G7 sicurezza: su Taormina anche gli Eurofighter. E i carri armati dove li mettiamo?….

di Salvo Barbagallo

 

Abbiamo timore a scrivere, abbiamo timore d’essere fraintesi, abbiamo timore di esprimere magari opinioni diverse da quelle correnti, abbiamo timore che l’ironia possa essere scambiata per irriverenza, abbiamo timore che il raccapriccio possa essere interpretato con la paura, abbiamo tanti altri timori che non riusciamo ad esprimere per non essere tacciati di insensibilità verso problemi che vanno oltre (molto oltre) la portata della comprensione comune.

Troppi timori, dopo l’ultimo (ennesimo) attentato jihadista, quello che ha provocato la strage dei ragazzini a Manchester: abbiamo timore a usare i termini “attentato di matrice islamista” che potrebbe essere preso come l’oltraggio a una religione, mentre così non è, perché quei termini si intendono come “manipolazione” di una religione da parte di criminali più o meno organizzati che nascondono i loro intenti delittuosi e destabilizzanti dietro estrapolazioni di frasi che nel loro complesso hanno significati diversi.

In queste condizioni diventa difficile evidenziare gli aspetti di “ricaduta” da tragici eventi su eventi in corso, e pur tuttavia non ci si può sottrarre a mettere in mostra contraddizioni, strumentalizzazioni, esibizionismi, sprechi di energie umane ed economiche a fronte di situazioni delle quali si conoscono le vere nature, le reali origini, che dovrebbero essere affrontate con altri strumenti (noti) per essere risolte.

Così, alla vigilia delle giornate cruciali del G7 a Taormina, apprendiamo (da TaorminaToday) che per la sicurezza del vertice siciliano lo Stato italiano impiegherà anche gli aerei Eurofighter Typhoon (…) Questa tipologia di aereo ha visto il suo debutto in combattimento durante l’intervento militare in Libia del 2011 con la Royal Air Force e l’Aeronautica Militare, eseguendo missioni di ricognizione e bombardamento a terra (…)… Dovremmo commentare? E cosa dovremmo dire? Ci vengono in mente, a proposito di “missioni di ricognizione”, i droni USA stanziati da anni a due passi da Taormina, a Sigonella, quei droni che sicuramente hanno di certo (tecnicamente parlando) più capacità operative di “ricognizione” degli Eurofighter dell’Aviazione di casa nostra. Quei droni che (quasi) sicuramente saranno attivati (se già non sono in servizio da giorni per questa circostanza) dai militari statunitensi presenti sul territorio isolano, vista la partecipazione del presidente Donald Trump al G7 di Taormina/Sigonella.

E poi, altra faccia di una medaglia che presenta più facce. Sono (o dovrebbero essere) giorni di lutto, dopo Manchester, non giorni di piacevolezze e svaghi per le oltre 250 delegazioni che seguono i Grandi in questo atteso summit, e invece c’è chi pensa che questo sia il momento più opportuno per mostrare di Taormina il suo volto più bello agli occhi del mondo intero. E Matteo Renzi su facebook: “Buon G7. Sarà bellissimo a Taormina…” La discrezione, la riservatezza, il pensiero ai ragazzini assassinati? Tutto viene messo da parte? Per il sottosegretario di Stato, Maria Elena Boschi, per l’ex premier lo show deve continuare ad ogni costo? Taormina è da giorni e giorni una cittadina “sotto assedio”: la presidiano pesantemente uomini (diecimila) dell’Esercito, dell’Arma dei Carabinieri, della Finanza (eccetera). Mancano solo i carri armati. L’attentato di Manchester ha alzato ulteriormente il livello di allarme, e ciò si è notato anche nelle aree periferiche “calde”, come quella dell’aeroporto di Catania, dove il massiccio intervento delle forze di sicurezza ha provocato inevitabile caos non solo nella circolazione viaria.

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