A chi appartiene lo spazio aereo della Sicilia?

A chi appartiene lo spazio aereo (e lo spazio che sta sotto) della Sicilia? L’interrogativo (a nostro avviso) non è retorico, né accademico, ma purtroppo è un interrogativo che pochi si pongono e, purtroppo, l’argomento lascia nell’assoluta indifferenza chi la Sicilia governa. sig3E pur tuttavia la tematica degli “spazi” (aerei e terrestri) dovrebbe riguardare tutti i Siciliani, perché il “territorio Siciliano” dovrebbe “appartenere” principalmente ai Siciliani. Accade, così, che si discute sullo sviluppo della Sicilia, ma non si scava a fondo sui reali miti che bloccano o limitano lo sviluppo. Si discute, per esempio, su investimenti nelle strutture aeroportuali dell’Isola per incrementare il traffico aereo/passeggeri, ma non si conoscono le ragioni per le quali poi tutto resta fermo e quel che (magari) si verifica si muove rallentato già al momento dell’avvio. La verità, alla fine, è sotto gli occhi di tutti, ma tutti (o quasi) preferiscono ignorarla: la Sicilia non è una terra “libera”. La Sicilia, infatti, è una terra “occupata militarmente” da decenni da Potenza straniera, ed è quella Potenza straniera che ne determina il destino. Potenza militare straniera in territorio “nazionale” che imbriglia il futuro? Non solo il futuro, anche il presente e il passato. E’ così, è risaputo. E nessuno reagisce e i “pochi” che tentano di farlo sono posti immediatamente all’indice.

Tematiche, dunque, che è meglio non affrontare? Secondo logica comune, a conclusione, è più comodo “ignorare” e tacere. Noi e altri (purtroppo…) la pensiamo diversamente.

Ecco perché pubblichiamo (a seguire) un articolo apparso sulla rivista Terra e Liberazione che riguarda le “servitù” degli “spazi” Siciliani.

Sa.Ba.


La colonializzazione del cielo Siciliano

 

sigdi Mario Di Mauro

 

Nell’epoca del VOLO AEREO – lo SPAZIO AEREO è un campo di battaglia. E’ territorio strategicamente conteso. E come ogni altro SPAZIO siciliano (terre­stre o marino) anche lo SPAZIO AEREO è un territorio a multiforme dominio neocoloniale.

Il MERCATO MONDIALE nell’EPOCA del VOLO AEREO è determi­nato da STRATEGIE POLITICHE SOFISTICATE sulle quali interi STATI investono con lungimiranza: gli Emiratini del Golfo, con un aeroporto e una compagnia aerea, in appena trent’anni, vi hanno costruito una NAZIONE!.

Soprattutto nei paesi coloniali, lo spazio aereo è soggetto a veri e propri espropri: sia ad opera di compagnie aeree forti, sia ad opera dei militari. Questi ultimi, in particolare, sottraggono spazio al volo civile molto spesso mettendolo in pericolo, come si è visto sui cieli siciliani, per esempio, con la Strage di Ustica. Inoltre, nella fase attuale di crisi internazionale, gli spazi militari tendono a coprire porzioni sempre più ampie di territorio aereo.

L’attivazione degli spazi R (restricted) e di quelli P (prohibited) al volo civile e commerciale in Sicilia ha progressivamente ridotto di oltre la metà la disponibilità di spazio aereo, mettendo a dura prova il volo civile che, lo ricordiamo, è anche commerciale.

sig2Il cielo siciliano è un parco giochi dello Spettacolo COLONIALE, il cui destino sembra segnato da quando una decina di anni fa, l’allora Segretario di Stato americano Hillary Clinton, in visita a Pekino, bloccò apertamente l’ipotesi cinese di realizzare in Sicily e non altrove l’HUB aeroportuale più strategico sulla VIA della SETA. Sarebbe stata la svolta epocale, una occasione storica da afferrare e co-gestire alzando uno sguardo siciliano sul Mondo. Nella “Sicilia peggio di Portorico” si fa il MUOStro -che ROMAfia Capitale ha voluto a tutti i costi- e si privatizza l’Aeroporto di Catania-Fontanarossa, le chiavi di un cielo popolato di aerei e droni coloniali. E di santi che non funzionano. Costa poco: una mancia per il fondo pensioni alle CAM COM della Sicilia italienata.

Lo Spettacolo COLONIALE produce la Sicilia ITALIENATA. Ripolarizzare questa Realtà vuol dire FARE della “SICILIA” un SOGGETTO POLITICO capace di intendere e di volere: decolonizzare cervelli e cuori, restituendoli alla Storia Vivente nel Mondo del Secolo XXI. La Politica è solo l’arte del possibile?. NO-quella è l’AMMINISTRAZIONE delle COSE. – La POLITICA è l’Arte dell’Impossibile che si fa Possibile. Come in Terra così in Cielo.

