Toh, il ministro Trenta scopre i droni a Sigonella!

di Salvo Barbagallo

 

“Stupor mundi”? No, fin troppo gratificante, forse più semplicemente “stupor Italiae” tenendo conto che dovremmo limitarci a parlare di questioni che riguardano casa nostra. Ci riferiamo, senza giri di parole, all’attuale ministro della Difesa Elisabetta Trenta le cui affermazioni suscitano “meraviglia” (ecco il riferimento all’antico “stupor mundi”) tenuto conto della posizione che occupa grazie a chi le ha donato l’ambita poltrona. Il ministro Elisabetta Trenta non mostra di conoscere cosa accade veramente a Sigonella e quale sia realmente l’attività militare che viene svolta nell’ospitata base dell’autonoma Naval Air Station statunitense. Ecco cosa ha risposto alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera, che avevano chiesto ragguagli sulle notizie apparse sulla stampa internazionale in merito alle operazioni che vengono svolte dai droni USA: Ho chiesto approfondimenti sulla questione, comunque tutte le attività di Sigonella vengono fatte nel rispetto della legge italiana e internazionale. Ma spero di avere una documentazione aggiornata su questo in tempi brevi (…).

Beh, queste parole, a nostro avviso, si commentano da sole: il ministro Trenta ha bisogno di “approfondimenti”? Probabilmente il ministro Trenta ha dedicato tutto il suo tempo ministeriale alla preparazione della tradizionale parata “militare” del 2 giugno, Festa della Repubblica e quindi è stata costretta a trascurare importanti settori che riguardano la vita della collettività nazionale e, in particolare, quella insulare, Siciliana. Ma, a quanto pare, non è così, dal momento che la ministra Trenta di quanto accade in Sicilia è ben informata poiché recentemente il ministero della Difesa ha autorizzato, senza il parere preventivo del Comune di Niscemi, la realizzazione di nuove opere all’interno della base militare Usa, che ospita il sistema satellitare Muos. Anche questa “notizia” è passata (quasi) inosservata e si è appresa a seguito dell’iniziativa del sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che ha citato in giudizio davanti al Tar proprio il ministero della Difesa per presunta illegittimità dell’atto di concessione.

Ma non basta. Il ministro Elisabetta Trenta dovrebbe essere sicuramente informata che dopo il MUOS di Niscemi, verrà realizzato in Sicilia un altro megacentro di telecomunicazioni satellitari delle forze armate USA. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha infatti chiesto al Congresso degli Stati Uniti d’America l’autorizzazione alla spesa di 77 milioni e 400 mila dollari per costruire all’interno della stazione aeronavale di Sigonella una “infrastruttura di telecomunicazione a più piani che comprenda pure una facility per le informazioni sensibili e riservate (Sensitive Compartmented Information Facility – SCIF)”. Il ministro italiano è all’oscuro anche  di questo nuovo progetto?

Elisabetta Trenta (come ricorda la sua biografia su Wikipedia) ha un curriculum di tutto rispetto e dovrebbe essere nelle condizioni di affrontare le situazioni più delicate: dall’ottobre 2005 al luglio 2006 è consigliere politico della Farnesina in Iraq, ed “esperto senior” a Nāṣiriya, in Iraq. È impegnata nel sociale con l’associazione “I bambini di Nassiryia Onlus” e il “Flauto Magico”. Nel 2009 è stata richiamata in servizio in Libano per cinque anni come country advisor, ufficiale capitano della riserva selezionata dell’esercito (corpo di commissariato), nell’ambito di progetti per la sicurezza internazionale e della forza militare di interposizione UNIFIL e Commissario dell’Esercito. Ha collaborato in qualità di analista al Centro militare di studi strategici. Fino al 2018 è vicedirettore del Master in Intelligence and Security presso il Link Campus di Roma, filiazione dell’università maltese. Un bel carnet di incarichi, come si può notare, questo dell’attuale ministro della Difesa italiano che, ovviamente, provoca interrogativi, primo fra i quali: la sua “superficialità” è solo apparente?

Tre generali diserteranno la parata del 2 giugno: il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della difesa, il generale Dino Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, il generale Mario Arpino, già Capo di Stato della Difesa. I tre alti esponenti delle Forze Armate italiane hanno motivato la loro decisione alla AdnKronos. Vincenzo Camporini: troppe le disattenzioni del governo nei confronti dei temi della Difesa, spesso snaturata con una ipocrita enfasi sul ‘dual use’ (…) Personalmente non me la sento di avallare ipocritamente con la mia presenza una gestione che sta minando un’istituzione di cui il Paese deve essere orgoglioso“. Dino Tricarico: Una componente della maggioranza giallo-verde sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti di una delle poche Istituzioni che funzionano bene in Italia: le Forze Armate (…). Mario Arpino: Non è tollerabile la gogna mediatica a cui sono stati sottoposti i pensionati (…).

Nella parata romana del 2 giugno, saranno schierati anche gli “operatori di pace”… Chissà perché saranno assenti gli “operatori di guerra”, cioè i rappresentanti delle industrie belliche nazionali (comprese quelle in cui è azionista il Vaticano)…

Ci sarebbero tante altre cose da dire, e (forse) saranno dette.

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