Se lo dice il Papa…

papa-francescoDi Salvo Barbagallo

 

Non siamo pacifisti ad oltranza, non siamo utopisti ad oltranza: siamo pacifisti, siamo utopisti, quanto basta ai giorni nostri e (purtroppo) sappiamo come vanno le “cose” del mondo. Non ci meravigliano gli scandali, non ci stupiscono le ipocrisie, spesso conosciamo cosa si nasconde dietro le “belle” parole e cerchiamo di farlo capire agli “altri” che non le capiscono o non le vogliono capire. Non facciamo nulla di eccezionale poiché (purtroppo) uno scritto (un articolo) non basta a cambiare lo stato delle cose. Ma a volte serve. Serve a far prendere consapevolezza a “qualcuno” che legge.

Papa Francesco da poco più di due anni parla al mondo: dal 13 marzo del 2013 ha detto tanto, toccando argomenti delicati. Lo hanno definito un “populista”, e il termine lo prendiamo in positivo, che corrisponda oppure no a quello che l’Uomo nel suo ruolo rappresenta. Papa Francesco (per fortuna) non ha timore nell’esprimere i suoi pensieri, quasi tutti condivisibili. Giorni addietro le sue ultime, pesanti affermazioni: “Tante persone potenti non vogliono la pace, perché vivono delle guerre, con l’industria delle armi: guadagnano più con la guerra che con la pace. Questo è grave!”.

Domenica scorsa (10 maggio) su questo giornale scrivevamo degli enormi guadagni delle industrie belliche italiane e di come quelle armi che escono dal nostro Paese finiscono nei territori dove la guerra è una costante ormai da anni, e scrivevamo come nessuno in Italia alza la voce per dire un semplice “Basta!” affinché non si continu a contribuire a creare morte. Papa Francesco risiede in Vaticano, come dire in Italia, e conosce bene quanto si verifica a due passi da Casa sua. E’ vero:  “Tante persone potenti non vogliono la pace, perché vivono delle guerre…”, ma alla fine ci si lava la coscienza cercando (o fingendo di cercare) una soluzione ai problemi dei migranti che scappano da quelle guerre che (probabilmente) sono alimentate dalle armi che provengono anche dall’Italia.

E’ già molto affermare con forza “Questo è grave!” , ma è sufficiente?

E’ sufficiente aggiungere “La pace non è un prodotto industriale, ma artigianale. Si costruisce ogni giorno con il nostro lavoro, con il nostro amore, con la nostra vicinanza, con il nostro volerci bene. Pace non vuol dire che non ci siano le guerre. Con dolore ci saranno le guerre. Ma pensiamo che un giorno non ci siano le guerre…”. Non, non è sufficiente, ma è già molto se queste frasi sono pronununciate da un Pontefice la cui “arma” è dare un giusto indirizzo alle coscienze.

Una “lezione”, questa di Papa Francesco, che dovrebbe essere ben compresa dai politici che governano questo Paese, una “lezione” che dovrebbe far riflettere quanti preferiscono la violenza (di qualsiasi tipo e forma) al dialogo, una “lezione” per coloro che cercano con ogni mezzo la contrapposizione per determinare una facile destabilizzazione.

Ma…la Scuola di civiltà non esiste. In fondo non esiste più una “Scuola”…

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