesco Die Zeit rincara la dose scrivendo che l’Euro ha creato milioni di poveri in Italia, Spagna, Grecia.

   Qualcuno addirittura ha scritto che in Italia siamo al grottesco (o si dovrebbe dire alle comiche?) perché il governo si è “votato” al suo farmaco universale: la riforma della legge elettorale. Chissà perché il giornale on-line “La voce della Russia” si è così espresso: ”con le riforme di renzi l’Italia abroga il diritto al voto. senza sovranita’ un popolo e’ morto”.

   Ma sì, va tutto per il meglio dicono i nostri. E se avessero letto quanto sopra magari qualche altro sarebbe sorto in una profonda difesa d’ufficio “cassando per presunta incompetenza” il sociologo, Die Zeit, la voce della Russia (stato tra l’altro a noi ostile per volere di Zeus). Le rivolte poi? Piccole espressioni di contestazione di gruppuscoli anti-europeisti.

    Non sappiamo come verrebbe classata la dichiarazione-intervista di Mons. Sako, patriarca caldeo in Iraq; vi riportiamo uno stralcio del ticinese Giornale del popolo:” «La coalizione mira a spartirsi il Medio Oriente e le sue risorse». L’unica soluzione per la pacificazione è che «musulmani e cristiani comincino a lavorare assieme». Nessuno della coalizione internazionale vuole davvero eliminare l’Isis. Tutti mirano a spartirsi il Medio Oriente e le sue risorse“. E monsignore non si sbaglia certamente se un altro giornale on-line si permette di citare USA, Francia, Turchia, Arabia Saudita tra gli stati molto “tolleranti nei confronti dell’ISIS: forse per castigare Russia, Iran, Siria, Curdi, cristiani afro-orientali e quant’altri “sacrificati” su questo nuovo altare?

   Girovagando abbiamo incontrato altre notizie preoccupanti: scorriamole insieme.

  • Colpirne uno per educarne cento: questa era la teutonica giustificazione per l’inflessibilità contro la “cicala” Grecia; forse i popoli sono sigle insensibili?
  • I giovani Ucraini di “Maidan” tendono a lasciare il paese (questo lo scrive la rivista canadese Vice).
  • L’escalation USA in Ucraina (ivi compresa la ventilata fornitura di armi letali) è uno strumento della guerra per “conto terzi”  (o per procura)contro la Russia.
  • Sahra Wagenknecht non perde occasione per attaccare il Bundestag per la politica anti-russa;
  • A Debaltsevo sono state “trovate” tante caritatevoli armi leggere occidentali.;
  • Qualcuno scrive pure che in pratica gli USA (tramite Obama) inseguono la guerra perché non capiscono che la  Russia può reagire e (non ci crederete) vincere alla grande. Il politologo americano Eugene Rumer  si chiede (sospeso tra dubbio e timore) se gli USA sono pronti a scontrarsi in guerra contro una potenza nucleare per l’Ucraina?-
  • Forse Obama dovrebbe informarsi meglio con i suoi veri esperti: qualcuno in internet ha scritto che qualche ammiraglio USA ha ammesso (con i suoi capi politici) che la possente flotta USA in un conflitto contro la Russia vivrebbe tre giorni in mare aperto e sette giorni nascosta nei porti.
  • Sembra che all’inizio della guerra una poderosa nave da guerra USA sia stata “accecata” (elettronicamente) sì da consentire a un caccia russo di passare e ripassare ripetutamente in segno di scherno.
  • Sempre più gli osservatori politici si convincono che la NATO ha perso il suo ruolo difensivo, assumendo connotazioni offensive: a beneficio di chi? Non dei popoli europei crediamo; qualche nazione? Certamente questa inclinazione offensiva può essere fatale per il continenti antichissimo e antico, i primi esposti.
  • Addirittura qualcuno sostiene che Obama ha artigliato l’Africa francofona!
  • Qualcuno può spiegarci perché i missili (a testata nucleare) occidentali sono armi difensive (ovunque siano dislocate) e quelle degli altri (esistenti o potenziali) sono offensive?
  • Qualcuno sa perché l’UE finanzia gruppi ambientalisti in funzione anti-Cameron (qualcuno così nscrive, protesta, inveisce)?
  • Sarà vero che la ecologica (e molto umana) Germania ha riacceso le centrali alimentate dal carbone (dai densi fumi)?

    Come possiamo conciliare tutte le “malignità”  elencate con l’espressione incontaminata della “Voce del Padrone”, che (con i suoi strumenti e i suoi apostoli) non pronuncia e non scrive (e quando può occulta totalmente) simili blasfemie? E’ così bello, chiaro, rassicurante, allegro (o si dovrebbe dire canzonatorio?) il leit-motiv che ci viene quotidianamente ammannito:

“Tutto va bene. Noi siamo la verità e la vita; siamo la giustizia e la democrazia; siamo la libertà e la luce; siamo la pace e il bene dell’umanità; siamo la tolleranza e la comprensione; siamo la misericorsia e l’amore; siamo la bellezza e la cultura; siamo il progresso e la civiltà”.

    I fatti indicano che si dovrebbe aggiungere alla tiritera una precisazione: “… solo se ci servirete senza fiatare godrete (limitatamente però) delle nostre benedizioni; diversamente sono problemi vostri perché noi siamo pur sempre i lupi e voi gli agnelli, come nella favola”.

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