Vaticano-Tripoli kilometro “Zero”

Di Salvo Barbagallo

… E all’improvviso nei porti di Sicilia nessuna nave (governativa o non governativa) sbarcò migranti raccolti nel…Mediterraneo.

…E all’improvviso dai mass media scomparvero le notizie riguardanti i fuggitivi dall’altra sponda dell’ex Mare Nostrum diretti con fiammanti barconi verso le coste sudiste dell’Italia.

C’è da gridare al “miracolo”, oppure alla bravura del ministro Minniti?

Spiaggia libica

Oppure risponde a sacrosanta realtà quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters, riportata da Analisi Difesa, che In Libia un gruppo armato sta impedendo che le imbarcazioni che trasportano migranti salpino da Sabrata, città a ovest di Tripoli che è stata finora un “trampolino” per i trafficanti di esseri umani, e nell’ultimo mese ha provocato un drastico calo delle partenze, come riferiscono alcune fonti locali. La rivelazione getta nuova luce sul forte calo dell’arrivo di migranti in Italia, che è diventata la principale destinazione di migranti diretti in Europa. A luglio gli arrivi dal Nord Africa sulle coste italiane sono calati di oltre il 50% rispetto a un anno prima, e ad agosto il calo è stato finora anche maggiore. Di solito luglio e agosto sono i mesi di picco per gli sbarchi di migranti, grazie alle condizioni favorevoli in mare.

Migranti a Tripoli

Sta di fatto che è passata quasi inosservata l’informazione su “alcuni” sbarchi “fantasma” sulle spiagge dell’Agrigentino di migranti (o clandestini, come abbiamo avuto modo di scrivere nei giorni scorsi) che, abbandonate le “barchette” (non più di 8/19 metri) sull’arenile, hanno fatto perdere le loro tracce appena giunti sul territorio siciliano.

La verità è difficile da trovare, ancora più difficile interpretare l’attuale realtà.

E pur tuttavia, e nonostante le tragedie che qua e là vive l’Europa per gli attentati portati avanti dal terrorismo jihadista (attenzione, guai ad accomunarlo al termine Islam!), si scende ancora in campo sulla questione dell’accoglienza necessaria e dovuta (?) o dello Ius soli, si continua a parlare di integrazione, ovviamente trascurando tutto ciò che sta a monte (teorie del cosiddetto “complottiamo” a parte) delle vere origini del “fenomeno migrazione di massa”.

Città del Vaticano

Voci autorevoli come quelle del Pontefice Bergoglio, udendo le quali noi abbiamo un immediato e istintivo moto di autocensura che blocca automaticamente un possibile commento: come si fa a contraddire un Papa, colui che rappresenta la Chiesa e milioni e milioni di fedeli Cristiani? Noi, modesti cronisti del quotidiano, che ci siamo chiesti (senza mai dirlo) il perché fra i tanti e tanti viaggi effettuati, l’attuale Pontefice non abbia messo nella sua agenda una trasferta a Tripoli, per andare a constatare direttamente come vivono le migliaia e migliaia di esseri umani in attesa di potersi imbarcare per raggiungere quell’Italia, all’interno della quale ci sta il Vaticano, Stato sovrano, dove il Pontefice ha la sua sacra Sede. Noi, modesti cronisti, preferiamo auto-censurarci e non esprimere, in completezza, quanto pensiamo…

Ecco, però (e… fortunatamente) c’è chi non si autocensura, e dice quel che c’è da dire, nero su bianco. E noi sentiamo il dovere di riprendere e riportare quanto abbiamo letto: è il meno che possiamo fare. Forse con (poca o molta?) vigliaccheria… Ricordando soltanto che Vaticano/Tripoli è un kilometro “Zero”.


ItaliaOggi

23 agosto 2017

Diritto & Rovescio

Papa Francesco non ha solo il diritto di propagandare le idee nelle quali crede ma ne ha anche il dovere. Su questo non ci piove, come Cochi&Renato avrebbero detto quando erano famosi. Ma il Papa ha anche, come tutti (anzi, dall’alto della sua influentissima cattedra planetaria, più di tutti), l’obbligo di essere coerente con i convincimenti che predica. Domenica scorsa infatti ha detto: «Occorre assicurare a tutti i migranti un ingresso sicuro e proteggere i corridoi umanitari. È un dovere dar loro non solo lo Ius soli, ma anche lo Ius culturae». Probabilmente il Papa non ricordava di essere anche a capo di uno Stato per cui dovrebbe essere coerente e proteggere il suo corridoio umanitario, aprendo i portoni vaticani a «tutti» i migranti che volessero trovare accoglienza all’interno delle Mura leonine. E, come ricorda Serena Gana Cavallo nei Commenti, visto che l’Ospedale del Bambin Gesù è in territorio vaticano, potrebbe attuare subito lo Ius soli, concedendo la cittadinanza vaticana a chi d’ora innanzi vede la luce lì. Forse i parti aumenterebbero.

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