“Il meraviglioso circo della luna” avvolge di magia la Sala Grande del Teatro Massimo

Il palco del tempio della lirica italiana si apre ai bambini e cattura gli adulti

di Anna Studiale

 

Nella suggestiva cornice della Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo, in Piazza Verdi, è andato in scena ieri “Il meraviglioso circo della luna”, uno spettacolo di Venti Lucenti con l’attenta regia e scrittura scenica di Manu Lalli e le scene di Daniele Leone mentre le musiche che hanno scandito la sua trama sono state arrangiate e orchestrate da Salvatore Piraino e appartengono ai grandi di tutti i tempi quali Mozart, Fucik, Offenbach, Debussy, Bach, Leoncavallo, Ravel, Čajkovskij, Purcell, Rossini, Händel, Brahms, Beethoven.

“Sulla scena un omino buffo scende una sera da un raggio di luna e si ritrova nell’affascinante vita del circo, popolata da acrobati, pagliacci, lanciatori di coltelli, animali feroci, domatori, musica” mentre tutto si muove all’interno di un piccolo mondo in cui il piccolo protagonista che ricorda molto il Pinocchio di Collodi ma anche “Alice nel paese delle meraviglie” o, ancora, Pollicino intraprende il suo cammino non facile di crescita e conoscenza del mondo.

A segnare i rintocchi del tempo che scorre alcuni brani dei grandi della musica classica mondiale che hanno donato luce e colore alle diverse emozioni che dalla scena sono arrivate come in una osmosi al pubblico composto in buona parte da bambini ed insegnanti.

Quello che “Il meraviglioso circo della luna” ha portato in scena è un progetto molto importante che ha come suo nucleo l’educazione alla bellezza, ai valori del sano vivere civile ed al teatro che, ancora una volta, rappresenta una palestra di vita per le nuove generazioni.

Dalle platea si respirava una dolce atmosfera quasi ovattata, fuori dal tempo, che ha donato la suggestione di trovarsi come all’interno di un viaggio in cui i bambini presenti, sia tra il pubblico che egregiamente sulla scena, sono stati pienamente coinvolti.

Messaggio importante che l’opera ha portato con sé è stato quello di credere in se stessi, in quei valori sani di una civiltà che si fonda sulla centralità del sapere, della conoscenza e sull’educazione al bello unici elementi mediante i quali è possibile riuscire a discernere il bene dal male che, oggi più che mai, è presente nella nostra società.

Un progetto che ha visto pienamente coinvolte le scuole di Palermo e che ha permesso anche a dei piccoli alunni di calcare il palco del Teatro Massimo accanto a cantanti ed attori professionisti ed insieme all’Orchestra ed al Coro della Fondazione diretto da Daniele Milinverno.

Un plauso speciale agli attori della Compagnia Venti Lucenti, Nunzia Lo Presti (Colombina), Oriana Martucci (la fata) e Pietro Massaro (il direttore del Circo) oltre che all’eccezionale interpretazione delle due cantanti, il soprano Federica Guida e il mezzosoprano Lorena Scarlata Rizzo che con la loro voce hanno contribuito a donare ulteriore magia a tutto lo spettacolo.

Ciò che è riecheggiato dentro la mente degli spettatori più adulti è stato l’invito a non smarrire mai nel più profondo del nostro cuore la sottile voce del piccolo “fanciullino” che alberga sempre e comunque dentro ognuno di noi, unica bussola che ci richiama al posto magico dal quale tutti proveniamo e che si trova nella nostra infanzia. È lì che si annida la magia del sogno e la speranza che ci porta a credere che oggi sia ancora possibile progettare il futuro lottando con le nostre forze per costruire un mondo migliore.

Applausi scroscianti per uno spettacolo che ha meritato il palco del Teatro Massimo ed anche la felicità dei tanti bambini ed adulti presenti tra i quali anche alcuni rappresentanti di una struttura sanitaria riabilitativa dell’ASP di Palermo.

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