Udine: Lisa Puzzoli, 22 anni, assassinata perché "femmina"

Il copione si ripete, sempre lo stesso, mediamente ogni due giorni uguale (anche se qualcuno sui numeri prova a giocarci e dire che “no…non sono così tanti i femminicidi”). A morire oggi è una giovane donna, Lisa Puzzoli. Anzi una “femmina” probabilmente. Per noi una giovane persona di sesso femminile che aveva appena 22 anni. È morta accoltellata, dal suo ex, Vincenzo Manduca, 27 anni.

La storia era finita già nel 2010, e da quel momento ben tre volte Lisa aveva denunciato l’ex fidanzato. Ma non è servito a nulla, lui era sempre libero di importunarla e soprattutto lui, quel “tarlo”, non se lo toglieva proprio dalla testa. Così oggi, venerdì 7 dicembre, Lisa muore nel suo appartamento, accoltellata. Come tante, come una ogni 2 giorni in media. Come da copione poi l’arrivo dei Carabinieri, allertati dallo stesso assassino che non si è allontanato molto dall’appartamento. L’arresto, l’interrogatorio del magistrato, la convalida dell’arresto.

Ma anche se i fatti sono ancora in fase di chiarimento della dinamica, sembra che gli investigatori propendano per la premeditazione. Il Manduca si sarebbe recato a casa di Lisa Puzzoli già armato di coltello. Determinante sarà la testimonianza del fratello di Lisa che ha assistito alla tragica lite, culminata stavolta con la morte della sfortunata giovane donna.
I due, durante il periodo di convivenza, avevano avuto una bambina. Lui, Vincenzo, ossessionato dalla possibilità di essere tradito non era mai stato convinto che la bimba fosse sua. Ma proprio in agosto era stato fatto l’accertamento del dna che aveva sancito, senza ombra di dubbio, che la piccola fosse nata dall’unione di Vincenzo e Lisa. Ciononostante lui non ha voluto riconoscerne la paternità.  Per questo era in corso un’azione legale.

Mai comunque aveva smesso invece di molestare e aggredire la ex convivente, che appunto ben tre volte aveva denunciato le molestie e lo stato di persecuzione. Oggi l’epilogo. L’autopsia stabilirà quante coltellate hanno posto fine alle sue disperate denunce.

Le indagini affidate ai Carabinieri del Comando Provinciale di Udine sono coordinate dal sostituto procuratore dr. Marco Panzeri.

Luigi Asero

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