Sbarchi clandestini: in Sicilia è una storia senza fine

clandestini3-400x215Di Salvo Barbagallo

E’ una storia senza fine quella degli sbarchi di clandestini in Sicilia. Una storia che in certe giornate arriva all’attenzione nazionale, nella maggior parte dei casi passa inosservata sia per l’incalzare di avvenimenti più gravi – vedi la vicenda Berlusconi che monopolizza i giornali, o la pericolosa situazione  in Egitto che mette a rischio anche migliaia di vacanzieri italiani -, sia perché la gente è stanca di apprendere costantemente notizie negative, senza possibilità di sentire cose buone. Alla fine si cade nell’indifferenza e poco importa dei migranti che continuamente vengono tratti in salvo, così come in realtà poco importa che il Governo Letta regga o si vada a nuove elezioni.

Una storia senza fine, dunque, quella che sta vivendo l’Italia in un agosto che presenta pure condizioni meteo di perenne instabilità, dal caldo nord africano, ai terribili temporali circoscritti in zone interne del Paese, da nord a sud. Ogni cosa appare sotto il segno dell’instabilità.

Passato e dimenticato il momento dei “complimenti”  per la solidarietà dimostrata dei bagnanti  che in località Morghella, a Pachino, formando una catena umana hanno coadiuvato la Guardia Costiera per trarre in salvo 160 migranti (tra i quali donne in stato interessante e decine di bambini), i nuovi sbarchi, per adesso, non fanno “notizia”. Nessuno dice “Questa è l’immagine dell’Italia che vogliamo”, ma la solidarietà in Sicilia per i clandestini è “non stop”, non un fatto occasionale. Nelle ultime 48 ore  altri centinaia di migranti sono stati soccorsi, in due diverse operazioni della Guardia costiera, al largo delle coste siciliane. Un gommone con 95 persone a bordo (tra cui 20 donne di cui 4 incinte ed un neonato) sono stati portati a Pozzallo;  a 40 miglia a sud di Lampedusa un barcone in legno con 157 persone a bordo (tra di loro ci sono 16 donne e 5 bimbi) è stato soccorso dalla nave “Bettiga” della Marina militare.

Il Centro di Prima accoglienza di Pozzallo è ormai al collasso: nelle ultime 48 ore sono stati 393 gli extracomunitari accolti mentre il Centro ha una capienza massima di 130 persone.

Il sindaco di Pozzallo Ammatuna lancia un appello al Governo: “Siamo totalmente dimenticati dalle autorità. Pozzallo e Portopalo sono i nuovi approdi, hanno bisogno di essere attenzionati. Invito il Ministro a venire di persona, per rendersi conto di ciò che accade. Il comune di Pozzallo vanta un credito di oltre 650 mila euro con lo Stato, eppure continuiamo ad anticipare soldi per i pasti e per gli indumenti di chi arriva qui da noi”.

La collettività di Pozzallo, da sempre immensamente ospitale, ora è molto stanca. “Da Roma – afferma ancora il sindaco di Pozzallo – nessuno si accorge di noi. Questa situazione, così  com’è, non può continuare“.

C’è da chiedersi il perché cresce la sfiducia nelle Istituzioni? Le “Istituzioni” sono una entità astratta: sono gli Uomini delle Istituzioni che devono affrontare i problemi del quotidiano. Il Paese attende risposte concrete, ma invece è costretto ad assistere alla guerriglia fra le parti politiche, agli sproloqui di questo o quell’altro personaggio politico che si definisce magari “leader”, ma quanto ad assumersi responsabilità manco a parlarne…

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