Nel giorno dei funerali del piccolo Alessio anche il piccolo Simone lo raggiunge

Era terminato da pochi minuti il funerale del piccolo Alessio D’Antonio (quasi 3 mila persone presenti) quando è arrivata la notizia dal policlinico di Messina che anche il cuginetto Simone di 12 anni non ce l’ha fatta. È deceduto pochi minuti fa a seguito delle gravissime ferite riportate nel tragico incidente a Vittoria quando i due bambini sono stati travolti da un suv con a bordo il pregiudicato Rosario Greco, che al momento dell’incidente aveva assunto cocaina e aveva nel sangue un tasso alcolemico superiore di quattro volte il massimo consentito.

Ai due bambini, investiti e trascinati dalla Jeep Renegade del pirata della strada erano state tranciate di netto le gambe e infatti il piccolo Alessio è morto dissanguato già all’arrivo dei soccorsi. Il piccolo Simone ha lottato con tutte le sue forze, un lungo intervento chirurgico a Vittoria aveva provato a stabilizzarne le condizioni per trasferirlo poi al reparto di rianimazione pediatrica di Messina. Qui però appunto il suo corpicino non è riuscito ad andare oltre malgrado lo sforzo dei medici che hanno fatto di tutto per salvargli la vita pur dovendo constatare che avrebbe comunque perso le gambe.

Sul fronte dell’inchiesta la Procura di Ragusa che ha disposto l’arresto del guidatore con l’accusa di omicidio stradale avrebbe aperto un’inchiesta anche per valutare la possibilità di un ritardo nei soccorsi iscrivendo nel registro degli indagati anche un medico e un infermiere del 118. Si tratta solo di un atto dovuto al fine di consentire la nomina di periti di parte che possano certificare l’assoluto corretto operato del Servizio di Emergenza Urgenza 118 e prevenire “mosse” di controparte tendenti a declassare la responsabilità dell’arrestato.

Il dramma non si conclude. Ora Vittoria, ancora sotto shock si prepara a celebrare il funerale anche del piccolo Simone D’Antonio. “Colpevole”, come il cuginetto Alessio, semplicemente di essersi seduto in una caldissima serata di luglio, davanti la propria casa, la propria sicurezza. Mentre lo Stato, ancora una volta, si dimostrava incapace di isolare un criminale già noto e considerato “uomo d’onore”. Un “uomo d’onore” che dopo aver tranciato le gambe a due bambini è fuggito per paura di essere linciato.

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