C’era una volta il West “democratico” e liberale

di Guido Di Stefano

Abbiamo voluto richiamare l’opera  di Sergio Leone “C’era una volta il west”: un vero capolavoro epico, che trascende i confini del western (all’italiana e non solo).

   Dolore e morte sono ovattati in una atmosfera di poesia, libertà, speranza, eroismo quotidiano: la vita è dedicata alla costruzione di un più luminoso futuro.

   Una volta c’erano l’ovest e l’est.

   L’est ci veniva presentato come un mondo tetro e silenzioso, popolato da automi del potere e (ci dicevano) del partito. Qualche volta racconteremo anche le “trovate” demoniache che diffondevano tanti elementi “governativi” in periodo elettorale e non, dai palchi e a volte dai pulpiti.

    L’ovest era  dipinto  come il paradiso in terra dagli organi ufficiali e come anticamera dell’inferno dai contestatori: entrambi però con spiccato spirito manicheistico collocavano tutti i buoni dalla loro parte e tutti i cattivi dall’altra.

    Però si poteva anche dissentire: attività svolta diligentemente in funzione demolitiva più che costruttiva.

C’era la libertà a ovest; e molti (singoli, gruppi, associazioni, istituzioni, ecc.) la violentavano e ne abusavano travolgendo la libertà  degli altri.

C’era la democrazia; e tanti la spingevano verso la demagogia, terreno fertile per le cattive piante dell’anarchia e della dittatura (almeno così profetizzava  Platone nei “ritagli” dei suoi pensieri mai studiati).

C’era la speranza; e certi “mestatori” la esasperavano fino alle più fantascientifiche e cosmiche utopie.

C’erano i pacifisti, anzi dilagavano i pacifisti; e il loro motto base era molto accattivante: “Basta con la pace all’ombra dei missili”.

E c’erano delle ideologie ben precise in ogni schieramento, in ogni partito, in ogni gruppo e gruppuscolo: giuste o sbagliate, ma c’erano.

    E nel clamore generale forse nessuno ricordava che ogni forma di governo ha i suoi cicli evolutivi. O

 forse non furono ben valutati dei particolari accadimenti, piccoli movimenti anche lontani coperti (o sminuiti) dalle tragedie di due guerre mondiali.

   L’est vide la nascita della Unione Sovietica (URSS) nel corso della prima guerra mondiale (anno 1917) e non abbiamo al momento notizie certe sui primi veri segnali di “decadimento” dell’impero sovietico.

   A ovest qualche passaggio  si riesce a ricostruire.

Il  4 luglio 1776 sbocciò la dichiarazione di indipendenza americana e le ex-colonie inglesi intrapresero un grande cammino di crescita democratica. Ed ecco che il 23 dicembre 1913 sin apre un nuovo sentiero (non previsto dai padri costituenti): viene approvato il Federal Reserve Act che sancisce la nascita della Fed: Cos’è la Fed? Una struttura privata, una banca centrale (privata e) indipendente dal governo (elettivo) USA. Ci suona strano (ma non troppo) che in un organismo privato e indipendente tante cariche sono assegnate dal presidente della Repubblica: ma noi Italiani e Siciliani ci siamo abituati. Comunque si può affermare che con la creazione della Fed lo stato americano ha abdicato dalla sua potestà sovrana di battere moneta. Anche noi ci siamo adeguati per virtù nostra e per virtù UE.

    E’ stata la consacrazione ufficiale dei poteri finanziari-economici, che, mentre ancora sanguinavano le ferite della seconda guerra mondiale, tramite qualche loro esponente proclamavano la loro capacità di costituire il “nuovo ordine” universale.

    Da qualche parte si dice che J.F. Kennedy avesse preso coscienza del crescente strapotere della Fed e volesse trovarvi una soluzione. La fatalità (1963)  ha voluto che non potesse completare il suo mandato.

   Il tempo ha continuato a fluire.

Abbiamo conosciuto o subito tanti politici, alcuni semplici meteore, altri inamovibili mummie. E anche contestazioni a non finire, molte anti-occidente e “anti-americane” nel dettaglio (specie quelle contro l’ombra dei missili). Nel frattempo il potere economici finanziario è cresciuto in potenza  e calato nel rispetti dell’umanità.

    E miracolosamente molti  anti-americani di ieri sono oggi i più “fidati” sostenitori di USA e NATO e connessi programmi “neocon”: anche se di provata (a suo tempo) fede comunista.

Ora i missili non ci fanno più ombra perché li abbiamo “sotto il letto o sotto il sedere”!

Ora i “capitali” non sono demoniaci!

Ora democrazia vuol dire ubbidire a USA e NATO!

Ora si gode della massima libertà di assentire o tacere con un magnifico sorriso scolpito in faccia!

    E noi Siciliani siamo costretti a seguire le orme dell’italico governo che non si decide a precedere gli altri per la tutela delle sue genti, delle sue terre e dei suoi interessi.

    C’è da riflettere. Renzi si dichiara pronto a farci guerreggiare dove capita (anche in Siria dove opera la Russia) per fare felice il caro Obama; Jean-Claude Junker a Berlino avrebbe dichiarato  che noi (Europei) dobbiamo essere pragmatici con la Russia , che ci piaccia o meno. Ed ha aggiunto che non possiamo permettere che le nostre relazioni con la Russia siano dettate da Washington.

    Sembra che anche i Turchi non siano disposti a troncare con la Russia per ingraziarsi gli Yankees.

    E i nostri eroi delle contestazioni anti-occidente, anti-USA, anti-NATO si dilettano a mettere le nostre risorse, le nostre vite, il nostro futuro al servizio di  oscure cause e oscuri personaggi che parlano ripetutamente di un oscuro “ordine nuovo”, impossibile però da attuarsi nell’unipolarità di visione dei suoi credenti là dove il mondo necessita di multipolarità rispettosa di ogni realtà e identità.

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