Cristiana Capotondi e Alessandro Genovesi parlano di “Soap opera”

collagecri.jpgDi Elena Atalmi

Capelli rossi, mossi, muso da cerbiatto con lunghe ciglia cadenti su un paio d’occhi chiari, verde azzurro. L’espressione si barcamena tra cenni di timidezza, quasi recitasse la parte d’una Cappuccetto smarrita nel bosco, mentre insorgono velati sorrisetti maliziosi. L’alternarsi termina con la fuga schiva del cerbiatto: e vince, agli occhi del pubblico, una timidezza affettata.

Cristiana Capotondi, attrice, famosa per i freschi ruoli d’adolescente tipo in “Notte prima degli esami” e “Come tu mi vuoi”, un classico per i piccoli scavezzacollo che il sabato si riuniscono in comitiva e ingurgitano popcorn davanti al grande schermo, è un po’ in ritardo ma finalmente arriva. Il pubblico l’accoglie con grida di giubilo. Il breve incontro, finalizzato alla presentazione del prossimo film che la vede protagonista, “Soap opera”, viene subito aperto da uno scherzoso backstage, coi faccioni sorridenti di attori noti a chiunque possegga un televisore in Italia: Fabio De Luigi, Ricky Memphis, Ale e Franz, etc.

Il regista è Alessandro Genovesi, calvo, barbetta, con baffi corti da gatto che suona la tromba a ritmo jazz (avete presente Gli Aristogatti?): “Dire che sarà un film commerciale non mi spaventa. Commerciale non è una brutta parola! Vuol dire che ha assunto un ruolo sociale, che la gente lo guarda. Preferisco le folle all’élite”. L’incontro prosegue con commenti prevedibili riguardo l’atmosfera sul set: “E’ un mondo goliardico”, si afferma, “di allegra complicità fra colleghi, come in una quinta liceo”. Dopo aver trasfigurato il liceo in un fiabesco parco divertimenti, il regista si spertica in un astruso paragone sulla musica, dall’orchestra alle partiture, perdendo il filo del discorso. Evito di prendere appunti, durante questo spericolato volo pindarico! Ride e si scusa. Si prosegue, rivolgendosi alla Capotondi. Si scusa anche lei, per cominciare, “di questo vestitino confetto da battesimo di bambino maschio”. “Non sembra” sorride “ma sono dell’80 e ho anche io la mia età!”. In effetti Cristiana possiede un viso da eterna adolescente, che s’accompagna al fisico magro ed asciutto. Chissà quanto pagherebbero le case produttrici di cosmetici per un po’ del suo nettare d’ambrosia! “Ah!” si sorprende chi la intervista: “Età da marito”. Ride Cristiana: “Perché? Sono arrivata indenne fino ad adesso!”.

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