Defender Europe 2020: “Esercitazioni che sanno di muffa”

di Salvo Barbagallo

 

In questo tragico momento dove la Pandemia del Coronavirus miete vittime dall’Italia agli USA poco interesse suscitano le esercitazioni militari che continuano a svolgersi in Europa. La principale esercitazione, la “Defender Europe 2020” è stata “ridimensionata” ma non cancellata, e dello stesso “ridimensionamento” non si conosce l’entità tenuto conto che il “ponte” Stati Uniti/Europa per il trasporto di mezzi e uomini è in funzione da diverse settimane. Si sconosce, infatti, il numero effettivo di militari e mezzi già trasportato da Oltre Oceano nei Paesi che sono (o erano, in quanto alcuni si sono defilati) scenario delle grandi manovre. Inoltre c’è da aggiungere che la “defender Europe” contempla altre esercitazioni collaterali e complementari che sono attualmente in corso. E c’è da aggiungere anche che a causa dell’espansione del Coronavirus molte frontiere sono state chiuse.

“Euro News” ieri (15 marzo) ha pubblicato una significativa intervista all’ex generale Leonardo Tricarico, ex comandante della V ATAF (Allied Tactical Air Forces NATO), poi Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Italiana, ex consigliere militare della Presidenza del Consiglio, attualmente presidente della Fondazione ICSA – Intelligence Culture and Strategic Analysis. Intervista che riprendiamo in diversi punti per dare modo anche ai nostri lettori di avere informazioni corrette, al di là di quelle offerte dai cosiddetti amanti delle teorie complottiste.

Più che critico il generale Tricarico, che si è detto sconcertato dall’insistenza della NATO nel voler proseguire con l’esercitazione, pur accettandone un ridimensionamento: “Rinviarla – ha detto – più che opportuno sarebbe obbligatorio“. Quest’insistenza “da scellerati“, ha aggiunto, “non si spiega, probabilmente dietro c’è un altro scopo. Ho i miei dubbi che l’esercitazione Defender Europe possa essere comunque realizzata nelle condizioni in cui si trova oggi l’Europa, e in cui si troverà probabilmente ancora quando arriverà il momento di avviare questa esercitazione. Probabilmente la NATO non tanto intende condurre a termine questa esercitazione quanto esibire i propri muscoli al nemico di sempre, Putin, e far vedere che nonostante la devastazione di un virus la NATO è sempre pronta a fronteggiare qualsiasi tipo di pericolo nel fronte est (…) Sono comunque esercitazioni che sanno di muffa“, per il generale, perché concepite in funzione anti-russa. Un bersaglio errato, secondo Tricarico, perché i russi non hanno alcun interesse a disturbare la NATO. Piuttosto – analizza – l’interesse russo mira a riempire gli spazi lasciati vuoti dagli USA, e questo accade in Siria come in Libia e in altri scenari mediterranei. Le antenne della NATO, secondo lui, dovrebbero essere orientate più verso sud che verso est. Gli USA invece dimostrano un crescente disinteresse per l’area mediterranea, e questo vale anche per l’Alleanza. E la politica russa, di andare a riempire quel vuoto, non sarebbe “né un vantaggio né un rischio“, per l’Italia. È “la constatazione di un cambiamento degli equilibri“. Equilibri di particolare interesse dell’Italia, una situazione in cui quindi il nostro Paese dovrebbe essere parte attiva. Afferma Tricarico: “Il nostro Paese ha già declinato la propria partecipazione all’esercitazione Defender Europe 2020, e mi sembra un fatto piuttosto scontato, altrettanto dovrebbero fare anche gli altri Paesi e la NATO dovrebbe sollecitare l’abbandono di questa iniziativa anziché mostrare la determinazione a portarla avanti comunque (…).

Restano gli annunci del Comando europeo degli Stati Uniti: riduzione del numero di partecipanti statunitensi nella esercitazione programmato separato con altre nazioni alla luce dell’epidemia di coronavirus, le attività associate a Defender-Europe 20 verranno adattate di conseguenza e lavoreremo a stretto contatto con alleati e partner per raggiungere i nostri obiettivi di allenamento con la massima priorità“…

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