L’Aeroporto di Catania, gravato al suolo e in aria da una micidiale ipoteca militare, è tra i più pericolosi d’Europa. E non a causa della cenere dell’Etna, che è naturale, episodica e ragionevolmente prevedibile. Noncelodiceleuropa, ma la MAPPA dello SPAZIO AEREO –civile e militare- dell’Isola CONTESA: sembra il cielo sopra la Siria!. “I due quinti dello spazio aereo siciliano sono destinati ad esclusivo uso militare mentre metà non è controllato”, cioè, non è ufficialmente sotto controllo radar!”. Perché?. Libero pascolo?.

Sappiamo di un caso sintomatico che si è verificato lo scorso anno quando, a causa della possibilità di interferenza radio con il volo dei droni, l’Aeroporto di Fontanarossa era accessibile solo con guida non strumentale; in altre parole, i piloti di linea erano costretti a volare a vista senza poter fare uso delle strumentazioni tecnologiche utili alla sicurezza. Non sappiamo quante volte sia accaduto, sappiamo che accade e potrebbe anche diventare una “normalità catanese”. Di recente sugli Aeroporti di Sigonella e di Trapani sono stati disegnati dei corridoi aerei per i droni; questi corridoi costituiscono un grosso problema per il volo civile dal momento che, specie in prossimità degli aeroporti, le loro quote si abbassano considerevolmente.

Nel complesso, si può dire che all’incirca i due quinti dello spazio aereo siciliano è destinato ad uso militare; tale proporzione va accrescendosi sempre di più. Se a tutto questo si aggiunge che più della metà dello spazio aereo siciliano non è “controllato” (cioè, non è ufficialmente sotto controllo radar), che la mancanza di ospedali e i frequenti incendi fanno aumentare i traffici di emergenza, la natura orografica del terreno o la presenza di ceneri vulcaniche dell’Etna che comportano spesso diversione dalle rotte assegnate, non è difficile immaginare la portata del rischio di incidenti in spazi aerei sempre meno aperti al volo civile.

Quali sono le parti di spazio aereo siciliano occupate militarmente?. E’ una MAPPA TERRIFICANTE e in piena “metastasi”…verso un modello ”Cielo sopra…la Siria”!.

Misure: 100 metri = 328 piedi.

Al largo della costa sud – su­dest dell’isola (tra Trapani e Catania) si erge una barriera che cinge la costa per oltre duecento miglia. La barriera è alta 5000 piedi e arriva ad avvicinarsi fino a poche miglia dalla costa. All’interno di questa aerovia volano i droni da e per il Nord Africa.

Sulla costa settentrionale si estende un’area di circa 120 miglia quadrate che penetra fin dentro la terraferma nello spazio compreso tra Bagheria, Cefalù e le Madonie. Lo spazio si estende in altezza da 1500 fino a 37000 piedi.

Al centro dell’Isola, in un’area che comprende Enna, Caltanissetta e scende fino ad Agrigento e Gela, si estende uno spazio militare di oltre 300 miglia. Lo spazio si estende in altezza da 6000 a 37000 piedi. Altri spazi di territorio aereo sono chiusi al volo civile in quanto prossimi a poligoni di tiro, centri di trasmissione militari, aree industriali strategiche, come il Porto di Augusta il cui cielo è una gigantesca “fortezza invisibile”. Di queste aree ne esistono alcune decine, sparse per tutta l’isola; queste aree superano talvolta l’altezza di 3000 piedi.

Dal quotidiano “La Sicilia”, 10/8/2016 – La dott. Baglieri -neopresidente S.A.C.- è stata intervistata da Mario Barresi, il quale le rivolge infine una domanda spiazzante: “COSA CAMBIA per FONTANAROSSA con i DRONI di SIGONELLA?” “Vorrei evitare di creare allarmismi. L’aeroporto è tridimensionale, il dominio in queste situazioni è dell’Aeronautica. Siamo sereni, lo possono essere anche tutti i passeggeri”.

sig1#STIAMOSERENI!. Saremmo curiosi di sapere se nelle DUE DILIGENCE di valutazione della SAC-Fontanarossa il vincolo militare tridimensionale macari iddhu!- viene considerato (mettiamoci anche che si tratta di un vincolo in META­STASI: la storia dello SPAZIO AEREO “SICILIANO” -che stiamo ricostruendo-ce lo sta via-via svelando). Che i droni cascano anche nell’Isola del MUOStro ce lo ricorda in diretta il P.1HH militare di Piaggio Aerospace in volo sperimentale precipitato a Mubadala Developpement di Abu Dhabi). Questo UAV ha capacità di carico distruttivo pari a mezza tonnellata e colpisce con sistema “a guida laser e infrarosso” della Selex ES Finmeccanica, vanto del capitalismo di stato tricolorato.

Che un ticket aereo Milano-Catania a/r è più caro di Milano – Tokyo… lo scriviamo da anni. Ma è da colonizzati miserabili elemosinare a Bruxelles sconticini per “insulari handicappati” della “Sicilia remota”: non siamo alle Galapagos!. Ci dobbiamo riprendere il nostro Cielo!. E come in Cielo così in terra. Amen.

 

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