Taormina, “007” al lavoro per garantire sicurezza al G7

di Salvo Barbagallo

 

Mancano poco meno di cento giorni all’appuntamento del G7 e, a quanto pare, i lavori per la messa a “nuovo” delle arterie stradali che portano alla “Perla dello Jonio” procedono a rilento. Solo poche ore addietro è stato definito il piano di “maquillage” delle strade della cittadina, dopo i rilievi effettuati dagli esperti dell’Università di Messina che hanno adoperato anche strumentazioni laser. Come ha reso noto lo stesso sindaco di Taormina, Eligio Giardina, i lavori di ripristino riguarderanno: la bretella A18 di via Garipoli da Spisone sino a tutti i tornanti che portano in centro storico, la sistemazione del Ponte della Madonnina, al momento interessato da una frana lungo il tracciato proprio di via Garipoli, in prossimità dell’area della Madonnina, da via Garipoli si proseguirà sino alla Via Porta Pasquale, poi la Via San Pancrazio, e la Circonvallazione. Inoltre si effettueranno lavori in Via Apollo Arcageta, in via Toselli, nella zona di Porta Catania, e dovrà essere asfaltata Via Roma, Via Bagnoli Croce e Via Pirandello, da Capo Taormina sino all’area del Terminal Bus. Nel Piano entrerà anche il rifacimento di piazza San Domenico De Guzman, la pavimentazione di Via Teatro Greco, il Corso Umberto e il rifacimento di piazza Vittorio Emanuele. E, infine, il problema di mettere in sicurezza con le dovute ristrutturazioni, il Palazzo dei Congressi, punto chiave del summit.

Questo, a larghe linee, il programma dei lavori tracciato, ma il sindaco Eligio Giardina non nasconde le sue preoccupazioni: “Fino a ora ho tenuto un grado di interlocuzione sotto traccia e a livelli altissimi, ma ora mi trovo a dovere lanciare l’allarme: o si accelera subito o il rischio concreto è di una figuraccia per l’Italia e per Taormina (…) Ci sono a disposizione 45 milioni, dei quali 30 per l’evento in sé e che non riguardano solo la Sicilia, e 15 milioni per le nostre infrastrutture. Ebbene, non un cantiere è partito. Il commissario è stato nominato solo il 5 gennaio scorso, possiamo ancora farcela, ma se non si corre sarà impossibile centrare l’obiettivo comune (…). Dall’altra parte, il presidente dell’Anticorruzione Cantone mette in guardia dal rischio di infiltrazioni mafiose, visto che i lavori verranno affidati in deroga alla normativa sugli appalti.

Questo lo scenario che si prefigura per rimettere in sesto Taormina, ma le problematiche maggiori riguarderanno i residenti: la cittadina, infatti, sarà “blindata”, con chiusura totale e controlli di sicurezza, per giorni e giorni, dal 22 al 28 maggio. È stato predisposto per il vertice dei Sette – Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Canada –  l’invio di 6500 uomini delle Forze dell’ordine, parte dei quali sono già in loco, mentre da settimane si è registrato il via vai di esponenti dei Paesi che parteciperanno al summit, che continuano ad effettuare i necessari sopralluoghi di “sicurezza”. È questo il lavoro più delicato, affidato agli “007” dei sette Paesi che prendono parte al vertice dei ministri e Capi di Stato, che sicuramente sono già operativi da Catania a Messina e non solo a Taormina. Gli apparati dei servizi segreti dovranno garantire la massima tranquillità ai protagonisti del G7 e al loro seguito, a quanti giungeranno con i velivoli di Stato probabilmente a Sigonella per essere trasferiti, poi, in elicottero a Taormina. Per gli “007” un lavoro di prevenzione per mettere in luce eventuali programmazioni di proteste di piazza ma, soprattutto, per scoprire eventuali progetti di insensate operazioni terroristiche. Un lavoro nell’ombra che quasi nessuno avvertirà o potrà notare.

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