Siria, schizofrenia o “criminal intent” USA?

di Salvo Barbagallo

Come si può pensare di portare (o “imporre”?) in una terra straniera un equilibrio di pace quando si alimenta militarmente una delle parti in lotta? Non è un interrogativo peregrino, ma un interrogativo che si impone vedendo quanto accade ormai da tempo in Siria. Senza imbarcarci in dietrologia ma limitandoci all’attualità vediamo quanti “stranieri” sono piombati sulla Siria con l’intento “ufficiale” di combattere il Califfatto jihadista del terrore: ci sono gli Stati Uniti d’America (che bombardano chi), c’è la Francia (che bombarda cosa?), c’è la Gran Bretagna (che bombarda non si sa?), c’è la Cina (ma che ci fa?), c’è (cosa ritenuta da tutti grave, gravissima!…) la Russia (che bombarda?).

rib3Nessuna dietrologia, dicevamo: dovremmo, infatti, risalire alle origini di questa “complessa” guerra in Siria e all’intervento USA (obbiettivo mai, in verità, nascosto) per togliere di mezzo Bashar Al Assad, un “capo” di Stato fino a questo momento “carismatico” della popolazione siriana (anche se in buona parte contestato). Questo aspetto “dietrologico” (volenti o nolenti) deve essere tenuto in considerazione poiché i “ribelli” anti-Assad da tempo sono stati foraggiati dagli USA. E poi (sempre “dietrologicamente” parlando) dovremmo risalire anche alle origini dell’ISIS, del Califfato del terrore, cioè, che ora sta giustificando (?) la presenza militare straniera in quell’area. Ci limitiamo all’aspetto dei “ribelli” anti-Assad per le notizie che i mass media mettono (più o meno) in evidenza. Ieri l’Agenzia Ansa ha diramato una breve nota dove, fra l’altro, si afferma: Gli Stati Uniti starebbero fornendo ai ribelli siriani anti-Assad numerosi missili anticarro, forniture massicce come mai accaduto finora. Lo riferisce il New York Times, citando alcuni capi dei gruppi che combattono il regime di Damasco. La fornitura di missili sarebbe ripresa e si sarebbe intensificata rispetto al passato dopo l’inizio dei raid russi in Siria. Missili anticarro ‘made in Usa’ sono cominciati ad arrivare già nel 2013 – spiega il Nyt – attraverso un programma segreto portato avanti da Stati Uniti, Arabia Saudita e altri alleati, per aiutare alcuni gruppi anti-Assad controllati ed addestrati dalla Cia.”.

rib2Ma già in precedenza il New York Times ha parlato della fornitura di missili anticarro di tipo Tow, di fabbricazione americana ai “ribelli”: La fornitura non sarebbe iniziata da poco, ma dal 2013, attraverso un programma segreto gestito dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e da altri alleati con lo scopo di aiutare alcuni gruppi di insorti controllati dalla Cia contro il governo siriano. Tuttavia, fa notare il New York Times, la fornitura si sarebbe stata intensificata in seguito agli aiuti forniti da Vladimir Putin ad Assad. E Sergio Rame, sempre ieri, sul quotidiano “Il Giornale” sottolinea Il flusso di armi che da Washington arriva ai ribelli attraverso Riad si è fatto molto consistente dall’inizio dell’intervento russo, perfino “superiore a quello necessario”.

ribIl discorso di portare (o riportare) l’equilibrio e la pace in Siria è, dunque, un bluff? Noi non parleremmo di bluff, forse potrebbe essere più appropriato parlare di “alibi seducente”, o forse, meglio, di “pretesto effimero”. La presenza russa in Siria non sta bene agli Yankèe perché Putin (da alleato) sostiene Assad, mentre gli USA sostengono che per “pacificare” il territorio Assad deve scomparire, con le buone o con le cattive maniere. Il nodo è questo, e le posizioni espresse da USA e Russia non sono conciliabili. A questo punto la lotta “comune” all’Isis jihadista è questione secondaria, di secondo piano, un mezzo utile per portare avanti le strategie per una “conquista” complessiva della Siria. Per chi osserva lo svolgersi degli eventi in quella parte del mondo ricca di storia ma anche ricca di risorse naturali (che le grandi e piccole potenze vorrebbero accaparrarsi), la situazione appare chiara, così come “chiari” appaiono gli intenti di quanti stanno partecipando sul campo a questa guerra. La pacificazione, la stabilità sono elementi estranei alla volontà di chi spende miliardi per far piovere ordigni micidiali sul quel territorio, distruggendo e portando morte. Alla fine, si tratta di “criminal intent”, e nessuno può affermare il contrario a fronte di migliaia di vittime innocenti.

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One Thought to “Siria, schizofrenia o “criminal intent” USA?”

  1. Pierpaolo

    L’Otalia deve uscire, quanto prima, dalla NATO.

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