Il Bonus, il Brutto ed il Cattivo!

Trovo interessante e singolare che Lagarde, direttore operativo del FMI, proprio in queste ultime ore, dica di “non scommettere contro l’Italia”  poiché l’Italia rappresenta “la luce in fondo al tunnel europeo”. Ciò è interessante perché avviene proprio in un periodo in cui l’alieno “spread” italiano scende sotto quota 300 punti base, merito attribuito alle riforme del governo, ma che trova la sua vera ragione nel maxi finanziamento da 1 trilione di euro della Bce al sistema bancario europeo. Una dichiarazione che avviene durante la trattativa tra la Troika, gli investitori privati internazionali ed il governo greco, sulla ristrutturazione del debito ellenico.

Una trattativa che già di per se è complicata: da un lato ci sono gli investitori internazionali che, oltre a perdere buona parte degli investimenti nel debito ellenico, sono preoccupati del “precedente” che il caso Grecia comporterà per il futuro; dall’altro lato c’è il rischio contagio tra Stati e quindi il rischio per il sistema “nuova Europa”.

Al momento l’adesione internazionale allo Swap greco è superiore all’85% del totale e resta fuori una piccola percentuale di investitori che preferirebbe il fallimento della Grecia, così da poter incassare i Cds (credit default swap, ovvero lo strumento che assicura l’investitore in caso di fallimento dell’emittente). La percentuale di debito detenuta da quegli investitori che ancora non ha aderito si avvicina di molto a quel 10% di debito greco che il 26 ottobre 2011, durante il consiglio europeo, è passato sotto la giurisdizione inglese: un fatto magari casuale, ma che sicuramente, oggi, consente un potere contrattuale non indifferente.

Una dichiarazione singolare quella della Lagarde se consideriamo che l’Italia è in piena recessione e che le riforme del governo Monti, ad oggi, hanno messo in sicurezza i conti solo sulla carta. La preoccupazione dei mercati la si vede quando dopo ogni fibrillazione internazionale, lo spread schizza. La certezza l’avremo tra circa 8/12 mesi, ad esempio, quando si vedrà se la riduzione del Pil e l’aumento dell’inflazione sarà pari a quella prevista o superiore (nel secondo caso sarà necessaria un ulteriore manovra correttiva). Singolare perché, comunque, pone l’attenzione sul comportamento del governo italiano che ha aiutato l’Europa con le sue scelte impopolari e che lascia intuire, quindi, che è questa la direzione da continuare a percorrere.

Sembra quasi di vedere un famosissimo film western, dove Monti è il buono, l’Europa è il brutto ed il mercato è il cattivo, e tutti inseguono il Bonus.

Michele Cannavò

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