Merkel contro Trump, dimenticando gli armati USA in casa

di Salvo Barbagallo

 

Dopo la kermesse del G7 a Taormina, la cancelliera tedesca Angela Merkel fa la voce grossa e dice che gli USA sono inaffidabili, ed è meglio fare da soli in Europa. Donald Trump non è stato gradito in campagna elettorale, ancor meno gradito da Presidente degli States, continua ad essere osteggiato, a torto oppure a ragione, ma le radici del dissenso nei suoi confronti vengono da lontano, dalle strette amicizie consolidate nel tempo e mai dissolte, con Barack Obama e con ciò che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora. Posizione scomoda quella della Merkel e dei governi che rappresentano i Paesi dell’Unione Europea, tenuto conto, principalmente, che l’alleato principale, fino a prova contraria, è costituito dagli Stati Uniti d’America, le cui truppe fortemente armate hanno basi stabili da decenni nei vari Paesi UE. Facile a parole annunciare che si può sciogliere un legame come quello esistente, molto più complesso metterlo in pratica, anche solo “teoricamente”.

Secondo le informazioni che si possono reperire liberamente su internet, in Germania allo stato attuale sono stabili 70 basi – Air-Force, US-Navy, US-Army, con una presenza di circa 60.000 militari. La maggior parte delle Basi USA sono concentrate nelle regioni di: Baden-Wuerttemberg, Renania-Palatinato, Assia e Baviera. Tra le sedi dei Comandi più importanti figurano:

    • Ramstein (Ramstein, Rheinland-Pfalz – US-Air Force): da questo Comando dipendono i Sub-comandi di: Brasschaat (Mannheim-Sandhofen, Baden-Wuerttemberg); Patton Barracks (Heidelberg, Baden-Wuerttemberg); Stuttgart (Stuttgart-Echterdingen, Baden-Wuerttemberg); Giebelstadt (Giebelstadt-Wuerzburg, Bayern); Grafenwoehr (Grafenwoehr, Bayern); Hohenfels-CMTC (Hohenfels-Regensburg, Bayern); Katterbach Barracks (Ansbach, Bayern); Storck Barracks (Illesheim, Bayern); Schweinfurt-Conn Barracks (Schweinfurt, Bayern); Armstrong Army Heliport (Buedingen, Hessen); Hanau-Fliegerhorst (Hanau, Hessen); Wiesbaden (Wiesbaden-Erbenheim, Hessen); Rhein-Main (Frankfurt/Main, Hessen); Geilenkirchen (Teveren, Nordrhein-Westfalen); Ramstein (Ramstein, Rheinland-Pfalz); Sembach (Kaiserslautern, Rheinland-Pfalz); Einsiedlerhof (Kaiserslautern, Rheinland-Pfalz); nonché le Basi aere di: Ramstein-Landstuhl (Ramstein, Rheinland-Pfalz); Rhein-Main Frankfurt, Spangdahlem (Spangdahlem, Rheinland-Pfalz), Büchel e Siegenburg-Mühlausen;
    • Heidelberg (località: Heidelberg; regione: Baden-Wuerttemberg – US-Army) – Divisioni: 1st Armored Division, Weisbaden; 1st Infantry Division, Wurzburg; 2nd Brigade, 1st Armored Division, Buamholder; 7th Army Reserve Command (ARCOM), Schwetzingen; Corpi d’Armata: Vº Corps, Heidelberg; Comandi: U.S. Army Europe (USAREUR); Combat Maneuver Training Center; Landstuhl Regional Medical Center; nonché le caserme: Hammonds Barracks, Campbell Barraks, Tompkins Barracks, Stem Barracks, Hammond Barracks – più 10 altri insediamenti della US-Army;
    • Brasschaat (Mannheim-Sandhofen, Baden-Wuerttemberg), con le seguenti caserme: Coleman Barracks, Spinelli Barracks, Turley Barracks, Sullivan Barracks, Funari Barracks – più altri 11 insediamenti US-Army nella stessa regione;
    • Stuttgart (Stuttgart-Echterdingen, Baden-Wuerttemberg – US-Army), con le seguenti caserme: Kelley Barracks, Robinson Barracks, Patch Barracks– più altri 13 insediamenti US-Army;
    • Hanau (Hanau, Hessen – US-Army), con le seguenti caserme: Argonen Barracks, Fliegerhorst Barracks, Pionier Barracks, Utier Barracks, Wolfgang Barracks, Yorkhof Barracks – più altri 6 insediamenti US-Army;
    • Wiesbaden (Wiesbaden-Erbenheim, Hessen), Comando Intelligence Militare – più altri 9 insediamenti US-Army;
    • Rhein-Main (Frankfurt/Main, Hessen) – almeno 2 insediamenti US-Army e 2 US-Air Force;
    • Einsiedlerhof (Kaiserslautern, Rheinland-Pfalz) con le seguenti caserme: la GE-642 Armoured-Forces Barracks, Danner Barracks, Pulaski Barracks, Rhine Barracks, Kleber Barracks – più altri 8 insediamenti US-Army e 4 US-Air Force;

