Ospedale di Taormina: conoscenza del rischio

ospedale-s.vincenzo-panorama-dallaltodi Nello Cristaudo

Il sistema più efficace  per difendersi da un rischio è conoscerlo! Si potrebbe racchiudere in questa frase il progetto pilota dell’ospedale San Vincenzo di Taormina , che nei giorni 25 e 26 luglio prossimo presso la sede dell’Archivio Storico di Taormina, realizzerà il Piano di Emergenza interna per il massiccio afflusso di feriti. Si tratta di un  workshop sulle emergenze e la capacità di reagire tempestivamente ai disastri e costituirà   l’occasione per ascoltare , dalla diretta voce dei medici che interverranno nella due giorni, le modalità di  come gestire  gli eventi di un servizio sanitario  nell’ambito di calamità naturali. Si propone come attività di preparazione, prevenzione e risposta a situazioni eccezionali come le catastrofi naturali o artificiali o per la coordinazione di grandi eventi che prevedono una considerevole affluenza di gente. Attraverso questo progetto formativo, che rientra nel complesso itinerario formativo e globale del Sistema Sanitario Nazionale, l’ospedale taorminese sarà in grado di dare e fornire le cure  e i primi interventi necessari per fronteggiare  uno speciale afflusso di feriti provenienti dagli eventi straordinari: una risposta celere, quindi, ed una capacità organizzativa particolare richiesta in questi casi riguardanti le attività di primo intervento sanitario, affrontando aspetti di coordinamento, interazione con altri soggetti, formazione e gestione delle strutture ospedaliere  e del personale.

ospedale-taormina-ingressoIl progetto è stato accreditato Ecm (educazione  continua in medicina),  ovvero il processo attraverso il quale  il professionista della salute  si mantiene aggiornato  per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale.  Nella prima sessione, che inizierà alle ore 9, 00, si parlerà della gestione dei soccorsi ospedalieri in caso di catastrofe e interverranno i dottori Filippo Isaja, Consolato Malara, Antonina Santisi, Giacomo Filioni. Nella seconda sessione, invece, si parlerà delle manovre salvavita e interverranno i dottori Agata Turnaturi, Giuseppe Cinnirella, Giovanni Terranova. Nella terza sessione, quella del 26 giugno, si  affronterà il tema “dal Pronto soccorso alle sale operatorie: la “Golden Hour”  e interverranno i dottori Mauro Passalacqua, Marco Giunta, Concetto Fleres, Salvatore La Manna, Antonino Calarco, Mario Lentini e Carmelo Desimone.

La gestione sistematica delle emergenze e dei disastri inizia con la preparazione ad un’azione condotta oltre che dalle istituzioni a ciò preposte, da volontari e staff organizzati ed addestrati, nonché con la pianificazione ed implementazione di attività volte a ridurre il rischio di disastri ed emergenze, anche incoraggiando l’adozione di misure comportamentali ed ambientali, ed a prevenire e ridurre la vulnerabilità delle comunità.
Gli effetti di un disastro possono essere ridotti se la situazione viene stabilizzata il prima possibile, consentendo , quindi,  alle persone di iniziare a ricostruire le proprie vite e la propria comunità. L’intervento a seguito di un disastro mira a facilitare il ristabilimento dei meccanismi interni della comunità colpita, promuovendo  la ricostruzione di una società più inclusiva ,riducendo il rischio di vulnerabilità in caso di disastri futuri. Per quanto le situazioni di emergenza siano difficili da affrontare, le esperienze di vita, la gratificazione e le emozioni che si provano, sono una benzina inesauribile per tutti quei volontari che, partecipando attivamente a simili  eventi, sentono il richiamo di aiutare, sempre e comunque.

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