Guerra Fredda alla Camera di Commercio di Catania

camera-commercioDi Michele Cannavò

Questione decisamente complessa quella che vede al centro del dibattito la Camera di Commercio di Catania, l’organo consiliare e l’elezione del Presidente.

Dopo giorni di incontri e di trattative ieri, 15 Aprile, dodici dei trentatre membri che compongono il Consiglio camerale, rappresentanti dell’area Confcommercio, insediatisi poco meno di un mese fa, hanno presentato le proprie dimissioni.

Un’azione forte che di fatto blocca, temporaneamente, i lavori del Consiglio.

I protagonisti della vicenda sono le due associazioni che rappresentano il mondo delle imprese, Confindustria e Confcommercio, mentre il motivo del contendere è la nomina del presidente dell’Ente.

Il nome su cui sembrava poter esserci una convergenza era quello del dott. Domenico Bonaccorsi, ma l’evolversi degli accadimenti porterà la Regione siciliana ad esprimersi sulla vicenda, attraverso l’assessorato alle attività produttive. Nel particolare, sarà l’assessore Vancheri  a doversi pronunciare e quindi sarà compito suo quello di sbrogliare la matassa. Alcune opzioni sono: lo scioglimento del consiglio, nuovamente il commissariamento, la sostituzione dei consiglieri dimessi o, per assurdo, qualora le dimissioni non venissero accettate, il normale proseguimento dei lavori attraverso il percorso istituzionalmente previsto.

Una situazione in movimento alla quale bisogna aggiungere da un lato la relazione presentata dal presidente di Confcommercio Catania, Galimberti e dall’altro le dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa da Carmelo Micalizzi, rappresentante della Federazione Armatori Siciliani, che ha annunciato la prossima presentazione di un esposto presso tutte le sedi istituzionalmente preposte in merito alle dimissioni dei rappresentanti di Confcommercio.

L’evoluzione dei fatti, nei prossimi giorni, darà modo di capire quale dirigenza traccerà le strategie economico commerciali di una provincia, quella etnea, sempre più integrata e connessa con il resto dell’isola e nel Mediterraneo.

In questo senso, è importante non cadere nell’errore di personalizzare il confronto, tramutandolo in scontro fine a se stesso, e mantenere al centro i nobili principi costitutivi, ovvero “… É costituita dal sistema delle  imprese insediate nella Provincia di Catania per le quali assolve a compiti di interesse generale, in qualità di ente autonomo di diritto pubblico nel quadro dell’ordinamento nazionale ed europeo…” ”..in quanto tale ente esponenziale e di autogoverno del sistema delle imprese, che svolge sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118, 4 comma della Costituzione, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese della circoscrizione territoriale di competenza.”

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