A Catania si presenta “Ultima Dea” di Rita Cocuzza

Ultima Dea”, un titolo emblematico e misterioso per l’ultimo romanzo della scrittrice Rita Cocuzza, edito Erga Edizioni, avvincente, psicologico, dotato di un particolare fascino che origina dalla capacità di sprofondare senza pudore nella mente dei personaggi che animano la trama. 

“Ultima Dea” sarà presentato domani sabato 24 settembre, ore 17.30 nella scala Scuderie del Museo Civico Castello Ursino di  Catania. L’autrice ne discuterà con il giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso e la professoressa Amalia Mannino, docente di Lettere al Liceo M. Cutelli. A leggere alcuni brani, sarà attrice Berta Ceglie. All’incontro, moderato dalla giornalista Letizia Carrara, interverrà anche l’art photography Nicoletta Fontana, che ha firmato l’immagine di copertina. La collaborazione di Rita Cocuzza con Erga Edizioni di Genova è nata l’anno scorso, con la pubblicazione del racconto “L’amica ritrovata”, scritto a quattro mani con Nicoletta Fontana, pubblicato in “Genesi del mondo nuovo”, libro polisensoriale con testi, video, musica e immagini dei vincitori del concorso creailtuolibro.com.  Anche “’Ultima Dea” è disponibile in versione Audiolibro scaricando l’app Vesepia. Risale al 2009, invece, il primo romanzo di Rita Cocuzza, dal titolo “Vòltati”, edito dalla casa editrice Aracne, in cui indaga con acutezza l’evoluzione del “sentimento” nel nuovo millennio, legato alla profondità e al corpo femminili.
“Ultima Dea”, parte da una terra di miti, all’ombra di un vulcano fumante, la Sicilia, in cui misteriose divinità ctonie, custodi dei segreti femminili, d’una magia oscura e di riti antichi, camminano tra noi. Donne, sorelle, madri, la cui identità si svela a poco a poco, esempi che ci consentono di fare chiarezza nei nostri sentimenti. E ci guidano in quel percorso di cambiamento e crescita che è l’esistenza.

Quanto profondo, assoluto, dev’essere un amore per essere considerato perfetto? E quanto c’è di divino e di soprannaturale in esso? O di umano, nel possesso e nel dono di sé? Sono questi, tutti interrogativi che percorrono il romanzo, sviluppandosi attorno alla vita della protagonista Stella, ai suoi cambiamenti, ai suoi amori e alle sue passioni, seguendo il corso del suo viaggio. Un viaggio metaforico, che porterà lei, ma anche il lettore, a smarrirsi per ritrovarsi.   

“Quante Verità possono esistere? Quante forme di Bellezza?” Si interroga Matteo Pastorino, psicologo e scrittore, che ha firmato la prefazione. “L’anima e il corpo della protagonista Stella si fondono, talvolta pare quasi che si scambino di posto, nell’assecondare la sua incredibile capacità di provare emozioni e sentimenti.  Sensazioni vivide e moti del cuore così forti da annullare la ragione, da sottometterla letteralmente al corpo e a tutto ciò che su di esso possiamo fare, dall’amore alla follia. Il desiderio che si articola fra mente e corpo è forse quel posto in cui troveremo davvero noi stessi per la prima volta e, soprattutto, nella maniera più esaustiva… Lasciamo che sia Stella a condurci laggiù”.

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