Da domani a Roma il “SalinaDocFest”

Domani, giovedì 30 giugno, parte alla Casa del Cinema di Roma la XVI edizione del SalinaDocFest. Dopo l’incontro dedicato alle ore 11.00 (Sala Deluxe) a “MEMORIA E GENERAZIONI. Scuola e Cittadinanza nell’impegno di Palumbo Editore” – a cui parteciperanno il giornalista di Report Paolo Mondani e Salvatore Cusimano (ex direttore Rai Sicilia), autore del reportage “I semi del ’92”, sulle stragi di Capaci, produzione Palumbo – comincia ufficialmente il  Concorso Internazionale SDF  “Diaspore Incontri e Metamorfosi”, con la proiezione alle ore 15.00 di “Terykony” (Boney Piles), regia di Taras Tomenko (Ucraina 2022, 80’), un appello alla pace e alla speranza tra giochi e macerie, nel racconto della vita di due bambini del Donbass, in guerra dal 2014, e alle ore 16.30 di “Ma vie en papier” (My paper life), regia di Vira Dena(Belgio/Francia/Iran 2022, 81’), in cui una famiglia siriana rifugiata a Bruxelles rivive il trauma della fuga e immagina il suo futuro, in un ritratto intimo fatto di disegni animati, canzoni e parole. Entrambi i film – i primi in calendario tra i sei selezionati da Antonio Pezzuto, Annamaria Pasetti e Paola Cassano – sono anteprime nazionali.

Al documentario di animazione è dedicata una importante finestra tematica del festival, intitolata “Le metamorfosi del linguaggio del reale.” La sezione sarà al centro della programmazione serale nel Teatro all’Aperto Ettore Scola. Si comincia alle ore 21.30 di giovedì 30 con la proiezione di “Flee” (Fuggire), il film di Jonas Poher Rasmussen candidato all’Oscar nel 2022, e si continua venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 luglio dalle ore 11 alle ore 13 alla Sala Deluxe, con tre masterclass su una tecnica espressiva che, negli ultimi anni, ha contribuito ad avvicinare il documentario anche al pubblico più popolare. Ai partecipanti saranno consegnati un gadget con attestato frequenza e card SALINA. Autori e autrici di cinema e graphic novel si confronteranno sul rapporto tra racconto disegnato e traccia documentaria durante le masterclass quotidiane a cura di Ludovica Fales. Sarà possibile incontrare il grande maestro del fumetto Vittorio Giardino, insieme al critico Oscar Cosulich (1° luglio), con un’introduzione intitolata “Da Persepolis a Flee, da Valzer con Bashir a La strada dei Samouni: quando il cartooning è più reale del reale.” Protagonisti della masterclass successive sarannoil regista Stefano Savona (2 luglio) e l’illustratore e art dirtector israeliano David Polonsky (3 luglio). Le proiezioni continueranno ogni sera con la presentazione di tre capolavori storicamente riconosciuti: “Persepolis” di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud (1° luglio) “La strada dei Samouni”di Stefano Savona (2 luglio) e “Valzer con Bashir”di Ari Folman e David Polonsky (3 luglio). “Storie vere – afferma Giovanna Taviani – alcune autobiografiche, tutte mosse da un’irruzione della soggettività nella materia narrata che rende il documentario un genere nuovo dal punto di vista del linguaggio e delle potenzialità espressive. D’altronde Agnès Varda lo dichiarava: mi metto dentro i miei film perché voglio stare ancora un po’ in mezzo a loro, in compagnia del mio pubblico. Metamorfosi del documentario e dell’umanità. Perché le diaspore, le guerre, gli espatri producono incontri, creano mutamenti.” 

Tutti gli eventi SDF 2022 – che continua fino a domenica 3 luglio con una programmazione giornaliera articolata tra le ore 11 e le ore 21.30 – sono a ingresso gratuito.

Vittorio Giardino è nato nel 1946 in Italia, e inizia la sua carriera come ingegnere elettronico. Si lancia nel fumetto nel 1978 pubblicando i suoi primi racconti su La Città Futura. Unendo le funzioni di sceneggiatore e illustratore, nel 1979 realizza la sua prima serie con il detective Sam Pezzo per il mensile Il Mago. Nel 1982, è sulle pagine di Orient Express che iniziano le avventure di Max Fridman, una spia ebrea francese, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale. Nel 1983 appaiono le prime tavole di Little Ego, un pastiche erotico ispirato a “Little Nemo” di Winsor McCay. Nel 1993 ha iniziato la serie di Jonas Fink, la storia di un ragazzo nella Cecoslovacchia degli anni ’50 sotto il regime comunista. Nel 1998 ha creato Eva Miranda, una soap-opera a fumetti. Ha realizzato anche racconti brevi, riuniti nel libro “Viaggi, sogni e segreti”. Giardino si è affermato come uno dei maggiori autori italiani, grazie alle sue qualità di narratore e al suo stile ispirato alla linea chiara. Le sue opere sono tradotte in 15 lingue e pubblicate in 18 paesi. 

Nell’immagine,_”Cartoline_da_Praga” di Vittorio Giardino

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