Governo: da psicodramma a pochade

Letta, ringrazio e sono vicino a senatrice De PinDi Salvo Barbagallo

 

La giornata politica nazionale, quella della “fiducia” al Governo Letta, è stata definita da autorevoli (e no) personaggi, una “giornata storica”. Non si comprende pienamente il significato di “storico”, cosa sia accaduto di veramente “storico” nel “mercoledì” di Letta o di Berlusconi là dove si sono riscontrate principalmente le convulsioni della destra italiana e la cosiddetta retromarcia di Berlusconi, definita un “travaglio”.

Forse è cambiato tutto, forse non è cambiato nulla: le conflittualità c’erano prima del mercoledì “storico”, le conflittualità ci sono ancora nel “dopo”: gli italiani – il mondo intero – guarda con disincanto alle schermaglie politiche definendole, a secondo dei punti vista, “psicodramma” o “pochade”; gli italiani vedono con tristezza e amarezza come i politici che li rappresentano affrontano la difficile realtà del Paese; gli italiani continuano a subire, senza potere reagire, l’aumento del costo della vita, una instabilità “non stop”, e con disincanto aspettano che la scena cambi, ma il “cambiamento”, alla fine, non c’è, non ci sarà.

Che Berlusconi riesca a ricompattare i dissidenti o non ci riesca, diventa un evento secondario, così come e in egual maniera se i dissidenti ci compattino in una nuova compagine o confluiscano in qualcuna esistente, diventa un fatto marginale. Il contesto attuale, gli eventuali sviluppi in positivo o in negativo, non fanno intravedere una prospettiva rassicurante: il leitmotiv si compendia nella confusione, nel dilettantismo delle funzioni, nella poca credibilità di chi rappresenta la collettività.

Indubbiamente dal voto di fiducia Enrico Letta esce rafforzato: non è merito suo, ma di Berlusconi e degli errori (voluti o no) che Berlusconi ha commesso. Berlusconi è uscito sconfitto da questa ulteriore prova di forza? No, Berlusconi era “già” sconfitto, era stato “già” sconfitto. Non ha avuto (e non c’era bisogno) il “colpo di grazia”. Letta oggi è più forte? Le vittorie, quasi sempre, si ottengono più per gli errori che commettono le controparti, che per le capacità che si posseggono.

All’orizzonte si profila una nuova DC? Ridicolo: la DC non è mai morta, i suoi uomini sono stati sempre vitali anche se hanno indossato casacche di altro colore e, spesso, hanno determinato il corso degli accadimenti di questa Repubblica.

Tutto cambia per lasciare le cose come erano prima.

Così è, se vi pare.

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