La Pandemia arresta le esercitazioni militari in Europa?

di Salvo Barbagallo

 

Tutti in ritardo, tutti in errore – ovviamente anche noi – nell’interpretare le “cose che non tornano”? Sembrerebbe così, ma errori e quant’altro sono da attribuire a chi osserva oppure a quanti hanno il destino di intere collettività nelle mani? Non sappiamo e con la tragica situazione che tutti (e dicasi tutti) dobbiamo affrontare a questo punto, probabilmente, poca importanza ha.

Da alcuni giorni abbiamo insistito sull’anomalia delle esercitazioni militari NATO che sono state avviate sul territorio europeo – con la principale “Defencer Europe 2020” – proprio mentre in Europa e in tutto il mondo già imperversava l’epidemia del Coronavirus. Ebbene appena l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto chiaramente che di epidemia non si trattava, ma di Pandemia allora strateghi e politici forse hanno incominciato a comprendere che tali wargame erano proprio più che inopportuni. Ancora la grande stampa non fornisce informazioni più dettagliate. C’è, però, “Huffpost” che segnala L’esercito americano ha annunciato mercoledì sera (ieri sera cioè, n.d.r.) di aver deciso di ridurre la portata dell’esercizio militare Defender Europe 20 a causa dell’epidemia di coronavirus. “Dopo un’attenta revisione delle attività in corso nell’esercitazione Defender-Europa 20 e alla luce dell’epidemia causata dal coronavirus, modificheremo l’esercitazione riducendo il numero dei partecipanti americani”, ha annunciato l’esercito in un comunicato stampa. “Le attività associate all’esercizio saranno adattate di conseguenza e collaboreremo strettamente con i nostri alleati e partner per raggiungere gli obiettivi prioritari” stabiliti per questa esercitazione. Parallelamente, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dichiarato che i militari italiani non parteciperanno all’esercitazione Usa. “Gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare, in questo delicato momento, l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere decise dal Governo”, ha detto Guerini. “Per questo ho valutato, congiuntamente con lo Stato Maggiore della Difesa e informando il Comando Nato, di non confermare il nostro contributo all’esercitazione Defender 2020. Pur sostenendo il valore strategico dell’esercitazione, ho ritenuto opportuno mantenere massimo l’apporto delle Forze Armate in questa situazione”. “Huffpost” aggiunge anche (…) il comando europeo dello Us Army, che coordina i movimenti americani, “sta monitorando da vicino Covid-19 e sta lavorando diligentemente con i funzionari delle nazioni ospitanti mentre prosegue l’esecuzione di Defender Europe 20”, si legge sul sito ufficiale. “Per ora – si aggiunge – il virus non ha influito sull’esecuzione dell’esercitazione”, mentre è “costante” il confronto con le autorità sanitarie dei vari Paesi su cui le truppe si stanno muovendo (…).

Si apprende contemporaneamente che l’emergenza coronavirus ha portato all’annullamento totale della “Exercise Cold Response 20”, una delle maggiori esercitazioni militari tra Usa e diverse nazioni europee.  Il comando delle forze Usa in Europa ha annunciato: “La decisione è una misura precauzionale in risposta all’epidemia in corso di COVID-19  e per proteggere la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti e della popolazione locale. La salute delle nostre truppe continua ad essere una priorità assoluta e siamo impegnati a mantenere la preparazione della missione. (Beatrice Rasu su “MeteoWeb”).

In verità sono notizie che possono sfuggire nella grande tensione di questi giorni e, comunque, la visione non è perfettamente a fuoco. E di certo non crediamo a complottismi e similari. Ma appare curiosa anche un’altra notizia che proviene da Oltre Oceano che ci riporta Lorenzo Vita si “Inside Over” e che riportiamo: Una pandemia da coronavirus che avrebbe colto di sorpresa interi sistemi sanitari dopo un grosso processo di sottovalutazione del rischio. No, non è una semplice descrizione di quello che sta avvenendo, ma lo scenario di un rapporto che il Center for Strategic and International Studies aveva compilato a ottobre e che aveva presentato direttamente al Congresso degli Stati Uniti. Un rapporto estremamente simile a quanto avvenuto in queste settimane nel mondo ma che lo stesso Congresso Usa aveva sottovalutato, considerandolo sì importante ma non certo alla stregua di un’emergenza da prendere in seria considerazione.

Siamo paranoici nel ritenere che “qualcosa non torna”?

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