Inoltre i Distaccamenti: Pendleton Barracks di Giessen (US-Army); Sheridan Barracks di Garmisch (US-Army); Larson Barracks di Kitzingen (US-Army); Johnson Barracks di Nürnberg (US-Army); Rose Barracks di Bad Kreuznach (US-Army); Pond Barracks di Amberg (US-Army); Warner Barracks di Bamberg (US-Army); Storck Barracks di Windsheim (US-Army); Smith Barracks di Baumholder (US-Army); McCully Barracks di Mainz (US-Army); Ledward Barracks di Schweinfurt (US-Army); Amstrong Barracks di Dexheim (US-Army); Anderson Barracks di Büdingen (US-Army); l‘Eliporto di Landstuhl (US-Army), ecc.

In realtà alla Merkel non è che sono sgraditi gli USA, ma solo il loro Presidente Donald Trump, che ritiene “inaffidabile”. Di certo “inaffidabile” perché fuori dagli “schemi” usuali, noti e accettati da sempre, dei precedenti leader statunitensi con i quali i rapporti erano definiti con determinazione quasi “germanica”.

La presa di posizione di Angela Merkel deve, necessariamente, essere attenzionata in quanto la cancelliera tedesca tende a coinvolgere tutti i Paesi UE, Italia compresa in prima linea, in una strategia di forte opposizione anti-USA (cioè, precisamente, anti-Trump). In teoria (molto in teoria) una svolta interessante, se non fosse che appare chiaro il disegno prospettico di una Germania che vuole porsi come leader incontrastato dei Paesi dell’area Euro Mediterranea. Cioè, dalla padella nella brace, per non dimenticare i trascorsi storici “egemonici” Hitleriani che portarono alla Seconda guerra mondiale.

La presenza militare degli USA in Europa (in Germania e in Italia, in particolare) è radicata da decenni e decenni, praticamente “inamovibile” tenuto conto dei forti investimenti (sul piano militare) che gli States hanno fatto anche recentemente. Basti ricordare gli elevatissimi costi per la realizzazione degli impianti strategici satellitari del MUOS di Niscemi e i progressivi potenziamenti degli arsenali bellici nella basi della Sicilia.

L’ininfluente Governo italiano, che palesamente grazie all’ex premier Matteo Renzi ha osteggiato la candidatura di Donald Trump, ora si ritrova con un alleato (gli USA) il cui vertice viene considerato “anomalo” e “inaffidabile”. Quale prospettiva si proporrà l’Italia? Quella che indica la Merkel, o quella dei continui e costanti compromessi che, alla fine, sono soltanto nocivi in un processo dove la “stabilità” diventa una utopia?

La fase socio-politica-economica prebellica che si sta attraversando porrà l’attuale Governo del nostro Paese a effettuare delle scelte, in un momento in cui si decide su elezioni anticipate proprio su un prospettato “modello tedesco”. Non c’è che dire. Il tutto, poi, nell’indifferenza di una collettività che non ha concreti punti di riferimento…

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