Questa è buona! Sigonella anche base Space Force per guerre stellari USA

di Salvo Barbagallo

 

Il quotidiano La Repubblica, sempre aggiornato su quanto accade in Italia, ci informa che Sigonella ha aggiunto un’altra stelletta al suo universo militare: da alcuni giorni è attiva, infatti, una base “aerospaziale” Statunitense”. Mister Trump – il Presidente per eccellenza – evidentemente non ha voluto essere meno dei suoi predecessori che hanno già da tempo ingolfato la Sicilia di armi (forse – ? – anche nucleari) e di arnesi bellici altamente sofisticati, e ora ha deciso che la base (ufficialmente, ma in pratica “quasi formalmente” italiana) alle porte del capoluogo etneo si arricchisce di una primizia che porta la sua firma: sede dell’avamposto della “Space Force”. Il servizio su La Repubblica è di Gianluca Di Feo, ma non si può leggere per intero se non si è collegati a pagamento. E noi non lo siamo. Si possono leggere solo poche righe, le seguenti: “Il territorio italiano entra nell’era delle guerre stellari. Giovedì scorso ( 6 febbraio 2020, n:d.r.) con una breve cerimonia è stata inaugurata la “base spaziale” dell’aeroporto statunitense di Sigonella. A presidiarla la squadra Alfa della prima compagnia spaziale del primo reggimento spaziale dell’unica brigata spaziale americana esistente. Sì, sembra uno scioglilingua ma la denominazione fa capire l’importanza di questo reparto: in pratica, sono i pionieri …”.

Ma cosa è la “Space Force” che sta andando a presidiare (unitamente ai droni, al MUOS e tanti altri arnesi da guerra) questa parte del territorio siciliano?

Lo ha spiegato due anni addietro Michela Della Maggesa su “Formiche”, quando questa nuova forza USA venne presentata proprio da Donald Trump: Si tratterebbe di una sesta forza armata all’interno del Dipartimento della Difesa, che in questo momento è al lavoro per capire come procedere nella costituzione di un nuovo soggetto militare.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato mandato di creare una “Space Force” in seno al Pentagono. Si tratterebbe di una sesta forza armata all’interno del Dipartimento della Difesa, che in questo momento è al lavoro per capire come procedere nella costituzione di un nuovo soggetto militare. “Comprendiamo la linea del Presidente – fa sapere la portavoce del Pentagono, Dana White – ci attiveremo sulla questione, che ha implicazioni per intelligence, Aeronautica, Esercito, Corpo dei Marine e Navy. Sarà un processo – ha aggiunto – che riceverà il contributo di tutti i soggetti coinvolti (…) La direttiva data al Dipartimento della Difesa al fine di proteggere le risorse spaziali statunitensi gestendo l’orbita terrestre bassa è ampia e mira anche a “ridurre la crescente minaccia dei detriti orbitali nell’interesse di tutte le nazioni”, spiega la Casa Bianca. Inoltre ha lo scopo di razionalizzare i processi normativi che hanno ostacolato gli sforzi commerciali volti a sviluppare i lanciatori e i sistemi di esplorazione spaziale. La terza Direttiva sulla politica spaziale fornisce infine linee-guida e orientamenti per garantire che gli Stati Uniti possano fornire un ambiente sicuro per operare in presenza di un aumento del traffico commerciale nello spazio (…)..

In merito nessun comunicato (a quel che ci risulta) è stato emesso sia dal Comando Italiano che dal Comando USA di Sigonella, quindi poco o nulla si può dire sul reale “significato” di questa ulteriore presenza militare straniera nella installazione alle porte di Catania. Né sappiamo se l’attività della citata “Squadra Alfa” della “Space Force” sia collegata al realizzato e sempre collocato a Sigonella Joint Tactical Ground Station (abbreviato JTAGS) i cui lavori sono iniziati nel 2016. La JTAGS è una stazione con un sistema di ricezione e trasmissione satellitare che è in grado di prevedere il lancio di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. JTAGS individua i missili che hanno una gittata compresa tra i 300 e i 3.500 km (missili da teatro). Essa riceve e processa i dati che provengono dalla costellazione satellitare del Defense Support Program. Il suo scopo è dare l’allarme, individuare il punto esatto del lancio e permetterne la distruzione, ha spiegato il Pentagono. Per queste sue caratteristiche è stata definita come una sorta di «scudo protettivo». Tra i suoi altri ambiti, JTAGS opera con il Theater Event System (TES) e con il Comando per le operazioni spaziali USA. Il JTAGS è affidato al controllo della 1st Space Company (proveniente dalla United States Army Space and Missile Defense Command). Attualmente la Joint Tactical Ground Station ha cinque distaccamenti nel mondo: due a Colorado Springs (sede principale della JTAGS), uno nel Texas, uno in Europa (Sigonella), uno tra la Corea del Sud e il Giappone.

Come può notarsi fin troppe cose restano “sconosciute” di Sigonella: che siano “pericolose” appare chiaro ma, a quanto sembra, importa poco non solo a chi governa la Sicilia, ma anche (purtroppo) agli stessi Siciliani…

 

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