Nessun summit a Torino degli “immortali” del Bilderberg nell’Italia del Coronavirus

Lo scorso 13 aprile abbiamo pubblicato questo articolo relativo a un “presunto” (è il caso di dirlo) prossimo summit del Club Bilderberg. Purtroppo, e lo abbiamo scritto in altri articoli nei giorni scorsi, questa emergenza pandemica ha generato non poca confusione nella diffusione delle notizie e ci ha indotto a incorrere in un grave errore. La notizia infatti faceva riferimento al summit 2018 mentre lo stesso Club Bilderberg ha comunicato al momento della dichiarazione dello stato pandemico da parte dell’OMS che l’incontro annuale è posticipato a data da destinarsi.

Potremmo scegliere di cancellare tout court l’articolo in questione provando a “eliminare” le tracce di un nostro errore nelle verifiche essenziali prima della comunicazione di una notizia, ma non sarebbe corretto nei confronti dei nostri lettori. Per questo decidiamo di mantenere pubblicato l’articolo, affinché nessun lettore si senta preso in giro e affinché giungano ai diretti interessati le scuse della nostra testata. Infine ringraziamo il gentile lettore che accorgendosi dell’errore ha preferito segnalare il problema consentendoci di prendere atto di quanto accaduto.

Da questo errore, unico nella storia di questo giornale, prendiamo atto per migliorarci e attuare nuovi e ancor più efficaci meccanismi di controllo delle notizie. Confidando nella comprensione dei nostri lettori cogliamo l’occasione per ringraziare tutti.

(Il Direttore Salvo Barbagallo e la Redazione tutta)

di Salvo Barbagallo

 

La pandemia del Coronavirus ha bloccato ogni cosa, dalle olimpiadi ai grandi eventi culturali, in Italia anche i campionati di calcio, il tutto rimandato a tempi migliori, di certo non prima del 2021. In questo pandemonio c’è chi non si ferma, chi non rinuncia ai programmi consolidati in anni e anni: è il “gruppo” del Bilderberg che, caso curioso, sceglie il nostro Paese per il suo periodico summit. Il virus ha cambiato, continua a cambiare il modo di vivere dell’uomo qualunque come dell’uomo vip, ma il Bilderberg non rinuncia alla sua “ritualità”, ed ecco che sceglie Torino per la sua sessantaseesima sessione che si terrà dal 7 al 10 giugno prossimo. Una sfida dei componenti del misterioso Club all’incombenza della tragedia che ha provocato il virus, o il sentirsi in ogni modo e in ogni circostanza individui “superiori” che non temono nulla, come se si ritenessero “immortali” e al di sopra di ogni maleficio? Non sappiamo, né alla fine ci importano poco le caratteristiche “umane” degli appartenenti al Bilderberg fondato da  Rockefeller nel lontano 1954.

In rappresentanza di 26 Paesi già 128 “personalità” del mondo della finanza, della politica, dell’industria, del mondo accademico e dei media hanno confermato la loro presenza a Torino, nutrita la partecipazione italiana che vede schierati il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, il segretario dello Stato del Vaticano cardinale Pietro Parolin, il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo, gli economisti Mariana Mazzucato e Alberto Alesina, la senatrice a vita Elena Cattaneo, il presidente di Fca ed Exor John Elkann, il Ceo di Vodafone Group Vittorio Colao, il direttore di “Limes” Lucio Caracciolo e la sempre presente giornalista Lilli Gruber.

Altri nomi noti fra i 128 presenti alla riunione piemontese: il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il generale statunitense David Petraeus, l’infaticabile Henry Kissinger, il primo ministro olandese Mark Rutte, Achleitner, Paul M. (DEU), Chairman Supervisory Board, Deutsche Bank, Blanquer, Jean-Michel (FRA), Anglade, Dominique  premier del Quebec, Blanquer Jean-Michel ministro francese per l’Educazione Nazionale, Carney, Mark J. Governatore della, Bank of England, Knot, Klaas H.W. presidente della Nederlandsche Bank,  l’ex primo ministro francese Bernard Cazeneuve, l’ex commissario della Commissione Europea e oggi ai vertici di Goldaman Sachs Josè Durao Barroso.

Questi i temi che saranno trattati nel summit: Populism in Europe, The inequality challenge, The future of work, Artificial intelligence, The US before midterms, Free trade, US world leadership, Russia, Quantum computing, Saudi Arabia and Iran, The “post-truth” world, Current events.

Torino, dunque, dopo 14 anni torna ad ospitare uno degli incontri più emblematici che la realtà odierna presenta. Incontro, ovviamente, a porte chiuse, nessun contatto con i media, sede (ancora non nota) che sarà fortemente presidiata dalle forze di polizia. Il tutto mentre ancora ben poco si conosce della “fase” di riapertura alle attività pubbliche a causa del Coronavirus. In un momento, cioè, dove l’incertezza domina l’immediato futuro degli italiani, in un momento in cui non sono prevedibili le stesse decisioni del Governo che, necessariamente, deve considerare gli sviluppi della pandemia. Problemi che l’élite del Gruppo Bilderberg evidentemente non si pone.

[N d R: Il summit 2020 è posticipato a data da destinarsi e non si svolgerà a Torino]

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2 Thoughts to “Nessun summit a Torino degli “immortali” del Bilderberg nell’Italia del Coronavirus”

  1. Nicola Iannazzo

    Chissà in quanti avranno condiviso questo articolo, solo perché lei non ha verificato preventivamente tramite un semplice controllo su qualsiasi motore di ricerca. Fossi in lei o farei una rettifica oppure rimuoverei al più presto questo articolo!

  2. Redazione

    Abbiamo preso atto della sua gentile segnalazione. Per serietà nei confronti di tutti i lettori che potrebbero sentirsi presi in giro da un articolo che improvvisamente sparisce abbiamo scelto la formula della rettifica. La ringraziamo sentitamente per la sua cortese segnalazione che ci consente di porre riparo a una grave svista unica nella storia di questo giornale che vive già dal 2006. Grazie.

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