Creazione arte multi(polarità) ordine libertà democrazia

Ovvero, biblicamente, “occidente chi sei tu per giudicare il bene e il male?

di Guido Di Stefano

Non parlavano di “algoritmi”  N. Copernico, G. Galilei, I. Newton, B. Franklin, D.I. Mendeleev,  A. Einstein 1879 e tutti gli altri non menzionati per brevità, ma esponevano teorie, ipotesi, tesi, sperimenti che tutti potessero verificare. D’altra parte non si perdevano dietro a pallottolieri e regoli calcolatori ma pensavano e pensando creavano a beneficio di tutta l’umanità e comunicavano i frutti del loro intelletto, i prodotti della loro scintilla creativa in linguaggio chiaro e comprensibile a tutti, anche ai detentori dei vari poteri umani di inclinazione dogmatica-unipolare, tendenti all’ostilità e alla vendetta  totalitaria. Ognuno di loro si è mosso  nel “giusto” e pur nella limitatezza degli strumenti (per tutti disponibili) ha reso testimonianza e gloria “al Massimo Fattore, che volle in lui del creatore suo spirito più vasta orma stampare” (A. Manzoni).

Analoghe considerazioni per i grandi della letteratura (che furono, che sono e che saranno) che, in ogni latitudine e longitudine e tempo, hanno creato imperituri capolavori con parole di uso comune,  veri spaccati di vita e di umanità.

Insomma qualche migliaio di “termini”  consente infinite combinazioni con infiniti risultati di eccellenza in tutti i campi dello scibile umano: però sotto i vessilli di creazione, arte, multipolarità, ordine, libertà, democrazia combinati e non sotto l’insegna dell’autoproclamata perfezione.

Che dire poi della musica? Un semplice pentagramma, sette note, lunghe e brevi, toni alti e bassi, tempi variabili, segni simboli istruzioni immediate: puri artifici grafici per i profani, ma strumenti di creazione, vita e suprema delizia per i grandi compositori e i grandi esecutori: avrete senz’altro il grande “afflato” che è l’essenza della presenza simultanea in orchestra di uomini e strumenti diversi tenuti insieme dallo spirito della creazione originaria nonchè interpretativa: tutti con la propria identità, ordinati, liberi, uguali nella dignità e nella maestria.

Un pensiero rivolgiamo anche a tutte le attività umane  in genere, poiché in ogni caso i massimi livelli si raggiungono con l’esercizio della creatività: filosofia, pittura, architettura, arti varie e mestieri vantano i loro grandi, portati a eccellere non per gli strumenti disponibili (uguali anche per gli altri) ma per la  luce della creativa che li accompagna.

Insomma i grandi sono tali perché esplicano positivamente l’orma creativa posseduta per superiore dono (i famosi talenti) e non contenibile in un qualsiasi algoritmo.

Pensate sia possibile racchiudere tutto il creato in uno dei tanti decantati e idolatrati algoritmi umani?

Finora sono stati censiti 118 elementi chimici quali “fondamenti” di tutto il creato, vita e forme di energia  in esso presenti. Insomma sembra proprio che un numero piccolissimo sia all’origine di infinite combinazioni animate e inanimate, note e ignote nonché probabilmente anche dei loro opposti. Già solamente sulla terra superiamo abbondantemente i “miliardi” di combinazioni, anche a elencare soltanto le presenze individuali: ogni essere vivente del regno animale + ogni essere vivente del regno vegetale + alghe + licheni + funghi + batteri + ogni singola roccia + ogni granello di sabbia autonomo + …. = ???

Quando la figura umana era centrale si enunciavano “formule” e su esse si disquisiva; e le formule culinarie si chiamavano ricette e contenevano qualche dosaggio “indeterminato”, dando spazio alla creatività, all’arte propria di ogni singolo cuoco o cuoca. L’intelletto trovava molto spazio ovunque e spaziava per tutte le umane attività.

Ora la centralità dell’homo sapiens sapiens  e  relativo intelletto  è usurpata dall’homo cyberneticus e dal complesso dei suoi pc e server; contestualmente ogni teoria e volontà  del calcolo esatto è stata spazzata via e sostituita dal nuovo culto della “Teoria delle probabilità di calcolo”(questa  ci sembra). Tanto pensiamo noi degli idolatrati e vantati algoritmi “riservati e segreti”, da non divulgare nella loro completezza . A cosa servono? Forse ai fini statistici, raccolta dati, diffusione chiacchiere di dubbia utilità, pubblicità, condizionamenti più o meno di massa, pilotaggio per il conferimento delle menti all’ammasso. Cui prodest?  Sarebbe conseguenziale pensare a una ristretta cerchia: gli adoratori del nuovo ordine mondiale, unipolare, unipensante, plutocratico, imposto a popoli privati di identità,  passato,  presente, futuro, patria e bandiera. Dovesse succedere sarebbe proprio il trionfo della perfidia che da oltre un secolo angoscia l’Europa e il Mediterraneo tutto.

Eppure i testi sacri e profani  della nostra cultura occidentale richiamano ripetutamente i concetti di “identità e radici”! Quanti li hanno letti?

E sempre i testi “nostri”, che arricchirebbero la nostra cultura se li leggessimo e comprendessimo, smitizzano la nostra assoluta giustizia e integrità democratica e sfatano tutti i miti di invincibilità che accompagnano i nostri deliri di onnipotenza: nessuna entità occidentale è rimasta “invitta” quando qualcuno ha osato sfidarla e affrontarla, in ogni tempo e in ogni luogo.

E’ mai concepibile racchiudere in un algoritmo la “scintilla divina”?

 

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