Il Tar dà semaforo rosso al Muos di Niscemi

muos-niscemi-4Di Luigi Asero

Secondo il Tar di Palermo, che ha accolto il ricorso presentato dal comune di Niscemi (Cl) contro il Muos, i lavori vanno fermati. La sentenza del Tar ovviamente non è uno stop definitivo, ma soltanto un altro tassello della vicenda riguardante il sistema di comunicazioni satellitari. Secondo i giudici il sistema sarebbe pericoloso per la salute dei cittadini, ipotesi sempre sostenuta dal Comitato No-Muos. 

Nella sentenza si precisa: “lo studio dell’Istituto superiore di sanità costituisce un documento non condiviso da tutti i professionisti che hanno composto il gruppo di lavoro e – fatto ancor più significativo – risulta non condiviso proprio dai componenti designati dalla Regione siciliana, Mario Palermo e Massimo Zucchetti.

I due esperti, con una loro autonoma relazione allegata allo studio Iss, evidenziano, fra l’altro, che rimangono aperte le valutazioni predittive in campo vicino, per le quali la stessa relazione principale dell’Iss dà atto trattarsi di un campo molto esteso vista la dimensione delle antenne e di non avere a riguardo informazioni specifiche. Inoltre, non sarebbe stata ben indagata nello studio Iss neppure la reale dimensione del rischio alla salute”.

Il Tar ha inoltre considerato l’analisi sulla pericolosità dell’impianto condotta dal prof. Marcello D’Amore, nominato dallo stesso Tar dopo il ricorso del comune e con il compito di integrare la verifica precedente estendendola all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e integrando le osservazioni dei due componenti designati dalla Regione. Secondo i giudici infatti “l’Iss si è basato su procedure di calcolo semplificate che non forniscono accettabili indicazioni nell’ottica del caso peggiore. Il verificatore afferma che le problematiche riguardanti la mappa del campo elettromagnetico irradiato dalle parabole satellitari del Muos in asse, fuori asse e in particolare in prossimità del terreno, il livello del campo elettromagnetico irradiato dalle antenne della base Nrtf nel breve e nel lungo periodo, i possibili effetti causati dall’interazione di aeromobili con il fascio del Muos sono trattate rispettivamente dall’Iss, dall’Ispra e dall’Enav in maniera non esaustiva e come tale suscettibile di ulteriori doverosi approfondimenti“.

Insomma, la documentazione base per l’approvazione dei lavori era insufficiente. Ora si vedrà quanto durerà il rosso di questo semaforo, se sarà “stop” o ripartenza.

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