Real Time Imaging presentata a Taormina

di Nello Cristaudo

La “Real Time Imaging”, un nuovo e moderno  strumento diagnostico, capace di sostituire  la risonanza magnetica, è stata presentata nei giorni scorsi, a Taormina al  “One Day Meeting”   della Divisione di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica  su iniziativa del Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo-Bambino Gesù Taormina.

A spiegare i benefici derivanti dall’innovativo macchinario è stato il dottor Andrew Taylor, radiologo, competente e navigato esperto di immagini del sistema cardiovascolare, fondatore del Centre for Cardiovascular MR al Great Ormond Street Hospital, il più grande ospedale pediatrico del Regno Unito, direttore della  Divisione cardiorespiratoria dello stesso ospedale londinese e capo del Cardiovascular Imaging all’Istituto di Scienze Cardiovascolari dello stesso GOSH di Londra, oltre che docente al Cardiovascular Imaging dell’University College London.

medici cardiochirurghiMa di cosa si tratta? Ci viene spiegato che con questa nuova metodica, grazie all’utilizzo di una nuova tecnica meno invasiva, in appena quindici minuti contro gli attuali 60, sarà possibile effettuare una scansione diagnostica esaustiva dal punto di vista clinico nei piccoli pazienti affetti da cardiopatie. In pratica, permette di catturare immagini in maniera più rapida del solito attraverso determinate sequenze “accelerate”. Un vantaggio sia per il bambino, che dovrà rimanere sotto esame solo pochi minuti e senza essere sottoposto ad anestesia per restare fermo, sia per il medico che potrà ottimizzare i tempi ed eseguire gli studi necessari soprattutto su pazienti affetti da cardiopatie congenite, che siano in condizioni critiche, poco collaboranti o in presenza di aritmie cardiache che alterano la qualità degli esami.

Ma oltre a questo miglioramento,  la nuova Risonanza sarà resa meno sgradevole grazie ad alcuni artifizi tra i quali l’inserimento, al suo interno, di “accessori” che rendano più confortevole la permanenza del bambino, come ad esempio la proiezione di video e la compagnia di un genitore.

«Il nostro motto è quello di fare le cose il più velocemente possibile – ha affermato il dottor Taylor – Se pensiamo che per effettuare una comune Risonanza Magnetica ci vogliono dai 40 ai 60 minuti di tempo, con la “Real Time Imaging” non abbiamo neanche bisogno di sedare i bambini, perché facciamo tutto rapidamente e con l’aiuto di un genitore. Al Gosh, abbiamo provato con una bambina di due anni sdraiata insieme al padre mentre guardava il video del suo cartone preferito. La piccola era talmente distratta dal film che non si è accorta di nulla. Pensate che ha anche protestato quando abbiamo arrestato il video alla conclusione dell’esame, non era ancora finito!».

Attualmente  la tecnica è utilizzata nella ricerca scientifica soltanto a Londra, ma molto presto, potrebbe essere estesa anche in Italia, e quindi anche al CCPM, adattando gli apparecchi già disponibili nelle strutture ospedaliere. Oltre al dott. Taylor, all’appuntamento taorminese, era presente un altro scienziato di fama mondiale, anch’egli  inglese, il prof. Robert Anderson, anatomopatologo, luminare delle cardiopatie congenite e inventore di una delle classificazioni più considerate nella comunità scientifica riguardo le malformazioni congenite del cuore, la cosiddetta diagnosi sequenziale.  Il prof. Anderson, che ha lavorato all’Institute of Child Health del Great Ormond Street Hospital (GOSH) di Londra, è coinvolto nelle ricerche di settore in importanti università soprattutto inglesi e americane. “Gli enormi passi in avanti eseguiti riguardo le cure intensive e le diagnosi delle cardiopatie congenite ci fa ben sperare per il futuro” – ha spiegato Robert Anderson. E continuando ci dice: “Se si considera che nel 1974, anno in cui muovevo i primi passi nello studio dei fattori genetici delle cardiopatie congenite, moriva un bambino su cinque di quelli colpiti da questo tipo di grave malformazione, mentre adesso la mortalità è pari a zero tranne che nei casi particolarmente difficili, si può avere la precisa percezione dell’eccellenza dei risultati raggiunti. La Sicilia ha un bacino di bambini importante –ha proseguito- in Gran Bretagna c’è un centro di cardiochirurgia e cardiologia pediatrica ogni 5 milioni di abitanti, proprio quanto la popolazione siciliana. Taormina ha un eccellente team medico e le strumentazioni adatte, il vostro centro insieme all’ospedale Bambino Gesù di Roma sta facendo esattamente ciò che deve essere fatto in questo campo per la cura dei piccoli pazienti”.  Gli studiosi inglesi si sono confrontati con i medici siciliani provenienti da tutta la Sicilia. Oltre ai sanitari del CCPM e del Bambino Gesù, con in testa il direttore del CCPM dott. Fiore Iorio, il direttore sanitario del Bambino Gesù di Roma dott. Massimiliano Raponi e il direttore scientifico dott. Bruno Dallapiccola, era presente, tra gli altri, anche il dott. Calogero Comparato direttore della Cardiologia pediatrica dell’ospedale Di Cristina di Palermo. In particolare, nel corso del “One Day Meeting” si è parlato di due tra le cardiopatie congenite più frequenti, la Tetralogia di Fallot e la Bicuspidia Aortica che prevedono un continuo e intenso follow-up dal periodo neonatale all’età adulta. Subito dopo il Meeting, i due scienziati inglesi hanno visitato il Centro Cardiologico taorminese, accompagnati dai clinici del CCPM e, quindi, il prof. Anderson ha illustrato ai medici alcune slides sul lavoro svolto, nella sala riunioni del Centro. Un esempio di eccellenza del tanto chiacchierato sistema sanitario siciliana, spesso assurto alle cronache per episodi di mala sanità.

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