Gli uni contro gli altri e viceversa

wanteddi Salvo Barbagallo

Prima o poi la pentola-Italia scoppierà: è solo questione di tempo, e non è questione di chiaroveggenza. La situazione è sotto gli occhi di tutti e, probabilmente, chi ha ruoli di responsabilità ne è consapevole ma non lo ammetterà mai e tirerà avanti come se nulla fosse. L’esempio-simbolo è il premier Matteo Renzi che, qualunque cosa accada, non toglie in qualsiasi occasione il sorriso dalle labbra. Indubbiamente non è con i “sorrisi” che si salva un Paese o che si risolvono le crisi, diventate ormai quotidiane e a tutti i livelli.

Che la “politica” sia fallita è soltanto una constatazione di fatto, il guaio è che, miseramente, è fallito anche lo “stile” (individuale e collettivo, in molti casi). Tristemente vediamo un Marino che si rifà a slogan che ritenevamo superati (“fascisti, tornate nelle fogne”); vediamo un Salvini (forse più eccentrico) che porta in piazza la ruspa per dare un segnale forte a Renzi (spazzato da una ruspa leghista! E magari….); Salvini e Maroni sbottano contro l’incauta Boldrini (…non c’è emergenza migranti!) affermando che “Deve essere ricoverata” e che “Vive nell’iperuranio” (…probabile…); si blatera sulla xenofobia ma intanto c’è chi usa il machete e la può fare franca; ci sono sindaci (quello di Misterbinaco, in quel di Sicilia) che si scagliano contro le forze dell’ordine (…non vogliamo sbirri!). Insomma, a leggere le cronache viene da piangere o da sganasciarsi dalle risate, come volete: le cose non cambiano, peggiorano, e tutti lo sanno. E nessuno (almeno fino ad ora) che presenti soluzioni concrete, o indichi un percorso che possa essere comune e accettato

Perduto di vista il “senso comune”, smarriti principi e regole (le parole di Papa Francesco, ammettiamolo, cadono nel vuoto), si va a ruota libera, nel peggiore dei gossip lo “scaricabarile” delle responsabilità, scaricando le “colpe” gli uni sugli altri (e viceversa), tutti pronti a chi le spara più grosse per attirare un micro-attimo di attenzione, che, poi, non serve a niente perché questa realtà sembra costellata da “micro-attimi” inutili. Intanto si dimentica Mafia Capitale, si dimenticano le speculazioni sui migranti, si cerca di far dimenticare l’incremento delle tasse e le mille e mille cose che non funzionano nella pubblica amministrazione. Il Paese è sotto “assedio”, ma gli aggressori non si vedono, non hanno un volto che si possa individuare. Oppure, tutto il contrario: volti noti, personaggi di spicco e personaggi illustri sconosciuti che vengono alla ribalta nelle circostanze più disparate (o “disperate?”).

Nell’’Italia del vuoto della politica predominano, come detto, i “sorrisi” e le ingiurie: alla fine, purtroppo, ci si abitua a questo andazzo. La pentola, però, è destinata a esplodere. Questione di tempo…

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