Il “potere” delle segreterie politiche

consiglio-regionale-lazio1Di Salvo Barbagallo

Il “fenomeno” non è soltanto siciliano ma riteniamo possa riguardare tutta Italia: il “potere” delle segreterie politiche (o pseudo tali) si è accresciuto esponenzialmente di pari passo con l’assenteismo elettorale. Con il crollo delle strutture dei partiti cosiddetti tradizionali (quelli, cioè, che hanno caratterizzato il recente passato), con il proliferare di “nuove” aggregazioni (spesso trasversali), hanno preso una rinnovata vita le segreterie “personali”, quelle dei leader (grandi e piccoli, nazionali e locali). Segreterie che, in qualunque ora del giorno (escluse quasi sempre sabato e domenica) registrano un via vai di postulanti, che “chiedono” questo o quel favore: migliaia e migliaia di persone (l’etichetta politica senza più senso) che hanno necessità di risolvere modesti o meno modesti problemi familiari. Nella maggior parte le “richieste” che vengono fatte nelle segreterie riguardano occupazione e lavoro.

E’ un via vai continuo, ininterrotto, variegato  di umanità che fluttua da una segreteria e l’altra nella speranza di vedere accolte le proprie istanze: questa è la “molla” principale che fa scattare il clientelismo. No, non oseremmo definirlo compromesso di “voto di scambio” fra chi può dare e chi ha necessità di ricevere, ma solo opportunismo da parte di chi detiene un potere, a qualunque livello esso si possa mostrare. Il “dare risposte”, cioè riuscire ad “accontentare” un postulante, è stata la forza che fece “grande” la Democrazia Cristiana e, dopo,  i partiti che l’affiancarono nei vari governi. Un postulante viene definito (o per meglio dire, “classificato”) con una precisa “caratura”: quanti voti riesce a portare al leader che rappresenta “quella” determinata segreteria (periferica o centrale). In base alla posizione che occupa nei registri della segreteria, il postulante viene gratificato nella sua richiesta. Dalla periferia al centro, il meccanismo è sempre eguale, e mentre più si sale nella scala gerarchica più aumentano le trasversalità politiche che portano ad “accomodamenti” di varia natura nella gestione della cosa pubblica.

Nella realtà odierna è la forza delle segreterie che riesce a esprimere un premier, un ministro, un sottosegretario: valgono per ciò che riescono a dare. In queste condizioni l’assenteismo al voto continuerà crescere, grazie alla “provocata” disaffezione del cittadino ai rappresentanti delle istituzioni. In queste condizioni è stato consequenziale raggiungere un 40 per cento di “quel” cinquanta per cento di votanti.

Gli imprevisti, come è accaduto nelle recenti elezioni regionali, possono pur sempre verificarsi, anche se forte resta e resterà a lungo il potere delle segreterie particolari.

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