Città vuote, forze dell’ordine come in coprifuoco

di Salvo Barbagallo

 

Beh, diciamo che in Italia la maggior parte della popolazione si è attenuta (e si attiene) alle disposizioni governative sulla quarantena per fronteggiare il dilagare del contagio da Coronavirus e che solo una minoranza composta da insofferenti e incoscienti ha cercato di eludere le normative restrittive. Questo stato di cose può considerarsi il lato positivo della medaglia nella condizione tragica che la pandemia ha provocato. I numeri parlano chiaro: oltre 23 mila vittime nel nostro Paese, realmente incalcolabile quanti siano i contagiati che (forse) non sanno di esserlo, e quanti (purtroppo) passano a miglior vita nell’inconsapevolezza d’aver contratto il mortale virus. Paura e non soltanto “senso di dovere” verso sé stessi e verso gli altri ha costretto (e costringe ancora) le famiglie a rispettare le disposizioni impartite. L’altro lato della medaglia non è controllabile: gran parte della gente, inevitabilmente, con tanto e troppo tempo a disposizione sta a rimuginare sulla sua “nuova” condizione di trascorrere la giornata, sapendo che ne seguirà un’altra e un’altra e poi tante altre nello stesso modo. La gente, suo malgrado, sta lì a rivedere il livello economico in cui si trova, calcola i propri risparmi, fino a quando potranno durare e come potrà affrontare il “dopo”. Non c’è solo scetticismo nei confronti delle “misure” che sta prendendo o potrà prendere il Governo che sta gestendo questa drammatica fase della vita collettiva nazionale: c’è indifferenza e rigetto e le informazioni che in merito vengono fornite non rassicurano ma indispettiscono. Questa situazione drammatica appare attraverso gli scambi social, non certo da quanto viene diramato dai mass media.

Tutto sotto controllo? “Cosa” deve essere tenuto “sotto controllo”? Probabilmente il malessere che serpeggia ormai visibile, se già qualche ministro responsabile teme tumulti attribuendo, per esempio, alla mafia il volersi approfittare di ciò che accade per sobillare la popolazione. Avendo individuato un “soggetto pericoloso”, cioè la mafia, chi è responsabile ritiene d’avere circoscritto il “pericolo”? Può darsi che sia così, come può darsi che sia tutt’altra cosa: chi lo può affermare con certezza? Torniamo a riproporre le parole di Gino Lanzara di “Difesa Online”: Le notizie correlate all’andamento della situazione sono molte, e la possibilità che la loro mole confonda, più che chiarire, è palpabile. Una massa apparentemente incongrua di informazioni porta all’unico risultato di non avere un quadro chiaro, specie quando gli attori interessati rivestono ruoli egemonici, e gli interessi in gioco sono molteplici e rilevanti. Crediamo che in queste poche parole si possa racchiudere il “senso” dei giorni che stiamo tutti attraversando.

Città vuote, strade (quasi) deserte, costante la presenza delle forze dell’ordine – Polizia, Carabinieri, Finanza, Polizia locale, Esercito, eccetera- che pattugliano continuamente anche con l’ausilio dei droni, le arterie principali, posti di blocco nei punti dove si presume possano verificarsi “fughe” di spazientiti. Si registra anche qualche episodio di “intolleranza” verso cittadini isolati e no, c’è chi si chiede se era proprio indispensabile mettere in campo questo non consueto dispiego di personale “militare” dal momento che la quarantena nelle zone non “rosse” – per decreto – era stata affidata alla responsabilità dell’individuo. Indubbiamente “corretto” utilizzare gli strumenti necessari per evitare i contagi da Coronavirus, ma c’è chi si chiede se le “motivazioni” che stanno alla base delle “drastiche” decisioni possano essere anche altre. La gente se lo chiede e questo è uno dei risultati non “controllabili” della forzata “auto reclusione casalinga”.

Ora si allentano le misure restrittive e si andrà incontro a un’estate che sarà sottoposta a ulteriori regole in quanto – ecco! – c’è la previsione che in autunno i contagi cresceranno e si dovranno mettere in funzione altri strumenti restrittivi. Come dire: il “caso Coronavirus” non è chiuso e l’allentamento delle normative di quarantena è solo una fase transitoria.

Bhe! Qualcosa non torna…

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