La Gran Bretagna manda in tilt Catania

bomba-contrada-junghettoDi Vittorio Spada

Una bomba sganciata  da un aereo della RAF inglese nella campagne vicine agli aeroporti di Catania, Gerbini e Sigonella, rinvenuta tre settimane addietro, è riuscita a mettere in tilt dopo settantadue anni i trasporti del capoluogo etneo: ieri chiuso dalle ore 8 alle ore 13 lo scalo di Fontanarossa, interrotto il traffico sulla linea ferroviaria Catania-Palermo, diverse arterie stradali bloccate, intere aree fatte sgomberare per motivi precauzionali per procedere al  “brillamento” dell’ordigno bellico di un centinaio di chili.

La bomba è stata rinvenuta in contrada Junghetto, fondo 12, una località in realtà non tanto prossima all’aeroporto, ma la Prefettura con sua ordinanza ha disposto che le operazioni di disinnesco avrebbero dovuto avere inizio solo dopo che il Funzionario di Pubblica Sicurezza avesse comunicato al Coordinamento Operazione l’avvenuta e completa evacuazione della zona considerata in stato d’emergenza. I Vigili del Fuoco hanno fornito agli artificieri del Quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo il supporto logistico e tecnico per l’operazione.

Dunque, voli cancellati o dirottati su altri scali, convogli ferroviari fermi, traffico “ko” nella periferia a sud di Catania interdetta a partire dalle 7 del mattino, difficoltà per le attività commerciali delle imprese per gli stabilimenti e fabbricati ricadenti nella “zona rossa”.  Inoltre numerosi posti di blocco (Polizia Stradale, chiusura della rampa di accesso sulla SS 417 posta sulla SS192 al km80+650; posto di blocco della Finanza con la chiusura dello svincolo sulla SS 192 al km 80+200 in direzione Caltagirone-Gela; posto di blocco Carabinierii, incrocio con strada comunale San Martino; posto di blocco Polizia sulla SS 417 con chiusura della rotatoria al km 66+350 direzione Gela-Caltagirone-Catania; posto di blocco Polizia Municipale Catania in contrada Junghetto vicino ai Mercati Generali; presidio dei Carabinieri sulla SS 417 con deviazione sulla rotatoria al km62+700 direzione Gela-Caltagirone-Catania) hanno assicurato che il traffico veicolare venisse convogliato nella massima sicurezza. Un impiego di uomini e mezzi non indifferente.

In molti hanno sostenuto che le misure di prevenzione siano state eccessive: non è la prima volta che viene rinvenuto un ordigno bellico della seconda guerra mondiale, ma è la prima volta che vengono adottate misure simili a quelle di ieri.

Ora c’è chi chiede a chi bisogna rivolgersi per il risarcimento “danni” per i disagi provocati dalla bomba inglese del 1943: alla Gran Bretagna o al ministero della Difesa italiano al quale competeva, conclusasi la seconda guerra mondiale, l’onere di bonificare i teatri di battaglia?

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